MARIA CLARA EIMMART, LO SGUARDO VERSO IL CIELO
Chi visita la mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, in corso alla GAM di Torino, ha la fortuna di imbattersi in tre opere di Maria Clara Eimmart. Sono tre grandi immagini altamente suggestive di corpi celesti, dipinti a pastello e tempera su una carta azzurrina. Non entrano nei consueti percorsi museali perché sono conservati in uno dei tanti, semitrascurati musei della scienza che stentano la vita in giro per l'Italia, il Museo della Specola dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.

Maria Clara Eimmart –Phasis Lunae Novissima Maria
Clara Eimmart nacque il 27 maggio 1676 a Norimberga, in Baviera. In quell'epoca nessuna donna, né in Germania, né in nessuna altra parte del mondo, poteva ottenere una educazione scientifica formale. Suo padre, Georg Christoph Eimmart, era però una persona fuori dagli schemi; era nato nel 1638 a Ratisbona e il padre, pittore e incisore, gli aveva insegnato le tecniche del disegno e dell'acquaforte. Dopo aver esercitato l'arte dell'incisione nella sua città natale, Georg si recò ad Altdorf e Jena per studiare legge e matematica, prima di stabilirsi definitivamente a Norimberga nel 1660, dove riprese a lavorare come incisore. Dal suo matrimonio con Maria Walther, nel 1668, vennero alla luce un primo figlio, l'anno seguente, che morì tre mesi dopo la nascita, e quindi una figlia, Maria Clara. Nel 1683, Georg Christoph Eimmart rifiutò l'o erta di re Carlo IX di Svezia di stabilirsi alla sua corte come incisore, Nel 1699 fu nominato direttore della Malerakademie, l'Accademia di Pittura di Norimberga, posto che occupò fino alla morte, avvenuta nel 1705. Parallelamente all'attività di incisore, Georg Christoph Eimmart sviluppò una grande passione per l'astronomia. Nell'autunno del 1678 allestì, sul bastione Vestnertor del castello di Norimberga, il primo osservatorio astronomico privato della città. Era dotato di un grande telescopio e pare che, proprio attraverso le sue lenti, a soli tre anni, Maria Clara poté osservare per la prima volta il cielo notturno. La ragazza ebbe dal padre, forse ancora turbato dalla morte del figlio, un'educazione allora riservata unicamente ai maschi. Oltre a insegnarle la pittura, il disegno e l'acquaforte, il padre le diede una formazione in matematica, astronomia e lingue, in particolare latino, italiano e francese. Tra il 1679 e il 1688 Georg Christoph Eimmart e ettuò numerose osservazioni della Luna, dei pianeti e degli altri oggetti del sistema solare. La sua formazione artistica gli permise di rappresentare su incisioni di rame le fasi di Venere, di Giove e della Luna, le comete osservate tra il 1680 e il 1683, gli anelli di Saturno e le eclissi lunari. La sua fama valicò i confini della Germania ed ebbe contati con celebri astronomi come Edmond Halley e Johannes Hevelius.

Maria Clara Eimmart – Santa Margherita indica il cielo, 1693
Nel 1688, l'invasione dell'Impero da parte delle truppe francesi costrinse Eimmart a cessare l'attività dell'osservatorio. Lo riaprì l'anno seguente, in occasione dell'osservazione di un'eclissi solare, e lo dotò di strumenti ancora più e icienti, facendolo diventare uno dei più importanti d'Europa, luogo d'incontro per studiosi e filosofi naturali provenienti da tutto il continente. Probabilmente fu in questo periodo che Maria Clara, allora tredicenne, iniziò ad assistere attivamente il padre all'osservatorio, finché non divenne un'osservatrice astronomica a pieno titolo. Lo dimostra questo disegno della superficie lunare inviato insieme ad una delle lettere che scrisse ad un allievo del padre, lo svizzero Johann Jakob Scheuchzer (1672–1733).

