Eros e Thanatos [Schindler's list 3]

25.03.2026

Che non si muore per amore è una gran bella verità.
 (Mogol, "Io vivrò senza te")

Alma Mahler è estremamente reticente su ciò che accadde tra lei e Gropius nella cittadina termale di Tobelbad nel giugno del 1910. Nel diario parla di un certo X, che disgraziatamente si era innamorato di lei mentre passeggiavano insieme. Restano però alcune lettere che ci danno un quadro abbastanza preciso degli avvenimenti.
 Alma, ormai trentenne, era una donna insoddisfatta; dopo aver trascorso nove anni accanto a un genio che viveva prevalentemente per la musica, sentiva il dolore di una mancata realizzazione sia interiore che esteriore. Il suo rapporto col marito, nonostante qualche occasionale momento di serenità, si era ridotto ad una convivenza quasi indifferente, utile solo come facciata verso il mondo esterno. Nelle fotografie di quel periodo, Alma appare come una matrona corpulenta, precocemente invecchiata.
Era una donna triste e delusa quella che il 4 giugno 1910 incontrò Gropius, di quattro anni più giovane.

 Walter Gropius era nato a Berlino il 18 maggio 1883 in una famiglia agiata e di orientamento politico liberale. Si era laureato in architettura e aveva completato gli studi con il celebre Peter Behrens. Proprio nel 1910, aveva fondato un proprio studio ed elaborato il suo primo progetto importante, quello delle Officine Fagus che, nel 2011, sono state inserite dall'UNESCO nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità.
                                                https://it.wikipedia.org/wiki/Officine_Fagus 

 Alma possedeva un infallibile istinto per riconoscere la genialità e si sentì subito attratta dal giovane architetto che univa al talento un aspetto piacevole e virile. Allo stesso modo Gropius fu a ascinato da quella donna cosmopolita e colta. Le cose procedettero piuttosto rapidamente e, dopo pochi giorni, i due divennero amanti. Pare che Anna Moll, che aveva raggiunto la figlia a Tobelbad, non solo non fosse all'oscuro della relazione ma che anzi la incoraggiasse: aveva probabilmente idee ben precise su quello di cui la figlia aveva bisogno per guarire dalla depressione.
Dai primi giorni di giugno sino alla metà di luglio, Alma e Gropius bruciarono d'un fuoco ardente. Più tardi Alma scrisse:
Una volta ho vissuto una notte che è stata turbata solamente dalla luce del mattino e dal dolce canto dell'usignolo. Accanto a me era sdraiato un bel giovane. Quella notte due anime si erano trovate e due corpi avevano abbandonato ogni remora

 Saluti da Tobelbad 

 E Mahler? Inizialmente non sembrò aver idea di quanto stava accadendo alle sue spalle e, solo quando le lettere della moglie cominciarono a diradarsi, iniziò a mostrare un certo nervosismo. In una lettera del 21 giugno, le domandò direttamente: Mi stai nascondendo qualcosa? Perché penso sempre di poter leggere qualcosa tra le righe.
A quanto pare, Alma non riuscì a tranquillizzare il marito, perché cinque giorni dopo questi a rontò nuovamente l'argomento in un telegramma: Perché nessuna notizia, sono molto preoccupato, rispondi espressamente.
 Mahler sospettava chiaramente che stesse succedendo qualcosa. Scrisse allora alla suocera: Sono così turbato dalle lettere di Almschi, che hanno un tono così particolare. Cosa sta succedendo lì?
Il 30 giugno un preoccupato Mahler raggiunse Tobelbad e vi trascorse due giorni con la moglie e la figlia. Non si sa cosa avvenne in questa occasione. A quanto pare Alma riuscì a dissolvere i suoi dubbi, come attesta una lettera di Mahler ad Anna Moll: Solo poche parole, per dirti che ho trovato Almschi molto più rinfrescata e solida, e sono fermamente convinta che la sua cura qui stia iniziando ad avere un effetto molto positivo su di lei. Per favore, falla restare il più a lungo possibile.
 Evidentemente la "cura Gropius" stava cominciando a fare effetto.

Il 16 luglio Alma raggiunse il marito a Toblach, (oggi Dobbiaco), l'abituale il luogo di villeggiatura della famiglia. Scrisse nel diario: [Mahler] mi voleva più bene che mai.

