Amore e Psiche

Lucio Apulèio Madaurense (Lucius Apuleius Madaurensis), meglio noto come Apuleio, fu uno scrittore, filosofo e retore latino di origine africana. Nacque a Madaura (Algeria) nel 125 d.C circa e morì a Cartagine nel 170 d.C. Questo racconto è contenuto all'interno della sua opera più famosa, il romanzo Metamorfosi, noto anche col titolo L'asino d'oro.
L'edizione che ho usato, che si avvale di una ottima traduzione, ha il testo a fronte; per chi conosce un po' il latino è consigliabile. Bruttina la copertina, ma non si può avere tutto. Molte comunque le edizioni in commercio.

Ritratto anacronistico di Apuleio, sulla base di una moneta del IV secolo Fonte Wikipedia
È una storia deliziosa, di una poetica brevità, densa di molteplici significati, comuni a molte civiltà, che si sono stratificati nel tempo, in storie della tradizione orale, in risposta agli eterni quesiti sul senso della vita e dell'amore.
È quasi certo che non si tratta di una composizione originale, ma che Apuleio abbia attinto a tradizioni precedenti che circolavano al suo tempo.
Va detto, inoltre, che non è esatto parlare di favola; questa è infatti un racconto moraleggiante che spesso ha per protagonisti degli animali, come quelle di Esopo, Fedro, La Fontaine. Il termine, presente in tutte le edizioni, si deve alla traduzione del termine latino fabula che vuol dire più genericamente narrazione racconto, anche fantastico; assai note sono le cosiddette fabulae milesiae. Il termine più corretto, date le caratteristiche e i temi trattati è fiaba. Non si tratta neppure propriamente di un mito, almeno non nel senso classico, anche se sono presenti alcuni dei dell'Olimpo; si potrebbe dire una forma ibrida, di transizione, dovuta proprio alla tradizione orale che mescola, aggiunge, modifica elementi passando di bocca in bocca.

Mosaico bizantino, fonte:
https://www.fondazionevalla.it/approfondimenti/le-metamorfosi-di-apuleio/
La storia in breve: la bellezza di Psiche, cui tutti tributano onori, suscita l'invidia di Venere che manda il figlio Cupido per farla innamorare di un uomo indegno. La ragazza viene cacciata da casa, ma capita in un palazzo incantato nel quale andrà a vivere. Il dio è caduto nella sua stessa trappola e si è innamorato lui della fanciulla; ma la visita solo di notte, perché è proibita, per una mortale, la visione del suo aspetto. Le due sorelle di Psiche, invidiose, la inducono a infrangere il divieto, provocando la separazione degli amanti. Psiche andrà alla ricerca di Amore, ma prima dovrà sottoporsi, da parte di Venere, a dure prove, che supererà, compreso un viaggio agli Inferi, grazie ad aiutanti magici,
Come si vede ci sono elementi che si trovano in molte fiabe, europee e no, la cacciata da casa, le sorelle malvagie, le prove, gli aiutanti magici, il viaggio nel regno dei morti.
Molte le interpretazioni, ma quella del viaggio iniziatico le riassume un po' tutte. Viene in mente il Flauto magico.
Del resto Vladimir Propp* aveva teorizzato l'origine delle fiabe proprio nel viaggio iniziatico, il giovane muore per rinascere alla vita adulta; anche il viaggio dell'eroe o dell'eroina in un altro regno altro non è che una discesa agli Inferi, il superamento dei pericoli dimostrerà l'avvenuto passaggio alla vita adulta. Ulisse, Enea, Dante rinascono in qualche modo dopo la visita all'oltretomba. Psiche, in questa versione rinasce non solo all'amore, ma diventa immortale.
L'edizione che ho usato, che si avvale di una ottima traduzione, ha il testo a fronte; per chi conosce un po' il latino è consigliabile. Bruttina la copertina, ma non si può avere tutto. Molte comunque le edizioni in commercio.
*Vladimir Propp Le radici storiche dei racconti di fate Bollati Boringhieri
Qui la fabula integrale

Antonio Canova (1757-1822) Amore e Psiche Museo del Louvre
Continua, la prossima puntata AMORE E PSICHE NELL'ARTE
Gralli
