Il gatto e il diavolo

Uno sguardo al ponte e uno al gatto
Dell'amore di Joyce per i gatti ho già detto nella recensione di I gatti di Copenhagen; leggiamo ora quest'altra storia di nonno James per Stephen.
Si tratta di una variante del celebre tema del diavolo costruttore di ponti, presente in moltissime leggende; risalente a sua volta all'antica concezione della sacralità del fiume e della costruzione del ponte come atto sacrilego*.
Certo, questa è una versione per bambini, ma ha ascendenti illustri.
La cittadina di Beaugency, sulla Loira, per andare sull'altra riva ha bisogno del battello perché non c'è un ponte. Gli abitanti non sanno costruirlo e non hanno denaro per farlo fare a qualcuno.
Il diavolo, che si informa leggendo i giornali, viene a saperlo e va dal sindaco. Si offre di costruire il ponte in una notte in cambio del primo che lo attraverserà, secondo lo schema classico di queste leggende. Naturalmente il diabolico costruttore sarà beffato. Vi lasciamo scoprire come.
*Anita Seppilli Sacralità dell'acqua e sacrilegio dei ponti Sellerio
Sfogliando il libro

Molto tempo fa la gente di Beaugency, quando voleva attraversare la Loira, doveva prendere un battello dato che non c'era il ponte. I cittadini non erano in grado di farsene uno da soli, né avevano abbastanza soldi per farselo costruire da qualcuno. Era un bel problema.

Nel frattempo il diavolo, che legge sempre i giornali, era venuto a sapere di questa triste storia; e un bel giorno indossò il suo piú bel costume e decise di andare a far visita al sindaco di Beaugency, che a quel tempo era un certo Alfred Byrne.

Tutti si precipitarono all'imboccatura del ponte e guardarono dall'altra parte. Ed ecco comparire il diavolo, avvolto da una nuvola di fumo nero, deciso a portarsi via il primo passante. Ma nessuno si faceva avanti; avevano una paura del diavolo, ovviamente.
Gralli