 Si domandò se l'amore del giovane architetto non l'avesse aiutata a ritrovare la sicurezza in sé, perché si sentiva più felice e più ottimista. Sebbene non avesse alcuna intenzione di intraprendere nulla di nuovo, non interruppe mai la corrispondenza fermoposta con l'amante. Gropius le scriveva lettere sempre più appassionate. Il 18 luglio lei rispose: Aspettami!, anche se lo avvertiva di essere ancora irrevocabilmente legata a Mahler. Quando Alma non poteva scrivergli, era la madre a mantenere i contatti e a incoraggiarlo.
 In una lettera di Anna Moll a Gropius del 22 luglio si legge: Caro Walter, ora sei così vicino al mio cuore che non riesco a trovare altro modo per rivolgermi a te… Tieni la testa alta - hai davanti a te un splendido obiettivo - mille saluti, tua devota Mama.

Gustav e Alma Mahler a Toblach (Dobbiaco) 

 La situazione precipitò il 29 luglio a causa di un avvenimento tuttora inspiegato. Una lettera di Gropius diretta ad Alma ma indirizzata "Herr G. Mahler, Toblach" arrivò inevitabilmente nelle mani dell'uomo.
Nella missiva, colma di parole d'amore e di pressanti invocazioni, si parlava apertamente dei segreti delle nostre notti d'amore. Mahler rimase profondamente scosso: Lui era seduto al pianoforte quando aprì la lettera. 'Cos'è questo?' chiese con voce strozzata e me la porse. Era convinto che l'architetto avesse deliberatamente indirizzato la lettera a lui come modo per chiedergli la mia mano in matrimonio.
I biografi sono tutti concordi nell'affermare che non si tratti di una di quelle "distrazioni" di cui Freud parla diffusamente in Psicopatologia della vita quotidiana. Nessuno è però riuscito a comprendere quali fossero le vere intenzioni di Gropius e di quanto fosse consapevole delle conseguenze del suo gesto. 

 Ciò che successe in seguito è per molti versi inaspettato, conoscendo i rapporti tra i coniugi Mahler. Lei ammise tutto, confessò di averlo ingannato ma ribaltò su di lui l'accusa delle proprie frustrazioni e della crisi del loro matrimonio:
 Finalmente sono riuscita a dirgli proprio tutto! Gli dissi che avevo desiderato il suo amore anno dopo anno e che lui, nella sua concentrazione fanatica sulla propria vita, mi aveva del tutto trascurata. Mentre parlavo, per la prima volta capì che qualcosa è dovuto alla persona con cui abbiamo legato la nostra vita. All'improvviso provò un senso di colpa.

 Fu un confronto doloroso che vide entrambi in lacrime ma da cui fu Alma ad uscire vincitrice, soprattutto quando gli disse che non lo avrebbe lasciato. Comunque, anche in questo caso, non fu detta tutta la verità. Alma non gli disse che: il mio amore sconfinato aveva perso gradualmente parte della sua forza e del suo calore; e ora che i miei occhi si erano aperti a causa degli impetuosi assalti del giovane [Gropius], sapevo… che il mio matrimonio non era un matrimonio e che la mia vita era completamente insoddisfatta. Gli ho nascosto la verità… per risparmiargli dolore

Walter Gropius  

 Due giorni dopo la scena della lettera e nonostante Alma supplicasse di non farlo, Gropius giunse a Toblach. Mentre Mahler e la moglie passeggiavano, lei lo vide seminascosto sotto un ponte. Lo indicò al marito e questi, senza profferir parola, gli andò incontro, lo accompagnò a casa e lo lasciò in una stanza, da solo con Alma. La donna venne messa di fronte a una scelta e decise: nonostante le suppliche di Gropius, non lasciò il marito.
 Mahler, sempre in silenzio, accompagnò Gropius fino al confine della proprietà, illuminando la strada con una lanterna. Gropius gli scriverà per ringraziarlo del suo comportamento.
Il giorno dopo Alma si recò a Dobbiaco per salutare il suo amante. Secondo la sua biografa Françoise Giroud probabilmente fece l'amore con lui nella stanza d'albergo. In realtà quello che davvero avvenne tra i due resta un loro segreto… quello che sappiamo di certo è che lei lo accompagnò alla stazione e lo mise sul treno. Gropius le mandò telegrammi da ogni stazione.

