Doverosa appendice
Alcune canzoni di E. A. Mario composte durante il regime fascista, un dovere documentale pubblicarle; fanno parte di un passato di cui non sono fiera, ovviamente, ma la conoscenza dei fatti è sempre utile.
TESTE DI MORO
(CORO)
Andremo in Africa sicuri e allegri:
andremo a vincere contro quei negri!
Fra tante teste che mozzerò
una di queste ti porterò.
Tra i salottini dei nostri giorni lieti
v'è il tuo fra i più completi e più carini
sui tavolinihai piccoli tappeti
di vecchie scatolette di cerini.
V'è il paralume di carta velina,
la ballerina sopra l'ottomana
ed i fiaschetti di polvere d'oro
solo vi manca la testa di moro!
Ebbene sì quand'è così si metterà!
Andremo in Africa sicuri e allegri:
andremo a vincere contro quei negri!
Fra tante teste che mozzerò
una di queste ti porterò.
Tutti i bastoni del tuo papà son belli:
diversi per modelli e dimensioni.
Vi sono quelli di grosse proporzioni
e quelli sottili come dei fuscelli.
C'è il malacca, c'è il nervo, il frustino
c'è il bastoncino che Charlot dimena
e c'è la canna col cerchio ch'è d'oro
su cui ci vuole la testa di moro!
Ebbene sì quand'è così si metterà!
Andremo in Africa sicuri e allegri:
andremo a vincere contro quei negri!
Fra tante teste che mozzerò
una di queste ti porterò.
(CORO)
Andremo in Africa sicuri e allegri:
andremo a vincere contro quei negri!
Fra tante teste che mozzerò
una di queste ti porterò.
Chi non vorrebbe una testa di moro nel suo salotto!
L'Italia d'ogge canta Giovinezza
Sellassié!
E acciaro 'e tempra: spezza e nun se spezza
Sellassié!
Chi mo 'a guverna è n'Ommo ca s'apprezza
Sellassié… E tu contro a chist'Ommo vuo' fa' o Rre?
Vatté!
[L'Italia d'oggi canta Giovinezza, Selassié! È acciaio temprato: spezza, e non si spezza, Selassié! Chi adesso la governa è un Uomo che si apprezza, Selassié… E tu contro quest'Uomo vuoi fare il re? Ma vattene!]
Giacché la "Lega delle Nazioni"
vuol regalarci le sanzioni,
giacché la Lega contro noi s'ostina,
sopporteremo con disciplina,
cantando allegramente una canzon:
Noi tireremo diritto;
l'amor di Patria non fu mai delitto…
Se il fante in guerra va senza paura,
chi resta a casa stringa la cintura:
anche il digiuno, in questo caso, è salutar!
Durissima vigilia pei ghiottoni
saranno certo le sanzioni:
le pance tonde più non le vedremo,
ma noi, frugali,
non moriremo per questa dieta di frugalità…
Noi tireremo diritto,
né mai ci mostrerem col viso afflitto.
La carne manca? Poco ci rincresce!
Abbiam tre mari, abbiamo tanto pesce
che, a chi lo vuole, lo possiamo regalar!"
Sono applicate ormai le sanzioni:
stoffe e belletti non più a vagoni:
ci mostreremo in tutto nazionali,
saremo in tutto più naturali,
ci mostreremo insomma quel che siam!
Noi tireremo diritto,
faremo quel che il Duce ha detto e scritto:
serenamente rimarremo paria,
figli di questa Italia proletaria,
serena e forte contro tutte le viltà!
Noi tireremo diritto,
se pur la Lega ci taglieggia il vitto…
Questa è l'Italia: un popolo poeta:
crede e combatte, fisso alla sua meta,
ed obbedisce, se obbedir non è viltà.
Sappiamo oggi dove portò questa allegra baldanza, cantando al massacro.
Gralli
