I gatti di Copenhagen

05.08.2026

Il gatto guarda negli occhi un re

È noto, Joyce non è un autore facile, non si sa da che parte prenderlo. Prima dell'Ulisse, o di Finnegans wake, ed anche di Dedalus o di Gente di Dublino, potete provare a prenderlo… per la coda, la coda di un gatto!
Joyce non aveva simpatia per i cani, li odiava proprio, ma aveva una gran passione per i gatti. Questa piccola storia (insieme ad un'altra che recensirò a breve, Il gatto e il diavolo) è stata scritta per il nipotino Stephen.
Lo scrittore, rifugiato nella quieta Copenhagen per prender fiato da una serie di difficoltà economiche e di lavoro, la inviò per lettera al bimbo. E poiché, come suol dirsi, la classe non è acqua, anche in questa bagattella ritroviamo la zampata del genio: un piccolo capolavoro di ironia e di omaggio alla libertà. 

Sfogliando il libro

Che peccato!

E i topi ballano!

Bravo James!

Gralli

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