Mahler rimase sconvolto dal tradimento della moglie e ancor di più dalla possibilità che lei lo potesse lasciare. L'intero rapporto tra i due ne uscì capovolto: Mahler da dominatore divenne il suddito; lasciava continuamente alla moglie messaggi d'amore, insieme struggenti e deliranti: Fonte della mia vita, ho baciato mille volte le tue piccole pantofole, e mi sono fermato, pieno di un ardente desiderio, vicino alla tua porta. Tu mi hai perdonato, mia divinità, eppure, mia cara, i demoni mi hanno punito mille volte perché di nuovo ho pensato a me e non a te.
 
Un giorno, tornando da una passeggiata, Alma lo sentì suonare e cantare i suoi Lieder come esaltato: Ma cosa mai ho fatto! Questi Lieder sono buoni, anzi sono eccellenti! Io voglio che tu ci lavori sopra, bisogna pubblicarli. Io non ti lascerò in pace fino a che tu non li abbia portati a termine. Mio Dio! Come ho potuto essere così ristretto di mente!
 I
n effetti Mahler curò la pubblicazione di cinque Lieder di Alma e si assicurò che fossero poi eseguiti esattamente come Alma li intendeva. Tuttavia, il danno era ormai stato fatto e Alma non compose mai più altra musica.
 Mahler fu così scosso dalla situazione da diventare impotente. Un cugino di Alma, lo psichiatra Richard Nepallek, gli suggerì di consultare il suo maestro: Sigmund Freud.
Questi, in quel momento, si trovava a Leida, in Olanda. Mahler gli telegrafò, e Freud gli rispose invitandolo a raggiungerlo subito. Il musicista, forse timoroso del responso, trovò un pretesto per non andare, e così via per tre volte. Infine, Freud, piuttosto seccato, gli scrisse che l'ultima occasione utile per un incontro era la fine d'agosto, poiché in seguito, sarebbe partito per la Sicilia. Mahler si mise in viaggio di malavoglia, scrivendo ad Alma lungo il tragitto lettere degne di un adolescente al primo amore.

L'incontro tra Freud e Mahler resta uno dei più celebri della storia della psicanalisi; se ne sono tratti pièce teatrali e perfino un film: Mahler sul divano, diretto nel 2010 da Percy e Felix Adlon. Il telegramma con cui Gustav comunicò ad Alma l'esito della consultazione porta la data di sabato 27 agosto 1910, ma l'incontro era probabilmente avvenuto nel pomeriggio del giorno precedente. La conversazione si svolse passeggiando per Leida e durò quattro ore. È probabile, ma in realtà è confermato dai documenti che ci restano, che tra due uomini così diversi non mancarono i fraintendimenti. Come scrive acutamente Francesca Barale, al cui interessante articolo Gustav Mahler, Sigmund Freud e la psicoanalisi rimando chi volesse approfondire l'argomento: Mahler non sapeva nulla di psicoanalisi e Freud non conosceva la musica di Mahler, […] anzi, si interessava poco di musica in generale. 

 È evidente che quattro ore di colloquio, neppure con Freud, possano rappresentare una vera analisi. Mahler scrisse un telegramma alla moglie: Sono felice, colloquio interessante, la paglia è diventata una trave. Mahler sembrò comunque uscire sollevato e rinforzato (anche se con evidenza aveva recepito solo in minima parte il velato suggerimento presente in filigrana nell'osservazione di Freud su quante di icoltà inevitabilmente avrebbe dovuto ancora incontrare se si fosse ostinato a trattenere presso di sé, come una specie di ancella, una donna più giovane di 20 anni e dal vivace temperamento di Alma). C'è perfino (potenza del transfert!) una involontaria allusione alla fiducia in una ritrovata vigoria virile in quell'espressione "la paglia è diventata trave", che Gustav, puritano e riservato, consciamente intendeva di certo solo in senso metaforico (probabilmente alludendo al fatto che, come nell'apologo evangelico, la pagliuzza della colpa di Alma era diventata, nell'occhio di Gustav, la trave della consapevolezza delle sue mancanze come marito)." (Francesca Barale) 

