Il vero Natale 1

21.12.2025

Tu scendi dalle stelle o Re del cielo
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.

David Teniers, Paesaggio invernale con natività, 1640-1649,

25 dicembre

Magica, gelida notte, nasce il Redentore, in una grotta o capanna o stalla, sul tetto della quale brilla una cometa; Maria lo avvolge nelle fasce e lo depone in una mangiatoia. Un bue e un asinello lo scaldano col loro fiato. Poi gli angeli svegliano i pastori che vanno ad adorarlo. E poi verranno i tre Re Magi che porteranno doni preziosi.
 Tutto questo ci è stato raccontato a scuola o a catechismo, dai genitori, dai nonni, ma dove sta scritta questa bellissima storia?  Nei Vangeli sicuramente. Andiamo a leggere.
Intanto solo Matteo e Luca riferiscono della nascita di Gesù; Marco e Giovanni non ne fanno menzione.
Cominciamo da Luca. Sintetizzo da 2/ 1,5:

 Giuseppe si reca con Maria incinta a Betlemme per farsi registrare nella sua città di origine, secondo quanto prescritto dal censimento ordinato da Augusto.
Ed ecco il seguito 2 /6,12 (versione CEI 2008)

6 Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.
8 C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10 ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»

E per Luca è tutto. Nomina la mangiatoia, segno dal quale riconoscere il Bambino, non dice nulla del bue e l'asinello, ma soprattutto non dice che fu una notte gelida e nevosa: i pastori pernottavano col loro gregge all'aperto. Faceva caldo, non era certo dicembre.
Via il bue e l'asinello, via il freddo, restano il bambino nella mangiatoia a mo' di culla, collocata dove non si sa, e i genitori. Vabbe', pastori e angeli ci sono però, intanto allestiamo con questi elementi il nostro presepe. Molti pittori di Natività, di varie epoche, tuttavia non rinunciano ai miti animali dispensatori di calore.

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In questo affresco di Pietro Vannucci, detto Il Perugino, 1503; il bue e l'asinello sembrano essere in pausa o forse, data la nudità del bambinello, il clima è più mite, ma per ogni evenienza... sono pronti ad intervenire.

Andiamo ora a leggere il resoconto di Matteo,  2/1,12 sempre nella versione CEI.

2,1 Essendo Gesù nato a Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode, dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: 2 "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo". 3 Udito questo, il re Erode fu turbato e tutta Gerusalemme con lui. 4 Radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. 5 Essi gli dissero: "In Betlemme di Giudea, poiché così è scritto per mezzo del profeta:
6 'E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele'".
7 Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa 8 e, mandandoli a Betlemme, disse loro: "Andate, domandate diligentemente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché venga anche io ad adorarlo". 9 Essi dunque, udito il re, partirono e la stella che avevano visto in Oriente andava davanti a loro, finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. 10 Essi, vista la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. 11 Ed entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. 12 Poi, essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per altra via.

Ecco i Magi, non sono tre, ma alcuni; non sono dei re e non se ne conosce il nome. Seguono una stella che non è una cometa. E, guarda un po', trovano il bambino in una casa, di conseguenza niente bue e asinello. Si racconta invece di Erode e si fa capire che aveva cattive intenzioni. Ed ora mettiamo i Magi nel nostro presepe, ad libitum, siamo autorizzati ad abbondare, magari dotiamoli di ricche vesti, i doni che offrono rivelano una certa disponibilità economica. 
L'adorazione dei Magi nei dipinti, tranne qualche eccezione, si accompagna ad uno sfarzo rutilante che si comunica a tutta la rappresentazione della Natività; il Bambinello nato in una capanna, visitato da umili pastori è ben lontano, e i rigori decembrini si sopportano bene coperti da ricche vesti.

Adorazione dei Pastori

 Jusepe de Ribera 1650
Il vero Natale, così come descritto dal Vangelo di Luca, tranne per un particolare, come si vedrà. Una scena semplice, ma simbolica e densa di signifificato. Maria a mani giunte leva gli occhi al cielo in atto di preghiera e ringraziamento; il Bambino ciconfuso di candore, paffuto e tranquillo, è voltato verso un pastore a mani giunte, in atteggiamento reverente, il suo rozzo abito lo fa riconoscere all'osservatore. L'uomo a mani incrociate sul petto vestito di scuro è Giuseppe, fra lui e il  pastore fa capolino il muso del bue. Sopra di loro una enigmatica figura femminile, forse una donna che ha assistito Maria nel parto. A sinistra un altro pastore: espressione devota, compunta, una mano sul petto e l'altra a sollevare il cappello; è il personaggio più commovente,  simbolo della fede semplice, al suo fianco il muso dell'asinello. Come il bue quasi si confonde, per il colore scuro, con gli abiti dei personaggi che gli stanno accanto, chi osserva il dipinto deve aguzzare la vista per vederli.
E l'agnello ai piedi della mangiatoia? Dorme o è morto? È l'Agnello di Dio che toglierà i peccati dal mondo?

Adorazione dei Magi

Affresco del II secolo, Catacombe di Priscilla, Roma.
Sembra quasi una pittura rupestre preistorica, le figure sono appena abbozzate, eppure chiaramente distinguibili. La Madre assisa col Bambino in braccio, come sarà rappresentata in tanti dipinti successivi, ben più sfarzosi. I Magi, di diverso colore, sono già tre, sul Vangelo di Matteo è già stato apportato il cambiamento. Sono in cammino con le braccia protese a mostrare il loro dono; pare di vedere una traccia di corona sulle loro teste. Il cristianesimo è ancora perseguitato, deve nascondersi, sotto terra, nelle catacombe; l'espressione iconografica della sua fede è affidata a mani rozze e inesperte, ma non passerà molto tempo prima del trionfo e dello sfarzo, delle cattedrali, dei grandi artisti scelti dai papi regnanti. 

Una sontuosa adorazione dei Magi

Difficile riconoscere in questo dipinto di Vincenzo Foppa, del 1500, la narrazione del Vangelo di Matteo sull'arrivo di "alcuni magi".

Un dettaglio del dipinto

Sui Magi, sul bue e l'asinello ed altre cose di Natale c'è molto da dire ancora.

(continua)                                                                                                                                  Gralli