SCHINDLER'S LIST

09.01.2026

Non c'è dubbio che sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico: il problema, semmai, è incontrarlo, ma le circostanze furono tali che Alma visse sempre fra uomini di genio.
 (Françoise Giroud, "Alma Mahler o l'arte di essere amata")  

Agli inizi del Novecento quello austro-ungarico era un impero in crisi tra problemi sociali, sconfitte militari e spinte nazionalistiche. Vi convivevano cinquanta milioni di abitanti, di quindici diverse etnie, che ne rappresentavano insieme uno dei principali motivi di crisi e una straordinaria ricchezza. Vienna, la capitale, aveva conosciuto tra il 1870 e il 1910 una crescita eccezionale, passando da novecentomila a oltre due milioni di abitanti. Si trattava di immigrati da ogni parte dell'impero, e anche di ebrei da quando, nel 1867, l'imperatore Francesco Giuseppe aveva concesso loro l'emancipazione e la possibilità di libero movimento all'interno dei confini dello Stato. La città era un crogiolo di popoli diversi ma soprattutto di idee innovative in ogni campo: artistico, scientifico e persino culinario. Robert Musil, nel romanzo L'uomo senza qualità, scrive:

 In Cacania un genio era sempre scambiato per un babbeo, mai però, come succedeva altrove, un babbeo per un genio. […] Sì; benché molte cose sembrino indicare il contrario, la Cacania era forse un paese di geni; e probabilmente fu questa la causa della sua rovina. 

 La Cacania e soprattutto Vienna, la capitale della Finis Austriae, era davvero un paese di geni. Tra gli artisti spiccavano le personalità di Gustav Klimt, principale esponente del gruppo della Wiener Secession, e quelle di Egon Schiele e Oskar Kokoschka, che introducevano nella pittura i temi della malattia, della follia e della morte ed esibivano tutta la fisicità e la sessualità fino a quel momento respinte dal gusto borghese. La Vienna della gioiosa Apocalisse, secondo la felice definizione di Hermann Broch, alimentava gli scritti di Arthur Schnitzler, Ernst Mach, Joseph Roth e Stefan Zweig, le opere architettoniche di Otto Wagner e Adolf Loos, le riflessioni filosofiche di Ludwig Wittgenstein e di Moritz Schlick, la musica di Strauss, Mahler, Schönberg, Berg e Webern, il sionismo di Theodor Herzl e Martin Buber, l'umorismo feroce di Karl Kraus, la poesia di Hugo von Hofmannsthal, la psicanalisi di Sigmund Freud, e così via. 

Vienna, la Ringstraße, 1900  

 Alma Schindler fu uno dei più interessanti e controversi personaggi che si muovevano in questa città cosmopolita e incredibilmente ricca di fermenti culturali. Pochi ne ricordano il nome, perché è più conosciuta col cognome del primo dei suoi mariti ma… iniziamo dal principio. 

 Alma Margaretha Maria Schindler nacque a Vienna il 31 agosto 1879. Suo padre era Emil Jakob Schindler, un noto pittore paesaggista, la madre Anna von Bergen, una cantante di operetta che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi alla famiglia.
Il padre di Alma morì nel 1892, a soli cinquant'anni, a causa di una appendicite riconosciuta tardivamente. La madre si risposò nel 1895 con Carl Moll, con cui aveva allacciato una relazione ben prima della morte del marito. Moll era anch'egli un pittore, l'allievo prediletto di Emil Schindler, e nel 1897 sarà uno dei fondatori, accanto a Klimt, della Wiener Secession. Lo studio e la grande casa di Moll, sulla Theresianumgasse a Vienna, erano un luogo d'incontro per scrittori, artisti e architetti come Max Burckhard, Gustav Klimt, Joseph Maria Olbrich, Josef Homann, Wilhelm List e Koloman Moser.
Alma e sua sorella Gretel, minore di un anno, crebbero in un ambiente artistico e culturale particolarmente stimolante. Alle ragazze era permesso sedere a tavola mentre Moser o Olbrich discutevano di arte moderna o di architettura. In particolare, Max Burckhard, il direttore del Burgtheater, il teatro classico viennese, prese molto a cuore Alma. Le mandava i biglietti per il teatro, discuteva con lei delle opere viste e alimentava i suoi interessi culturali. Una volta le regalò due enormi ceste piene di libri, i classici della letteratura antica e moderna, la base per la sua biblioteca, un'altra l'accompagnò al festival mozartiano di Salisburgo. 