 Edward Sorel – L'incontro tra Sigmund Freud e Gustav Mahler 

 In estrema sintesi: Freud rassicurò Mahler, gli spiegò che la sua età non era un ostacolo, poiché Alma cercava in lui, istintivamente, il sostituto edipico di un padre idealizzato, potente e perduto troppo presto. Anche lui, d'altra parte, era afflitto da una "fissazione materna", che aveva costretto Alma a una condizione di sofferenza che finiva col replicare involontariamente quella che il padre di Gustav, tirannico e brutale, aveva inflitto alla madre, debole e malata. Ciò è quanto Mahler riferì alla moglie del suo incontro e lei commentò nel diario: Egli [Freud] aveva ragione. Quando mi ha conosciuto, avrebbe voluto che io fossi "segnata dalla sofferenza", per dirla con le sue stesse parole. […] Anch'io avevo veramente cercato di trovare un uomo non alto, tarchiato ma dotato di saggezza e con uno spirito superiore, proprio come avevo conosciuto e amato mio padre. 

 Quanto appare ad un osservatore esterno e lontano nel tempo è qualcosa di simile a ciò che Salvador Dalí descrisse in uno dei suoi quadri più famosi, "Cannibalismo d'autunno": due persone che non fanno che divorarsi l'un l'altra…

 Salvador Dalí – Cannibalismo d'autunno, 1937 

 Alma, ancora a Dobbiaco, non cessò la sua corrispondenza con Gropius; nelle sue lettere gli parlava del suo amore, dei suoi dubbi e dei nuovi rapporti col marito: L'idolatria e l'ammirazione di cui adesso mi fa oggetto di icilmente possono essere considerate normali. Le lettere erano colme di passione, anche se non pensò mai seriamente di lasciare Mahler:
 Credo di aver osservato nel mio stesso organismo, nel mio cuore e negli altri organi, che nulla è peggio di una ascesi forzata. E con questo non intendo parlare soltanto dei piaceri dei sensi, la cui privazione ha fatto di me prematuramente una vecchia ritirata dal mondo e rassegnata, ma anche della pace durevole di tutto il mio corpo.
In questo momento sono a letto… ti sono vicina, in un modo così
intenso che anche tu devi sentirlo
Quando verrà il momento nel quale tu sarai sdraiato completamente nudo contro il mio corpo, quando niente ci potrà separare se non, al massimo, il sonno… So che non vivo più che per il momento in cui potrò essere completamente tua!
Walter… da te io voglio un figlio.

Alma, con la complicità della madre, rivide più volte Gropius, sia a Vienna sia a Monaco, approfittando delle prove in cui il marito era impegnato per l'esecuzione della sua Ottava sinfonia. 
 In novembre i coniugi Mahler si imbarcarono per la quarta volta verso gli Stati Uniti. La partenza avvenne da Cherbourg ma i coniugi vi arrivarono seguendo itinerari diversi, Gustav da Brema, Alma da Parigi.
Non si sa come, forse ancora con l'aiuto della madre, Alma riuscì a incontrarsi con Gropius a Monaco e da lì, in un romantico viaggio sull'Orient Express, raggiunsero insieme Parigi dove passarono quattro giorni di felicità. Poi dovettero lasciarsi ma, appena giunta a New York, lei gli scrisse:
Quando potrò rivederti, così come ti ha creato un dio? Soltanto un dio avrebbe potuto farti così e io voglio accogliere in me tutta la tua bellezza. Le nostre due perfezioni devono far nascere un semidio. Avevano fissato un appuntamento a marzo, di nuovo a Parigi ma gli avvenimenti presero un corso del tutto inaspettato. 

