Il vero Natale 3
Come era da immaginarsi neppure della cometa si fa cenno nei Vangeli.
Essendo Gesù nato a Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode, dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo".
Questo è quanto in Matteo 2,1.
Gli antichi conoscevano le comete, in esse vedevano l'annuncio di eventi prodigiosi, talvolta di calamità, ma c'era anche la credenza che precedessero la venuta di un re.
Matteo invece parla di una stella, semplicemente, senza nessun attributo, se si fosse trattato di una cometa non avrebbe mancato di segnalarlo. Tuttavia il teologo Origene, sulla base di un poco fondato ragionamento, ne era convinto: se la cometa annuncia la venuta di un re la stella vista dai Magi certamente lo era.
Qual meraviglia che sia sorta una nuova stella alla nascita di una persona che doveva determinare un così grande mutamento nel genere umano?
Con buona pace del teologo e di tutti gli allestitori di presepi, però, le raffigurazioni più antiche, dipinti e bassorilievi, fino a buona parte del Medioevo, mostrano una stella, priva di coda anche se il Vangelo dello pseudo-Matteo sostiene che oscurò tutte le altre, ma perché Erode non se ne accorse? Furono i Magi a dargli la notizia.

Natività Catacombe di Priscilla
La cometa sulla capanna di Gesù fece la sua comparsa milletrecento anni dopo, più o meno, in Italia. La sua coda luminosa si accese, fra il 1304 e il 1305, grazie ad un pittore fiorentino che, nella città di Padova, stava dipingendo, in una chiesa, su commissione del ricco Enrico Scrovegni, degli affreschi che dovevano rivoluzionare l'arte pittorica: Giotto. Ebbene fu proprio lui a mettere la prima cometa nel presepio. Ma perché?
[...] nel 1301, ossia poco prima di realizzare l'affresco. In cielo, tra metà settembre e fine ottobre, era stato visibile un astro munito di coda, una cometa, che solo in pieno XVIII secolo sarebbe stata battezzata Cometa di Halley, in onore dell'astronomo Edmond Halley che ne aveva studiato i cicli e previsto il ritorno. Non solo ma, strana coincidenza, tra dicembre e gennaio – ossia proprio durante le festività del Natale – pare persino che ne fosse apparsa un'altra, che in molti avevano confuso con la prima. Quasi tre mesi di comete, insomma, che Giotto doveva avere in testa mentre armeggiava con i pennelli. Non che, con questo, volesse cambiare l'iconografia, eppure l'idea gli era piaciuta, perché di nuovo, affrescando la basilica inferiore di Assisi negli stessi anni, rappresentò una cometina più discreta, che gli angeli sembrano guardare ispirati. A ogni modo, altri artisti a lui successivi andarono avanti beatamente a rappresentare semplici stelle luminose. Ed è ovvio: nulla giustificava quella scelta, se non l'esperienza personale di Giotto.

Giotto L'adorazione dei Magi Cappella degli Scrovegni

Giotto L'adorazione dei Magi Cappella degli Scrovegni Particolare della cometa
La notte della nascita di Gesù nessuna cometa aveva attraversato il cielo, la cometa di Halley era passata il 12 a.C. La stella che i Magi avevano visto in Oriente aveva annunciato la nascita del Re di Giudea.
Erode d'altronde, sembra cadere dalle nuvole: lui il segno non l'ha visto, né i sacerdoti della Giudea l'hanno interpretato in qualche modo. Si informa dunque presso gli scribi e i farisei riguardo alle antiche profezie, e loro gli dicono che è stato scritto che il Messia sarebbe nato a Betlemme. E così Erode indirizza i Magi verso Betlemme, per servirsene come informatori.
Tralasciamo la data dell'arrivo dei Magi, che non sembra concordare con la strage degli innocenti. Seguiamo anche noi la stella che, dice Matteo, precede i Magi fino a che si ferma sulla casa dove sta il Bambino, non si fa cenno a grotta o capanna. Riflettiamo sul suo movimento: si spostava davvero o era solo un moto apparente? Sappiamo bene che se camminiamo in una notte di luna questa sembra seguirci.
I Magi, secondo il testo, manifestarono grande gioia quando, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra, ed entrarono nella casa. Non è chiaro se gioissero perché era ricomparsa o perché era arrivata a Betlemme, proprio su quella casa. Se fosse stata una cometa sarebbe stata sempre presente in cielo, tutti l'avrebbero vista, Erode compreso. Il dilemma della stella è questo: fu un reale avvenimento astronomico o un miracolo?