Burckhard  ha venticinque anni più di lei, e sarebbe un ottimo secondo padre, se non ne fosse innamorato più del ragionevole. Lei si mostra provocante, crudele, lui si allontana, poi ritorna, «la sua potente virilità m'intriga» scrive la giovane fanciulla nel suo diario. Intrigata, lusingata ma non turbata, lo prende in giro." (Françoise Giroud, Alma Mahler o l'arte di essere amata

Alma e Gretel Schindler  

 Alma era bellissima, colta, piena di talento. Leggeva Platone e Nietzsche, studiava il greco, suonava molto bene il pianoforte e si cimentava a scrivere le sue prime composizioni musicali. Gustav Klimt notò questa affascinante diciassettenne; nel suo Diario scrisse che era "la ragazza più bella di Vienna". Alma si sentiva a sua volta attratta dal famoso pittore che aveva trentaquattro anni, il doppio dei suoi. L'uomo non appariva particolarmente attraente, portava una lunga barba poco curata, si avvolgeva in lunghi abiti che gli conferivano un aspetto sconcertante, parlava in un marcato dialetto viennese. Tuttavia, questo "maschio selvaggio", affascinava le donne e al suo incantesimo non sfuggì Alma che, quattro decenni dopo, descrisse la sua relazione con Klimt come il suo primo grande amore.
 La madre e il patrigno non tardarono ad accorgersi dell'infatuazione della ragazza. Nelle pagine del diario di Alma scritte all'inizio di luglio 1898 si legge: La sera mi tormentavano come pazzi riguardo ai miei rapporti con Klimt, e alla domanda della madre se ne fosse innamorata rispose di trovare l'idea ridicola e sostenne: 

 Amo qualcuno con tale ardore, così devotamente come forse nessun essere umano è mai stato amato prima, ed è Wagner. Per me è l'essere umano più caro sulla terra - posso giurarlo.

 Sempre nel diario si legge però che quando una sera, dopo una visita a casa di comuni amici, Klimt ed Alma andarono a piedi verso la carrozza di notte, lui disse: "Alma, hai mai pensato di venire a trovarmi nel mio atelier... tutta da sola?"... Un brivido mi attraversò il corpo, non ricordo cosa ho risposto. 

Alma era insieme attratta e circospetta su avances di questo tipo; era comunque una ragazza ben educata e proveniente da una famiglia borghese. L'uomo, sebbene non sposato, aveva una compagna, Emilie Flöge, che vivrà con lui fino alla morte e che fu la modella per il suo quadro più famoso, Il bacio, e per molte altre opere. Era un noto donnaiolo e sappiamo che dalle sue relazioni nacquero almeno quattordici figli, anche se nessuno da Emilie. 

Emilie Flöge e Gustav Klimt  

 Sebbene il rapporto tra Alma e Gustav Klimt fosse stato fino allora un semplice flirt, le cose cambiarono quando la famiglia partì per un viaggio di diverse settimane in Italia alla fine di marzo 1899. Dopo aver visitato Napoli, Capri, Pompei e Roma, Carl Moll fece l'imprudenza di invitare Klimt a recarsi a Firenze per proseguire insieme il resto del viaggio. Ieri è arrivato Klimt, scrisse Alma con entusiasmo nel suo diario il 25 aprile; Devo scrivere altro?. Nonostante le precauzioni, i due si avvicinarono rapidamente. Sul treno per Fiesole, Klimt e Alma erano soli: Come una coppia, disse, e si rannicchiò ancora di più a me. Sulla via del ritorno, ci siamo seduti uno di fronte all'altro e le nostre ginocchia si sono toccate. Non sono riuscita a dormire per tutta la notte, tanto ero eccitata, così fisicamente eccitata.
 Il giorno dopo, mentre Klimt e Alma erano nella chiesa di Santa Maria Novella a osservare gli affreschi dietro l'altare, lui le disse inaspettatamente: Eccoci qui, già dietro l'altare.
 Due giorni dopo il gruppo era a Genova. Mentre Alma era sola nella sua camera Klimt entrò improvvisamente: Sei sola? Sì. E prima che me ne rendessi conto, mi ha presa tra le braccia e mi ha baciata. È stato solo un decimo di secondo, perché ci fu un rumore nella stanza accanto, e siamo scesi al piano di sotto, ma quel momento rimarrà nella mia memoria per sempre. Era il primo bacio della sua vita. Quando lui la baciò di nuovo due giorni dopo e le disse non c'è altra possibilità che unirsi completamente, fu troppo per Alma: Ho iniziato a vacillare e ho dovuto appoggiarmi alla ringhiera della scala. 

