The enchantress

L'incanto non sta solo nel titolo, ma anche nel piacere di tenere fra le dita questo libriccino (10×14), edizione numerata, testo a fronte.
Incantevole, anche se non originale, la storia fortunosa del ritrovamento nel labirinto di carte private disperse.
Incantevole l'occasione della composizione, a bordo di uno yacht; forse quello che nel 1888 salpò da San Francisco diretto verso i mari del sud, dai quali lo scrittore, malato di petto, non sarebbe più tornato.
Gli amici dello scrittore, durante la traversata, si erano proposti di scrivere un racconto ciascuno, da leggere poi ad alta voce. Molte situazioni simili ci vengono alla mente.
Incantevole la scrittura, elegante, leggera, ironica, perfetta per una lettura ad alta voce. Il testo a fronte permette di assaporare lo stile originale e di verificare l'efficacia della traduzione.
E infine incantevole il contenuto: l'incontro di un giovane - caduto in disgrazia, costretto a mendicare - con una bella ricca signora. E qui per ovvie ragioni mi fermo. Posso solo dire che fra i due intercorrerà un singolare patto.
Incantevole? Forse.

Robert Louis Stevenson nel 1885
Sfogliando il libro
GLI ULTIMI oggetti rimastimi, un orologio d'oro e un leggero soprabito estivo, li avevo impiegati quella mattina a Clermont. I proventi avevano provveduto al pasto di mezzogiorno al ristorante del casinò; e, grazie ai capricci della fortuna, mi avevano consentito di rimanere a giocare per tutto il pomeriggio. Tra le sei e le sette uscii fuori, verso una serata senza un soldo. Era ora di desinare; ma non ci sarebbe stato pranzo per me, e nessuna cena, e neanche la minima prospettiva di un letto. Seduto su una panchina del parco considerai attentamente la mia posizione. Ero arenato in una terra straniera dove non potevo lusingarmi di avere alcun credito, neanche con quel paio di conoscenti che avevo, perché, negli ultimi giorni di sorte maligna, non avevo mostrato il mio carattere nella sua luce migliore; a centinaia di miglia da uno qualunque dei miei congiunti, che mi detestavano tutti e che io, a mia volta, detestavo; senza né arte né parte e privo di bagagli; totalmente privo di fiducia in me stesso e con nessun altro lato positivo tranne quello che viene chiamato un aspetto distinto ed un vestito di buona stoffa: da che parte (mi chiedevo ansiosamente) può rivolgersi, una persona di tal fatta? Non potevo scavare perché non avevo una vanga; e niente da scavare se ne avessi avuta una.
Non mi sarei vergognato minimamente di chiedere l'elemosina: ma a che sarebbe servito? Conoscevo i miei simili: anche nel piú disperato caso di indigenza (volendo riconoscere che il mio fosse uno dei piú disperati), era poco probabile che avrebbero dato piú di un franco; e di franchi non avrei saputo che farmene, essendo le mie spese quotidiane calcolate in sterline.
Per il crimine avevo scarsa inclinazione, e nessun talento. Potevo in effetti entrare a far parte della Chiesa di Roma, come convertito interessato; ma la mia conversione avrebbe dovuto essere quanto di piú repentino, o avrei potuto morire prima di essere accolto.
Mentre io in modo cosí inetto esaminavo la difficile situazione mia, i bruti che erano stati ad alimentarsi cominciarono a sciamare fuori dai loro alberghi. La banda attaccò: l'oziosa vita serale di Royat era incominciata di nuovo; e io ero lí, condannato a vagare intorno ai posti che abitualmente frequentavo e a stringere sempre più la cinta dei pantaloni con il passare delle ore. Come un lampo mi venne in mente che dovevo guadagnare tempo. L'accattonaggio, se non mi prometteva mezzi di sussistenza permanenti, offriva qualche speranza per la cena. Con il mio modo di presentarmi e il taglio del mio sarto, strano sarebbe stato il non riuscire a mendicare con un certo successo. Feci anche la considerazione come fosse probabile che un uomo, elemosinando per la prima volta, lo facesse bene, ma che la prestazione sarebbe immancabilmente scaduta con la ripetitività. Se io avessi scelto con cura il mio soggetto e se avessi azzeccato l'aspetto giusto, con ogni probabilità avrei potuto mirare in alto come un Napoleone.
La persona; l'aspetto; questi erano i due punti, ed era chiaro che il secondo dipendeva completamente dal primo. Con uno, si sarebbe rivelata adescatrice una romantica menzogna, con un altro la rude verità. Allora fissai la mia attenzione unicamente sulla persona. Essendo un uomo, sarei stato certamente un gran somaro se non avessi scelto una donna: su questo non ebbi un istante di esitazione. Ma, se questa donna dovesse essere bella oppure ordinaria, giovane oppure vecchia, non era questione ugualmente ovvia; in realtà trovai in favore di ognuna tali e tante considerazioni speciose che non riuscii in nessun modo ad arrivare ad una conclusione, e fu il caso (come state per apprendere) che, infine, mi fece decidere.

Stevenson con la famiglia e alcuni amici a Upolu, Samoa
Gralli
