Coltivo una rosa bianca

17.06.2026

La canzone non è solo evasione e intrattenimento, può essere un veicolo "alato" per diffondere i valori della pace, dell'antimilitarismo, della non violenza, dell'uguaglianza fra gli esseri umani; lo dimostra questo testo che esamina la produzione di sei grandi cantautori italiani su questi temi che hanno formato intere generazioni fra cui la mia. Il titolo riporta il verso di una celebre canzone di Sergio Endrigo su versi di José Martì poeta cubano. Cito dalla presentazione "Il libro è arricchito dai ritratti di Tenco, De André, Jannacci, Endrigo, firmati da Milo Manara e quelli di Bennato e Caparezza, opera di Massimo Cavezzali, tutti raccolti in un inserto a colori. L'autore devolverà i proventi di questo libro al Movimento Nonviolento." 

SFOGLIANDO IL LIBRO

DALL'INTRODUZIONE
Questo libro raccoglie, in forma rivista e ampliata, le sei puntate apparse su "Azione nonviolenta". Il titolo Coltivo una rosa bianca cita una poesia del cubano José Martí, ripresa, tradotta e musicata da Sergio Endrigo. La rosa bianca è simbolo di amore, purezza, innocenza, luce: il bianco è un colore spirituale. La Rosa Bianca è anche il nome assunto da un gruppo di studenti tedeschi cristiani (Die Weiße Rose) che cercarono di opporsi in modo nonviolento al regime della Germania nazista. Il gruppo era composto da cinque ragazzi: Hans Scholl, sua sorella Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più che ventenni. A essi si unì il loro professore, Kurt Huber. Insieme diffusero opuscoli e volantini che chiamavano i tedeschi a ingaggiare la resistenza passiva e la non-collaborazione contro il regime nazista. La Rosa Bianca fu attiva dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione. Sophie, che aveva solo ventidue anni e amava la danza, mentre andava al patibolo, il 22 febbraio del 1943, disse: "È una giornata di sole così bella, e devo andare...". Mi piace pensare che se ne andò cantando qualche inno al suo dio dell'Amore. Nella sua breve esistenza terrena Sophie ha davvero coltivato una rosa bianca, che sboccia ancora ogni volta che cantiamo la vita.
Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento

Alcune canzoni di cui si parla nel libro

 Cara maestra

Cara maestra

Un giorno m'insegnavi
Che a questo mondo noi
Noi siamo tutti uguali
Ma quando entrava in classe il direttore
Tu ci facevi alzare tutti in piedi
E quando entrava in classe il bidello
Ci permettevi di restar seduti

Mio buon curato
Dicevi che la chiesa
È la casa dei poveri
Della povera gente
Però hai rivestito la tua chiesa
Di tende d'oro e marmi colorati
Come può adesso un povero che entra
Sentirsi come fosse a casa sua

Egregio sindaco
Mi hanno detto che un giorno
Tu gridavi alla gente
Vincere o morire
Ora vorrei sapere come mai
Vinto non hai, eppure non sei morto
E al posto tuo è morta tanta gente
Che non voleva né vincere né morire

Girotondo

Se verrà la guerra, Marcondiro'nderoSe verrà la guerra, Marcondiro'ndà
Sul mare e sulla terra, Marcondiro'nderaSul mare e sulla terra chi ci salverà?

Ci salverà il soldato che non la vorràCi salverà il soldato che la guerra rifiuterà

La guerra è già scoppiata, Marcondiro'nderoLa guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'nderaCi aiuterà il buon Dio, lui ci salverà

Buon Dio è già scappato, dove non si saBuon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà

L'aeroplano vola, Marcondiro'nderaL'aeroplano vola, Marcondiro'ndà

Se getterà la bomba, Marcondiro'nderoSe getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l'aviatore che non lo faràCi salva l'aviatore che la bomba non getterà

La bomba è già caduta, Marcondiro'nderoLa bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro'nderaSian belli o siano brutti, Marcondiro'ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggeràSian furbi o siano cretini li fulminerà

Ci sono troppe buche, Marcondiro'nderaCi sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro'nderaNon potremo più giocare al Marcondiro'ndà

E voi a divertirvi andate un po' più in làAndate a divertirvi dove la guerra non ci sarà

La guerra è dappertutto, Marcondiro'nderaLa terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie, i fioriI boschi e le stagioni con I mille colori

Di gente, bestie e fiori no, non ce n'è piùViventi siam rimasti noi e nulla più

La terra è tutta nostra, MarcondironderaNe faremo una gran giostra, Marcondirondà

Abbiam tutta la terra, Marcondiro'nderaGiocheremo a far la guerra, Marcondiro'ndà

La guerra è una gran giostra, MarcondironderaLa faremo tutta nostra, Marcondirondà

