A patti col Diavolo

E che Diavolo!
Non posso negarlo, come dice una famosa canzone, ho una grande Simpathy for the devil; un amore diabolico pregresso, intenso e tenace. Sarà l'eredità, per via mitocondriale, di mamma Eva, che ha ceduto al suo fascino, e alle sue promesse, rinunciando ad una vita tranquilla (e monotona), ma io sto con Lucifero, il portatore di luce, il ribelle. Ebbene sì, ho cattive frequentazioni, dal Satana carducciano, al diavolo ironico di Arturo Graf, a quello antropologico di Alfonso di Nola, all'incompleto e inquietante Arimane leopardiano, a quelli di Giovanni Papini, Andrea Camilleri, Jacques Cazotte, André-René Lesage... a quello meno noto, ma a me particolarmente caro, di Mario Rapisardi. L'elenco è lungo, di nomi ce n'è uno più dei diavoli.
Ma insomma, cosa è meglio: la schiera degli angeli fedeli cortigiani del paradiso, ossequiosi e obbedienti che si inchinano al monarca, o l'impeto rivoluzionario di Lucifero, la sua travolgente ribellione, il suo possente slancio verso la libertà? E va bene, il mito dell'Angelo caduto, è frutto di interpretazioni sbagliate, di equivoci, nella Bibbia non c'è ecc. Poco importa, il suo valore simbolico è potente e poetico, ed infatti ha ispirato grandi opere.
Preferisco questa cover all'originale dei Rolling Stones
Poi c'è il Povero Diavolo, lo sconfitto, confinato nelle latebre infernali dalle quali ogni tanto sbuca fuori, sulfureo e maleodorante, a tentare il Pover'Uomo con l'usuale baratto: l'anima immortale in cambio della giovinezza, della sapienza, della capacità di produrre opere straordinarie. Spesso nell'esercizio di questo commercio è gabbato, non sono molte le anime che riesce a trascinar via. L'incauto contraente si salva con l'inganno, col pentimento, per grazia divina, o è strappato all'Avversario da un agguerrito esorcista armato di secchiello con l'acqua santa e di formule appropriate.
Queste sono due storie di patto col diavolo, in tono minore, invano cerchereste i tormenti descritti da Christopher Marlowe, da Wolfgang Goethe, da Thomas Mann, qui siamo più al livello della leggenda, ma non mancano considerazioni profonde sui modi della creazione artistica. Il topos della costruzione di un'opera architettonica ardita, una cattedrale, compiuta con l'aiuto del Maligno, è il tema svolto da Dumas: perfetto congegno narrativo, registro bonariamente ironico, sostenuti dalla prosa evocativa delle narrazioni ascoltate davanti al camino. Di più non è lecito rivelare per non privare l'eventuale lettore del suo piacere.

Affresco della chiesa di St. Wolfgang: il diavolo e il vescovo Wolfgang di Ratisbona costruiscono insieme una chiesa nella città di St. Wolfgang
La storia di Asselineau, autore meno noto, è molto più raffinata, nel soggetto e nello stile. L'argomento, sia pure in un contesto diverso, è sempre quello della genialità artistica, dei modi per ottenerla. È ciò che desidera, vanamente, un giovane per conquistare la donna di cui è innamorato e battere il rivale, provetto pianista. Inusuale il percorso narrativo, il patto diabolico avviene dopo il suicidio del giovane disperato, al quale viene offerta, da uno strano personaggio, una possibilità di riscatto tornando in vita, ma solo per un anno. E qui mi fermo, sperando di aver suscitato la vostra curiosità.

Sir Hubert von Herkomer Franz Liszt al pianoforte. 1904
Ciò che è notevole in questi due racconti, è la capacità, in un numero limitato di pagine, una quarantina ciascuno, di evocare un mondo. Quello medievale delle cattedrali nel primo, quello della buona società ottocentesca e dei i suoi salotti simil colti. E non basta, sempre nelle quaranta pagine, cadauno, una trattazione sulla creazione artistica e i suoi tormenti, attraverso la "follia" dei due protagonisti; esauriente come un saggio e meno noiosa.
Questo libriccino inoltre è una sorta di borsa di Mary Poppins, se ci si fruga dentro salta fuori sempre qualcosa di nuovo. In questo caso un'associazione: Balzac, Il capolavoro sconosciuto e Gambara, racconti sulla creazione della pittura e della musica.
Un buon libro è tale quando ne richiama alla memoria altri.
Gralli