Adorazione dei Magi, inizio VI secolo, mosaico, Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, Ravenna
Interessante la tesi di Giovanni Crisostomo, contenuta nelle sue Omelie sul Vangelo di Matteo (fine del IV secolo) che tenta di conciliare ragione e fede. Egli conosce bene i movimenti degli astri e sa che nessuno potrebbe compiere il movimento descritto nel Vangelo: le stelle si muovono da Oriente ad Occidente, questa invece da Nord a Sud, ovvero dalla Persia, paese dei Magi, alla Palestina. Secondo il teologo, e santo, la stella era apparsa di giorno, e di giorno era visibile superando in luminosità il sole, cosa evidentemente non naturale. Inoltre, nelle Omelie si legge che era visibile durante il viaggio dei Magi, ma scomparve al loro arrivo a Gerusalemme per riapparire alla loro partenza. È chiaro che, per Crisostomo, non si tratta di un vero astro, ma di un'entità razionale, di natura angelica presumibilmente, d'altra parte un angelo si era già manifestato ai pastori per annunciare la nascita del Bambino. La stella, inoltre era stata menzionata nella profezia di Balaam: Un astro sorge da Giacobbe, uno scettro si leva da Israele. (Numeri 24:17) e interpretata come l'avvento del Messia.
Curioso come, di fronte a un fenomeno che sfida ogni legge naturale, non si arrivi alla conclusione della sua impossibilità, ma al miracolo: è la fede bellezza! O la bellezza della fede.

Ritratto di San Giovanni Crisostomo. Antico mosaico bizantino proveniente dalla Cattedrale di Santa Sofia a Costantinopoli (l'odierna Istanbul). Il mosaico ha circa 1.000 anni. (fonte Wikipedia)
Alcuni astronomi contemporanei hanno provato ad indagare il caso. La prima ipotesi è quella che si fosse trattato di una supernova, cioè dell'esplosione di una stella capace di emettere radiazioni tanto potenti da superare la luminosità di un'intera galassia, sia pure per poco tempo. Cronache cinesi e coreane registrano l'apparizione di una "stella nuova" proprio intorno al 5 a.C. L'effetto prodotto sull'osservatore comune è quello di un astro che prima non c'era, ma i Magi, esperti astrologi l'avrebbero notata. Il problema è che la supernova non si muove, non serve ad orientare il cammino.
Interessante invece, per la sua probabilità, l'ipotesi della congiunzione planetaria.
Nell'anno 7 a.C., che secondo alcuni calcoli potrebbe essere stato quello autentico della nascita di Gesù, si verificò un fenomeno astronomico accertato, che si verifica ogni 805 anni e che quindi, data l'età umana, appare sempre come nuovo. Ad inizio d'anno Giove e Saturno si presentarono ad Oriente, nella costellazione dei Pesci, allineati e molto luminosi; il fenomeno era stato previsto come risulta dal ritrovamento alcune tavolette caldee. Verso la fine dell'anno ai due pianeti si aggiunse Marte, in conseguenza della rotazione terrestre i pianeti si avvicinarono e si distanziarono per tre volte, la "stella" appariva e scompariva opportunamente dando l'impressione di intenzionalità. Questa ipotesi fu sostenuta nel 1614 da Giovanni Keplero nel suo trattato De anno natali Christi.
Poiché i sapienti osservatori delle stelle, più che astronomi nel senso scientifico, erano astrologi, dell'evento si colse soprattutto il significato allegorico.
Giove è simbolo regale e divino, Saturno è simbolo di giustizia. La parte centrale dei Pesci era simbolo della "casa di Davide", e l'oriente è ovviamente il luogo dove sorge il sole. Traducendo: presso Israele era sorta una nuova luce, un nuovo re di carattere divino e portatore di giustizia. Ma non solo: in quel tempo, l'aspettativa degli astrologi non poteva che essere alta. Si stava infatti verificando un passaggio epocale, quello dall'era dell'Ariete a quella dei Pesci, durante cui il sole sarebbe entrato negli equinozi nelle costellazioni dei Pesci, appunto, e della Vergine. Rinnovamento, perciò. E se volessimo speculare intorno alla vergine e al pesce, noto simbolo di Cristo, avremmo di che farci girare la testa. Non essendo dei Magi, ci limitiamo registrare: per dei cultori dell'astrologia, ce n'era abbastanza da mettersi in viaggio.
Questa spiegazione ha il pregio di corroborare in modo coerente e verosimile la narrazione evangelica, conciliando fede e storia, ma l'interpretazione in chiave astrologica va a cozzare clamorosamente contro il severo divieto giudaico-cristiano riguardante astrologia, divinazioni, sortilegi, arti magiche. Come non detto dunque, i Magi seguirono la stella guida, per tutti ormai una cometa, simbolo della nascita di Cristo, sicuramente la fede era salva. Tutta la vicenda a noi moderni, tuttavia, mostra molto chiaramente come la sapienza astrologica fosse tale da generare col tempo l'autentica scienza astronomica.

IERI
Fratelli Limbourg, Adorazione dei Magi, 1411-1416

OGGI Bansky La cicatrice di Betlemme
La stella è il buco prodotto da una granata nel muro "difensivo" eretto da Israele.
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Gralli
