La sorella di San Silvestro
Ed eccoci arrivati al Santo del quale si narra nella novella di Capuana, con un po' di irriverenza a dire il vero. Io, che non frequento la buona società del Paradiso, credevo che questo Silvestro fosse il traghettatore dell'Anno Nuovo, quello dei botti e del Cenone, personaggio di alto rango in vita, data di nascita ignota, morto nel 335, il 31 dicembre appunto.
Come Silvestro I fu papa per ventuno anni, almeno nominalmente, perché di fatto chi decideva tutto era l'imperatore Costantino; di lui si dice che ammansì un drago con la sola esibizione del crocifisso, che guarì Costantino dalla lebbra, ma pare che si tratti di esagerazioni. Si raccontano altre varie imprese, anche diplomatiche, ma anche in questo caso di dubbia autenticità. Le categorie soggette alla sua protezione sono muratori e tagliapietre. Chi fosse interessato può leggere qui vita morte miracoli.
https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Silvestro_I

Di santi a nome Silvestro ne ho trovati altri quattro, uno dei quali protettore dei cuochi, attribuzione che non è da buttar via. Ma quello che ci interessa è San Silvestro di Troina, una cittadina siciliana facente parte del Libero Consorzio Comunale di Enna; qui vide la luce nell'anno 1100 ca. e da qui tornò alla casa del padre nel 1164. Un Santo molto attivo in quanto patrono di: pellegrini e viandanti, forestieri, abati, monaci, parroci, sovrani, gastroenterologi, volontari, operatori sanitari, bambini e bambini malati, ammalati, disabili, ciechi, muti e sordomuti, senzatetto e mendicanti, emarginati, poveri, sofferenti ed animali, contro le malattie gastrointestinali e le malattie in generale, la peste, le pandemie in generale e le ustioni. Per ottenere attenzione con le preghiere bisognerà aver pazienza, spesso risulterà momentaneamente occupato, ma sarà bene attendere per non perdere la priorità acquisita. È un santo davvero interessante, dimostrò di avere il dono dell'ubiquità, il suo corpo fu ritrovato dopo due secoli e mezzo in circostanze straordinarie. Si festeggia il 2 gennaio.
Qui per saperne di più, consigliabile! https://it.wikipedia.org/wiki/Silvestro_di_Troina