 Gustav Mahler a New York, 1910 

 Raggiunta New York Mahler si immerse in una impegnativa stagione di concerti e tournée. Verso Natale iniziò a soffrire di un persistente mal di gola. Il 21 febbraio 1911, con la febbre a 40°, insistette per dirigere comunque un concerto alla Carnegie Hall, con un programma principalmente di nuova musica italiana, inclusa la prima mondiale della Berceuse élégiaque di Ferruccio Busoni. La sala era quasi deserta ma era presente Arturo Toscanini, quasi per un passaggio di testimone. Fu l'ultimo concerto di Mahler.
Dopo settimane passate a letto gli fu diagnosticata una endocardite batterica, malattia a cui le persone con valvole cardiache difettose sono particolarmente soggette e che può risultare fatale. Mahler non perse la speranza; progettò una ripresa della stagione concertistica e si compiacque vivamente quando, il 3 marzo, uno dei Lied di Alma fu cantato durante un recital pubblico dalla soprano Frances Alda.
Le condizioni di salute del compositore andarono ancora peggiorando e l'8 aprile la famiglia Mahler e un'infermiera lasciarono New York a bordo del transatlantico Amerika diretto in Europa. Dieci giorni dopo arrivarono a Parigi e Mahler fu ricoverato in una clinica a Neuilly. Al principio di maggio, dopo una breve ripresa, le sue condizioni tornarono ad aggravarsi. L'11 maggio, il professor Franz Chvostek, convocato da Vienna, rallegrò Mahler col suo atteggiamento rassicurante e consigliò di assecondare il suo desiderio di essere trasportato in patria. Ad Alma comunicò che le condizioni del marito erano ormai disperate.
Trasportato in treno al Löw Sanatorium, la più importante clinica privata di Vienna, Mahler sviluppò una polmonite e cadde in coma. Dopo aver ricevuto trattamenti di radio per ridurre il gonfiore alle gambe e morfina, si spense il 18 maggio 1911, all'età di 50 anni. L'ultima parola che pronunciò fu: "Mozart!". 

 Nell'illustrazione comparsa sul giornale "Wiener Bilder", Alma tiene la mano al marito morente, accanto a lei è ritratto professor Chvostek. In realtà fu il suocero Carl Moll a tenere la mano del moribondo; Alma era crollata dal dolore ed era stata portata in una stanza adiacente. I medici non le permisero neanche di seguire il funerale del marito.
 Il 22 maggio 1911 Gustav Mahler fu sepolto nel cimitero di Grinzing accanto alla figlia Maria, come aveva desiderato. La sua lapide riporta unicamente il suo nome perché chiunque venga a cercarmi saprà chi fui e gli altri non hanno necessità di saperlo. Tra i partecipanti al funerale, che fu relativamente poco fastoso, c'erano Arnold Schönberg (la cui ghirlanda descriveva il defunto come il santo Gustav Mahler), Bruno Walter, Alfred Roller, Gustav Klimt e i rappresentanti di molti grandi teatri d'opera europei. Come scrive Françoise Giroud: Mezzo secolo dopo si dirà, si scriverà, si continuerà a ripetere che è stata Alma a uccidere Mahler, che l'ha condannato lei a una condizione psicologica tale che la malattia lo ha trovato vulnerabile, privo di resistenze. Questa tesi appare piuttosto audace, dato che si trattava di una malattia infettiva. Con ogni probabilità la penicillina lo avrebbe salvato. Ma se è vero che si può morire d'amore, allora sì, è morto di questo.

 Josef Homann – La tomba di Gustav Mahler 

 Un'ultima curiosità: cinque giorni dopo la morte di Mahler, il 23 maggio 1911, il suo esecutore testamentario ricevette un biglietto a firma di Sigmund Freud, dove si chiedeva il pagamento di trecento corone, non poco per l'epoca, come onorario per il consulto dell'agosto dell'anno precedente. La famiglia pagò quanto richiesto ma, anche ammettendo che Mahler avesse usato Freud a Leida senza poi pagarlo, resta comunque una figura ben meschina per l'inventore della psicanalisi. 

 Bibliografia:
 Françoise Giroud, "Alma Mahler o l'arte di essere amata";
Oliver Hilmes, "Malevolent Muse. The Life of Alma Mahler";
 Francesca Barale: "Gustav Mahler, Sigmund Freud e la psicoanalisi",

https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/cultura/gustav-mahler-sigmund-freud-e-la-psicoanalisi-f-barale-2/

Le puntate precedenti

https://www.bibliosalotto.it/l/schindlers-list/

https://www.bibliosalotto.it/l/la-prigioniera-schindler-s-list-2/

(continua)                                                                                                             DrRestless(Roberto Gerbi)                                                                                    

                                                                                                                                                                        



Share