Alma non sapeva che sua madre leggeva di nascosto e i suoi diari e che era a conoscenza della sua passione per il pittore. Carl Moll, informato dalla moglie, rimase inorridito dal comportamento dell'amico. A Venezia, ultima tappa del viaggio, chiese spiegazioni ad Alma e le impose di troncare la relazione.
 A questo punto le versioni dei biografi si contraddicono. Secondo alcuni Klimt e Alma si scambiano appassionati giuramenti, Klimt giura di rapire Alma, lei promette che lo seguiràTornata a Vienna lo rivede, a malapena resiste all'invito a visitare il suo studio. (Françoise Giroud, "Alma Mahler o l'arte di essere amata")
 Secondo altri Alma aveva avuto solo un ruolo minore nella vita di Klimt. Probabilmente quella che lei aveva considerato una fiamma furiosa per lui non era altro che un colpo di fulmine. (Oliver Hilmes, "Malevolent Muse"). 
 Certamente Alma si sentì profondamente ferita, non tanto per la consapevolezza che la sua passione non potesse avere futuro, quanto per il modo in cui Klimt cercava di uscire da quella faccenda. Nel suo diario si legge: 

Il mio amore sta già iniziando a trasformarsi in odio;
Carl ha parlato con Kl[imt] ieri; lui ha cercato vigliaccamente di sottrarsi, mi ha tradita, ha ammesso di aver agito troppo impulsivamente e si è rivelato un debole;
Ha rinunciato a me senza combattere, mi ha tradito.

Il 15 maggio Klimt per lei era morto, nel diario segnò la data con una croce. Ma quali erano davvero i sentimenti di Klimt? In una lunga lettera, in cui si proclama innocente, scrive a Moll: 

 Alma è bella, intelligente, spiritosa, ha tutto quello che un uomo può chiedere a una donna, e in grande misura. Credo che ovunque, in un orizzonte di maschi, sarà dominatrice; sovrana. […] Non trovi comprensibile che, quando si tratta di lei, si creino situazioni nelle quali l'attività della mente diviene irregolare, confusa? 

Inoltre, rimane il quadro che qualche anno dopo Klimt dipingerà ispirandosi ad Alma: rappresenta Giuditta oppure Salomé, comunque una donna che lo decapita; certo non un soggetto che possa manifestare indifferenza.

 Gustav Klimt  - Giuditta

 I problemi che doveva affrontare nella sua crescita una ragazza della fine del diciannovesimo erano completamente diversi da quelli delle ragazze di oggi. Seguire un programma scolastico che portasse a un qualche tipo di diploma era praticamente impensabile: a Vienna la prima scuola secondaria per ragazze fu avviata nel 1892. Le materie principali per le giovani erano le buone maniere e le arti domestiche. Anche Alma subì questo tipo di "ammaestramento" e frequentò poco le scuole regolari; l'insegnamento le era soprattutto impartito da tutori privati, non particolarmente capaci, o dalla madre ma senza alcun sistema.
Alma fu sempre dolorosamente consapevole delle carenze della sua istruzione, soprattutto quando messa a confronto con la cultura dei suoi successivi partner. Nei suoi diari si legge:
Ero intelligente fino a un certo livello, cioè quella della intelligente ariana con lacune mentali. E in un altro punto: Non riesco a pensare a nulla fino in fondo. 

Nella sua famiglia era considerata più importante l'educazione artistica che una formazione scolastica regolare. Alma iniziò a suonare il pianoforte giovanissima e la musica acquisì ancora più importanza dopo la morte del padre. Il suo talento musicale era notevole e così la sua ambizione; il 9 febbraio 1898 scriveva sul suo diario: Vorrei compiere una grande azione. Comporre un'opera davvero grande, qualcosa che nessuna donna ha mai fatto prima. Sì, è quello che vorrei! In una parola, vorrei essere e diventare qualcosa, e ciò è impossibile, perché? Non mi mancherebbe il talento, mi manca solo la serietà che è sempre necessaria, in ogni sforzo, in ogni arte. Oh Dio, dammi un po' di disciplina, dammi qualcosa di grande da fare!! Dammi la felicità! 

In altri punti del diario Alma sembrava cedere ai cliché dell'epoca, espressi specialmente da Karl Kraus e da Otto Weininger, il misogino autore di Sesso e carattere. Scrive che le donne non possono essere geni perché hanno poca profondità spirituale e educazione filosofica. E arriva a esclamare: Ah, se solo potessi essere un uomo. 

Alma, non accontentandosi dell'educazione musicale fornita da precedenti maestri come Josef Labor, e volendo migliorare la sua tecnica pianistica si rivolse ad Alexander von Zemlinsky, allora considerato una delle grandi speranze della scena musicale viennese. 