Data la provenienza geografica, ci sono buone probabilità che il Silvestro di cui parla Capuana e quello della seguente leggenda siano quello di Troina. Un Santo buono, dalla fede incrollabile come si vedrà, ma forse un po' ingenuo.
Fiaba raccontata da Antonio Tuscano
La madre ed il padre di San Silvestro morirono, lasciandolo con una sorellina di molto più giovane di lui. Egli pensava sempre a Dio e non vedeva l'ora di morire, per raggiungerlo in paradiso.
In un suo pezzo di terra, cosparso di rocce più grandi tre o quattro volte una casa, c'era una grotta, dove si recava per pregare, spessissimo, di notte e di giorno. Quando pioveva indossava un manto impermeabilizzato con la pece e di notte portava una lanterna, invece se era sereno usava un mantello e per poter ben vedere il percorso, si serviva di un tizzone che roteava sulla testa in continuazione. Si confessava tutti i giorni e ad un certo punto cominciò a farlo tre, quattro volte al giorno, presso un convento e per ogni volta desiderava prendere l'ostia.
Il monaco che lo confessava un giorno gli disse:
"Fratello Silvestro, d'ora in poi venite a confessarvi solo la domenica, per gli altri giorni non c'è bisogno, perché voi siete già santo".
"Ma io voglio la comunione per entrare in contatto con Dio!"
"Va bene! Allora vi do questo pentolino pieno di ostie e dopo che avrete ripetuto tre volte le preghiere, vi inginocchiate e ve le prendete!"
Così avvenne che il santo al convento andava solo di domenica ed assieme a lui, a casa e nella caverna pregava anche la sorellina e ciò era motivo di grande felicità per lui, che per espiare eventuali peccati si batteva il petto e la caverna emetteva l'eco. Il trambusto, con rumori era così accentuato, che un tasso, che aveva la tana lì vicina, decise di andare via altrove con i suoi cuccioli.
La sorellina pregava con grande fede ed egli pensava di farla diventare, con l'aiuto di Dio, prima monaca e poi santa.
Ad un certo punto crebbe di colpo, divenne alta e formosa, quasi una donna e cominciò a cambiare sentimenti. Pregava sì, ma molto meno di prima e lo faceva meccanicamente e non con fervore religioso. Quando andavano nella grotta lui pregava, mentre lei muoveva solo le labbra ed un giorno ella uscì fuori ed egli si accorse che in quelle vicinanze c'era un ragazzotto a cui faceva dei segni.
"Ah, sorellina mia", le disse il santo, "ricordati che questo non è giusto poiché tu dovrai diventare prima monaca e poi santa!"
Lei abbassava la testa e non replicava.
Un altro giorno come camminavano assieme, vide da lontano il solito ragazzo e cominciò a tenere gli occhi ben aperti, anzi a spalancarli e le disse:
"Sorellina mia, io lo dico per il tuo bene! Ricordati che la fine del mondo è vicina e cerca di salvare la tua anima!"
Ma lei ormai non pregava più ed era diventata poco contegnosa e quando si sedeva, faceva in modo di mostrare le sue gambe. Si affliggeva San Silvestro e perse la speranza di farla diventare santa.
Mantenendo però una segreta speranza, per precauzione, dovunque andasse se la portava sulle spalle e quando andavano in un loro podere, attraversavano una zona ricca di boscaglia. Il ragazzo li seguiva ovunque e più di una volta il santo meditò di farlo nero di botte, ma pensando alla sua anima, non lo fece.
I genitori del ragazzo, chiesero in sposa la fanciulla per il loro figliolo, ma San Silvestro in risposta affermò che sua sorella, si sarebbe dovuta fare santa, anche contro la sua stessa volontà.
Lei nel contempo, infilava stecche nel suo busto, assieme a manate di lana, perché i suoi seni apparissero più grandi e più desiderabili. Sospirava San Silvestro e pregava Iddio, perché la liberasse dai cattivi pensieri.
Andando in campagna, dunque, attraversavano una zona boschiva e quando la ragazza era costretta da necessità fisiologiche, egli la metteva a terra, ma prima di mandarla nella boscaglia a soddisfarle, vi buttava un grosso sasso. Se volavano uccelli, anche uno solo, significava che non c'erano uomini e neppure bestie di stazza grossa.
Il ragazzo camminava nel bosco nei pressi del bordo della strada, con la speranza che il santo facesse scendere la sorella dove egli era, ma questo non capitava mai, perché l'idea di San Silvestro era buona.
L'altro, più furbo di una volpe, capì il perché non capitava e allora costruì una grande gabbia con canne e stecchi di ferula, dove mise, dopo averli catturati con una pania, una trentina di uccelli di svariate dimensioni.
Un giorno mentre fratello e sorella camminavano sulla strada, egli lo faceva nella boscaglia parallelamente alla via e progredendo spaventava gli uccelli che volavano, ma quando arrivò in un luogo molto riposto, dove aveva preparato un giaciglio con fogliame d'ogni tipo, il santo scagliò un sasso ed egli aprì la gabbia e un nutrito stormo di uccelli volò.
"Sorellina mia", disse San Silvestro, "va tranquilla e fa con comodo, perché io, avendo la roncola, taglio dei rami e preparo delle fascine. Di questo posto sono molto sicuro e penso che mai vi sarà passato un uomo!"
Andò la sorella, che con il ragazzo fece ciò che il santo non avrebbe mai immaginato ed il fatto si ripeteva almeno una volta alla settimana, in quanto di quel posto il santo era molto sicuro. Man mano che il tempo passava la ragazza pesava sempre di più ed egli si sforzava come un asino con una soma troppo pesante. In continuazione la fanciulla aveva conati di vomito ed il santo, addolorato, credendo che fosse gravemente ammalata, piangendo la portò da un medico, che gli rivelò la verità.Restò secco per la cattiva notizia e non fu capace di profferire parola e per il grande dolore, per tre giorni non si alzò dal letto. Il quarto giorno andò a trovarlo il padre del ragazzo ed assieme stabilirono la data del matrimonio, che fu fatto con una cerimonia molto semplice.Da quel giorno San Silvestro fu tanto amareggiato, che non volle vedere più gente e si ritirò nella grotta del suo podere, dove pregava e lavorava la terra per produrre solo quanto gli bastasse per il suo fabbisogno, vivendo in compagnia di alcune pecore che allevava per la lana e per il latte, assieme a quattro o cinque capre e a un cagnolino bianco e nero.
Fonte: https://www.rivieraweb.it/la-sorella-di-san-silvestro-a-soru-i-santu-silvestru/

Gralli
