Il nuvolario

Per non cadere dalle nuvole
La nubignosia, etimologicamente, conoscenza delle nuvole, branca della nimbobologia, classificazione delle nuvole, è una disciplina poco nota al grande pubblico, eppure il suo oggetto di studio è di grandissima importanza per il nostro pianeta e per tutti gli esseri viventi.
Questo libro di Fosco Maraini - ripubblicato recentemente da La nave di Teseo, con l'introduzione della figlia Toni - opera meritoriamente divulgativa, è rivolta ad un pubblico di non specialisti. Un primo approccio a questa affascinante scienza, che rivaluta in positivo il detto denigratorio avere la testa fra le nuvole.

René Magritte
Uno stralcio dall'introduzione.
Nel lontano 1956 veniva pubblicato a Firenze l'opuscolo Principii di Nubignosia Analitica e Differenziale a firma di Fosco Maraini. Si trattava di un estratto dagli Atti del Sesto Congresso di Nimbologia tenutosi a Trebisonda Marina. Dopo breve introduzione alla storia della nubignosia, branca della nimbologia, e volgendosi alla classificazione delle nuvole considerata allora la più autorevole – quella del professor G. von Ap und zu Wolkenpuff -, l'autore ne descriveva la tipologia. L'argomento, egli sosteneva, era di massima importanza, poiché qualora l'atmosfera terrestre, senza più nuvole, "fosse ridotta a qualche tenue lago di gas [...], nessuna forma di vita potrebbe sussistervi".
Visti gli sconvolgimenti climatici odierni, non possiamo che convenire con quanto allora affermato e sulla primordiale importanza delle nuvole nell'equilibrio delle leggi naturali. Col loro mancare, il Sole brucia la Terra, mentre il loro eccesso sregolato, la flagella. Poiché trattato altrove in studi molto specifici, gli Atti solo brevemente menzionavano quanto scritto di allarmante dai nuvologi sulla prospettiva di una scomparsa delle nuvole e dai fumologi sul pernicioso trasformarsi delle nuvole di un tempo in cappe fuligginose e nebbie tossiche.
Ma l'autore avvertiva comunque sui pericoli di siffatti fenomeni.

John Constable [...] piccoli dipinti fatti su un taccuino all'aria aperta (mezzo secolo prima dell'en plein air degli impressionisti. (Fonte Didatticarte)
Come si vede, argomento di grande attualità.
Il trattato di Maraini, appassionato, per amore della materia, e poetico nello stile, smentisce coloro che sostengono l'aridità della scienza.
Nel testo si fa riferimento ai principali studiosi dell'argomento.
L'opera fondamentale è Geschichte der Wolken als Wis- senschaft, Lipsia, 1908-1910, 8 voll. di G. von Ap und zu Wolkenpuff . Un più recente punto di vista è quello presentato da P. De Baison in L'étude des nuages au point de vue de la sociologie, Parigi, 1930.
Maraini ricorda anche il curioso libriccino di M. Soprapensiero che illustra il pensiero nimbologico medievale. Lo studio delle nubi come guida al retto pensare, Napoli, 1877.
Pare che il più antico documento nimbologico sia una selce neolitica a forma di nembo.

René Magritte
Via via che il lettore, attento e interessato, procede, è però colto da una certa perplessità.
Citazioni quali il Nubisferio di Trilòdoco Meunzio, o De Nimbo uno et trino di Vapor De Cumulis, gli instillano qualche dubbio. La classificazione dei vapori dell'atmosfera di Wolkenpuff in Iperonti, Perionti e Iponti, la stessa località del convegno, Trebisonda Marina, mettono chi legge in grande imbarazzo. Già, perché Maraini non intende ingannare il lettore ma, come i bravi giallisti, lo mette in guardia disseminando significativi indizi. Proprio così, si tratta di una burla, e in grande stile! Un trattatello redatto in perfetto registro scientifico, rispettoso nella citazione delle fonti in nota, recante tuttavia, sottotraccia, un tono ironico che rende piacevolissima la lettura.
Molto interessante la prefazione di Toni Maraini che ripercorre genesi e storia di questa preziosa operina, corredata da fotografie dell'autore.
Sfogliando il libro
Oggigiorno, come tutti sanno, la nimbologia è una scienza altamente progredita, con svariate specializzazioni e una nutritissima serie di cattedre nelle principali sedi del sapere, con riviste e congressi, fondazioni e istituti governativi. Daremo qui in breve la classificazione del Wolkenpuff, la quale ancor oggi è la più attendibile, sia per la vastità dell'informazione su di cui venne costruita, sia per la chiarezza dei principi che ne servono da sostrato teorico.
Il punto saliente della classificazione Wolkenpuff sta nel fatto che essa non elenca soltanto gli elementi oggettivi, astraendo dal punto di vista dell'osservatore, ma tiene continuamente conto della posizione di chi percepisce ciascun fenomeno, fornendo per questo i suoi celebri coefficienti d'integrazione fisio - psiconormo - plastologici, detti appunto "Numeri di Wolkenpuff." Con ciò si viene innegabilmente a portare un gran progresso negli studi nimbologici in particolare e in quelli scientifici in generale. Mai bisogna dimenticare che ogni situazione in cui si trova lo studioso è concreta: astrarre dal coefficiente che lo situano nel tempo e nello spazio significa defraudare la realtà a favore di vaghi metafisicismi che hanno ormai fatto il loro tempo.
Secondo G. von Ap und zu Wolkenpuff i vapori dell'atmosfera si dividono dunque, e anzitutto, in tre gruppi fondamentali: gli Iperonti ; i Perionti ; e gli Iponti .
Gli Iperonti sono quelli che si trovano comunemente al disopra dell'osservatore; sono cioè le comuni nuvole.

Foto mia
I Perionti sono quelli che avvolgono il medesimo; cioè le nebbie, le caligini, le foschie.

Alfred Sisley, La nebbia, Voisins, 1874,
Gli Iponti sono quelli che si distendono ai suoi piedi; cioè i mari di nuvole o i veli di nebbie al fondo delle valli.

Caspar David Friedrich Viandante sul mare di nebbia 1818
Gralli