Alexander von Zemlinsky col cognato Arnold Schönberg nel 1917 

 La vita di Alexander von Zemlinsky meriterebbe una trattazione a parte perché è in qualche modo esemplare di un mondo, quello mitteleuropeo, che sarà completamente stravolto nel corso del Novecento da guerre, migrazioni forzate e dal genocidio degli ebrei.
Il padre di Alexander, Adolf Zemlinsky, aveva adottato un falso "von": né lui né i suoi antenati erano nobili. Di famiglia cattolica, si era convertito all'ebraismo per sposare la fidanzata Clara Semo. Il padre di Clara era un ebreo sefardita che aveva sposato a Sarajevo una donna musulmana. Clara crebbe nella religione del padre e allevò i figli secondo la tradizione sefardita. Alexander nacque il 14 ottobre 1871 e una settimana dopo fu circonciso.
 Quando Alma, allora ventenne, divenne sua allieva, Alexander von Zemlinsky aveva ventinove anni ed era un musicista già affermato. Era considerato erede musicale di Richard Strauss, era apprezzato da Brahms ed amico di Mahler e soprattutto di Schönberg che, in seguito, sposerà sua sorella Mathilde Zemlinsky.
Alexander era anche uno scrittore geniale e arguto, un conversatore affascinante e malizioso, una sorta di dandy che fumava sigari ed era sempre vestito alla moda. Aveva successo nella comunità intellettuale di Vienna e, nonostante fosse piuttosto basso di statura e particolarmente brutto conduceva una movimentata vita erotica.

Alma vide Zemlinsky per la prima volta mentre questi dirigeva la sua opera Frühlingsbegräbnis, "Il funerale della Primavera". Il lavoro era dedicato alla memoria di Brahms, deceduto nel 1897, e il testo era stato scritto da Paul Heyse, che pochi anni dopo sarà il primo tedesco ad ottenere il premio Nobel. Alma descrisse così il musicista: 

Una caricatura, senza mento, basso, con occhi sporgenti ed uno stile di direzione eccessivamente folle. Due settimane, quando lo conobbe di persona, lo descrisse ancora orribilmente brutto, quasi senza mento, eppure lo trovo eccezionalmente piacevole. Quella sera i due conversarono a lungo sulla musica di Wagner, in particolare sul Tristano e Isotta. Alma scrive che, quando gli confessò che quest'opera era la sua preferita, Zemlinsky  era così incantato da risultare totalmente irriconoscibile. Diventò decisamente bello. Ora ci capivamo a vicenda. Mi piaceva molto -davvero molto. Da quel momento, Alma ebbe un solo desiderio: Voglio studiare con Zemlinsky, se solo mamma lo permette. Anche Zemlinsky trovò l'idea interessante e alla fine promise che il prossimo inverno l'avrebbe accolta tra i suoi allievi. Le chiese alcune sue composizioni per rendersi conto del suo livello ma fu poi terribilmente severo. Le disse che la sua superficialità ostacolava i progressi come compositrice e la rimproverò:
O componi o vai alle feste, o una cosa o l'altra. Scegli ciò che preferisci - vai alle feste.

Alma Schindler, 1899 

 Il nuovo insegnante provocò una tempesta d'indignazione in casa Moll. La madre Anna continuava a ripetere che non riusciva a capire come Alma potesse volontariamente avere a che fare con qualcuno così brutto. Alma prestava pochissima attenzione alle sfuriate della madre. Durante l'estate del 1900 mutò parere anche circa l'aspetto di Zemlinsky:
Non lo trovo strano, né brutto, perché i suoi occhi brillano d'intelligenza e una persona così non è mai brutta.
 Per la ragazza, Zemlinsky era una delle persone più gentili che conosca ed inoltre vi trovava una fonte di ispirazione prima sconosciuta. Presto il rapporto si trasformò: 

 Oggi ci siamo seduti vicini; quando mi si è avvicinato di più, ho provato un vero dolore fisico… dall'enorme, ardente sensualità. Il mio desiderio più grande, che possa innamorarsi completamente di me, purtroppo non si realizzerà mai, perché mi conosce troppo bene, i miei difetti, i miei limiti, le mie stupidità. 

 Qualche settimana più tardi accadde l'inevitabile e, come logico, galeotta fu la musica: 

 Stava per suonarmi Tristano, io mi sono chinata sul piano - le gambe mi tremavano - e siamo caduti l'uno nelle braccia dell'altra. […] Gli presi la testa tra le mani e ci baciammo finché non i denti non mi fecero male. 