Abbiam tutta la guerra, MarcondironderaGiocheremo a far la terra, Marcondirondà

Abbiam la terra nostra, MarcondironderaPer far la guerra giostra, Marcondirondà

Abbiam la terra nostra, Marcondirondera

La sera che partì mio padre

La sera che partì mio padreNoi s'era alla finestra a guardareGuardare per vederlo andareE neanche tanto lontanoNon muovere neanche una mano
La sera che partì mio padreNon c'erano canzoni da ascoltarePerché la radio continuò a parlareE mio padre andava per non tornar più
La sera che partì il soldatoGli dissero di non sparareChe era solo roba di leva militareBastava dire soltanto, "Altolà"
La sera che arrivò sua madreChe lo vide bianco senza più respirareAveva in mano il telegrammaMedaglia d'oro per l'Altolà
La sera, la sera che me n'andrò anch'ioIo, io spero solo che sia NatalePerché a Natale stanno tutti in casaA mangiare, a bere, a ascoltarsi parlare
La sera che, che me ne andrò viaDiranno, diranno che dovevo andareDiran che non vado a star maleMa io so già che là non si sta così

La guerra

Dicono che domani ci sarà la guerraE domani sotto la tua casaSfileranno mille baschi neriE i tuoi occhi rotondi mi cercherannoTi hanno detto di aspettarmiSenza fare tante storieE chi scriverà la storia non parlerà di te
Dicono che domani ci sarà la guerraSiamo nati, nati per soffrireSolo questo mi han saputo direSolo questo mi han detto per consolarmiMi hanno detto di lasciartiSenza fare tante storieE chi scriverà la storia non parlerà di me
Dicono che domani ci sarà la guerraTornerete carichi di gloriaSolo questo ha detto il generaleE mi ha stretto una mano senza guardarmiMi hanno chiesto di morireSenza fare tante storieE chi scriverà la storia non parlerà di noi
Dicono che domani ci sarà la guerraE domani sotto la tua casaTorneranno cento baschi neriE i tuoi occhi rotondi mi piangeranno

Viva la guerra

Quando all'alba la campana suonerà a raccoltaRaccogli le armi, va in strada e lasciaTutto dietro quella porta

Il nemico ti aspetta lontano oltre il mareE tu non puoi tirarti indietro, noQuesta guerra si deve fareViva, viva la, viva la guerraSanta, santa la, santa la guerraViva, viva la, viva la guerra
Santa, santa la, santa la guerra

Hai lasciato la tua terra e la tua donna maÈ per il suo bene, è per la sua gloriaChe tu ammazzerai

Il feroce Saladino è bene armato e forteMa tu non lo temi, tu non hai pauraE hai anche Dio dalla tua parte

Viva, viva la, viva la guerraSanta, santa la, santa la guerraViva, viva la, viva la guerraSanta, santa la, santa la guerraViva, viva la, viva la guerraSanta, santa la, santa la guerra

Sei un soldato e difendi la libertàE quelli contro sono cattiviDi loro non aver pietà

E se per caso tu morissi non devi temere
Per te faremo un bel monumento
Che tutti quanti potranno vedere

Viva, viva la, viva la guerra
Santa, santa la, santa la guerra
Viva, viva la, viva la guerra
Santa, santa la, santa la guerraViva, viva la, viva la guerra
Santa, santa la, santa la guerra, aah!

Il conflitto

Dammi due etti di ragazzetti, maschietti infetti da manie di elmetti
e lame tra denti stretti, mettici tipi eclettici
in forma, uniforme, firme per dare forma all'arma,
farmacia che cura l'avaria del mondo, "col kaiser!" ti rispondo, 
se preservi te lo sfondo il condom, sullo sfondo il count down, é la fine!

Bimbi sotto bombe, feriti da dinamiti e mine,
mani armate, dita amputate, "mirate, puntate, fuoco!":
crollano I corpi in gioco per così poco, cocco bello cocco
sciocco, spari ai fratelli, rocco? vatte a colquà che le coperte te le rimbocco

 io, che preferisco granite a granate, vinili a fucili,
marce nuziali a marcie di esaltati vili commilitoni, militi ignoti proni,
calpestati da anfibi scampati a vicine esplosioni.Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi,
io sarei sempre in conflitto.

Signorsì signore si muore per cose futili, signore aiutami,
tirami fuori uccidimi, liberami da crimini,
dai leader dei disordini che fanno I sordi,
da chi dà gli ordini.

Da perfetto discolo disobbedisco
l'odio che impartiscono, preferisco esser dissanguato dal fisco
che dal cecchino nascosto, mostro un disappunto che appunto con l'inchiostro;
meglio morto che fantasma come ghost,
evito nel pre ciò che succede nel post, quisque faber est fortunae suae,
ma per mia fortuna le fortune mie

non le esercito in esercito, ma mi é lecito un dubbio,
se la mia donna caga missili io la ripudio
come ripudio chi va sul podio e non in battaglia
perché tanto un'altro in culo se lo piglia.

Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi,
io sarei sempre in conflitto.Mi basta essere afflitto da un conflitto interiore
che mi tiene per ore a pensare al modo migliore
di vivere, non so se piangere o ridere, troppe vipere,
fuori conquistatori di terre libere.

Abili manipolatori d'animi muovono mani di validi umani 
che unanimi sanno l'abc di come fottere I nemici,
per il nostro bene come medici, divise come camici,
credici, sembrano racconti inverosimili, jet invisibili,
ordigni indegni degli ingegni dell'uomo e dei suoi simili
e tu che li esalti, cazzo ti esalti?

Temili, bello, temili, vogliono te quelli li, vedi che ti impigli nei discorsi bellici?Belli ci siamo rendiamoci conto, o si va tutti al fronte o si fa dietro-front!Se il conflitto fosse la soluzione ai miei problemi, io sarei sempre in conflitto.

Gralli

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