Maria Clara Eimmart - Disegno della superficie lunare, 16 agosto 1695, dimensione 9,5 × 16 cm.
(Zentralbibliothek di Zurigo)
Sul foglio è anche possibile leggere un distico in latino:
Questa faccia disprezza la terra, profanata dalle tenebre, affinché tu possa alzare gli occhi al cielo con uno spirito puro.
È certo che Maria Clara aiutò il padre nelle sue osservazioni; la immaginiamo al telescopio, sfidando il gelo delle notti di Norimberga, per memorizzare ogni dettaglio della Luna e degli altri corpi celesti da riprodurre poi fedelmente sulla carta. Purtroppo, ci restano poche notizie sulla sua vita e sulla sua opera, il cui valore, indipendente da quello di assistente del padre e poi del marito, è stato riconosciuto tardivamente, ad esempio nell'Histoire des mathématiques dell'astronomo francese Joseph Jérôme Lefrançois de Lalande. (1798). Tra il 1693 e il 1698, Maria Clara Eimmart realizzò tra 250 e 350 disegni astronomici. Osservò anche l'eclissi solare totale del 12 maggio 1706, che riprodusse in due dipinti che furono considerati perduti fino al 2012, quando uno di essi fu riscoperto nel reparto cartografico della Biblioteca Statale di Berlino. La maggior parte dei suoi schizzi della luna si trova a San Pietroburgo. Alcuni dei suoi dipinti sono conservati al Museo della Specola dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.

Maria Clara Eimmart - Plenilunium
Nell'inventario bolognese del 1843 sono riportati 12 disegni su carta azzurra di grandi dimensioni e 6 tavole di piccole dimensioni su carta marrone. Oggi sono ancora presenti 10 disegni e tre tavole, mentre le altre sono andate perdute. Non è del tutto chiaro come le opere siano giunte a Bologna. Georg Christoph Eimmart era entrato in contatto col conte Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730), poliedrica figura di militare, scienziato e benefattore, fondatore dell'Accademia delle scienze dell'Istituto di Bologna, un altro personaggio oggi colpevolmente dimenticato. Eimmart aveva inviato al conte, impegnato come generale dell'esercito imperiale nella guerra contro i turchi, delle incisioni in rame di zone danubiane, per il suo Danubius pannonico mysicus, opera che venne poi pubblicata nel 1726. Con ogni probabilità, i dipinti di Maria Clara furono donati dal padre al conte Marsili nel 1695 tramite Johann Cristoph Müller, un assistente di Eimmart che aveva raggiunto Marsili in Ungheria per assisterlo nell'e ettuazione di osservazioni astronomiche. Il conte Marsili, alla sua morte, donò tutti i suoi manoscritti e la sua strumentazione astronomica all'Accademia delle scienze di Bologna.

Maria Clara Eimmart – Cometarum variae figure
Georg Christoph Eimmart, ormai gravemente malato, vendette l'osservatorio da lui creato alla città di Norimberga, anche per garantire il sostentamento della figlia. Alla sua morte, avvenuta nel 1705, la direzione dell'osservatorio fu a idata ad un altro suo allievo, Johann Heinrich Müller (1671–1731), fratello di Johann Cristoph. Maria Clara sopravvisse al padre soltanto due anni. Nel 1706 sposò Johann Heinrich Müller e l'anno successivo morì di parto; anche il bambino non sopravvisse. Di questa straordinaria artista e scienziata ci restano le opere e ci parlano del suo talento e della sua passione per il cielo notturno, nel breve momento che trascorse sulla terra…

Maria Clara Eimmart – Variae Saturni Phases
Bibliografia:
Enola Pellegrini, "Maria Clara Eimmart (1676-1707), une femme astronome à Nuremberg", su
"Source(s). Arts, Civilisation et Histoire de l'Europe", 20, 2022.
Catalogo dei Beni Culturali:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800688179-0
DrRestless(Roberto Gerbi)