 Iniziò una relazione che, dai diari di Alma e dal centinaio di lettere di Zemlinsky che ci sono rimaste, sappiamo fu passionale ma anche molto tormentata. Lei si faceva abbracciare, accarezzare, gli consentiva tutte le libertà (salvo quella estrema); nei diari di Alma si legge ad esempio, in data 26 ottobre 1901: 

 Ci siamo baciati - labbra, denti. Lingue. Tutti i miei sensi sono in subbuglio. Ha avvolto le gambe intorno a me, poi ha aperto delicatamente le mie con una gamba, e si è forzato silenziosamente. - Sono sdraiato senza volontà tra le sue braccia, desidero solo il suo sangue. Le sue mani hanno preso possesso del mio corpo. 

 Ma Alma faceva anche scenate di gelosia, parlava di fidanzamento, di matrimonio, e poi lo rifiutava, eppure manteneva una corrispondenza infiammata: insomma torturò Zemlinsky per due anni.
 L'uomo sembrava a volte rendersi conto della situazione: 

 Ti amo, ma tu sei veramente troppo bella per me. Uomini come me forse meritano una felicità così grande, ma di solito non la raggiungono mai. 

 Lei sembra provasse piacere nell'umiliarlo. Gli ripeteva che era povero, brutto e che avrebbe potuto facilmente avere "altri dieci" al suo posto. Più volte nei suoi diari emergono anche espressioni antisemite. L'ambiente da cui proveniva Alma era imbevuto di antisemitismo. Carl Moll, il patrigno, diventerà nazista e si suiciderà il giorno dell'ingresso dell'Armata Rossa a Vienna il 13 aprile 1945.
 L'amico Max Burckhard implorò Alma di non sposare von Zemlinsky in nessuna circostanza:  Non profanare la buona razza. Dal canto suo lei ammirava Wagner e, come lui, sosteneva la superiorità della razza ariana. Sul suo diario, dopo essere tornata da un matrimonio, scrisse: 

 Ho pensato tra me e me, se dovessi stare lì davanti all'altare con Z. - quanto sarebbe ridicolo. […] È così brutto, così basso, io così adorabile, così alta. 

 E in un altro punto, respingeva l'idea d'un suo matrimonio con Zemlinsky perché in quel caso avrebbe dovuto mettere al mondo bambini ebrei bassi e degenerati. 

Mentre Zemlinsky si umiliava del tutto (Voglio inginocchiarmi davanti a te, baciare la tua veste, adorarti come un essere sacro), lei gli raccontava delle offerte di matrimonio che le venivano fatte da giovani ricchi, come Felix Muhr, che dice di trovare degno di essere amato, distinto, colto

St. Wolfgang sul Wolfgangsee  

 Il punto di rottura giunse nell'estate del 1901. Alma stava per compiere ventidue anni e andò in vacanza con i Moll sul Wolfgangsee. Zemlinsky, che aveva invano sperato di essere invitato, le inviava lettere appassionate, insieme ad altre molto più composte in cui parlava di libri e composizioni musicali, destinate a ingannare i sospettosi genitori. Quando i due si ritrovarono a Vienna, Zemlinsky accusò Alma: Io so tutto! Tutte le tue idee, la tua vanità senza limiti, la tua ricerca del piacere! E poiché lei non cessava di dichiararsi innamorata e di volere un figlio da lui, pretese come prova d'amore un'ora di felicità. 

 Alma scrisse allora nel suo diario: 

 Si vede bene che, se non si darà a me totalmente, i miei nervi ne soffriranno molto, ma se si darà totalmente, le conseguenze saranno spiacevoli. Entrambe le possibilità sono egualmente pericolose. Desidero follemente essere stretta fra le sue braccia e non dimenticherò mai quando mi ha toccata con la mano nella mia più profonda intimità, come un torrente di fuoco! Mi ha sommersa una felicità così immensa! Così, dunque, si può essere pienamente felici! Esiste un piacere completo! L'ho imparato fra le braccia del mio amore. Una piccola [parola illeggibile] ancora e avrei raggiunto il settimo cielo. Anche in questo, tutto di lui mi è sacro. Io vorrei inginocchiarmi davanti a lui, abbracciare il suo grembo scoperto, baciare tutto, tutto! Amen! 

 Alma non concederà mai a Zemlinsky l'ora di felicità tanto desiderata ma, d'altra parte, aveva appena incontrato Gustav Mahler. [continua]

                                                                                                                                  DrRestless (Roberto Gerbi)