LA PRIGIONIERA [Schindler’s List 2]
Sono tre volte senza patria: un boemo
tra gli
austriaci,un austriaco tra i tedeschi
e un ebreo tra i
popoli di tutto il mondo.
(Gustav Mahler)
Alma Schindler e Gustav Mahler si conobbero nel 1901; lui aveva 41 anni, diciannove più di lei.
Mahler era infatti nato nel 1860 a Kalischt, un villaggio nei pressi di Iglau, in Boemia, allora parte
dell'Impero austriaco, da Bernhard e Marie Hermann. La sua famiglia era di origine ebraica
ashkenazita e di lingua tedesca.
Iniziò giovanissimo a studiare musica, dapprima sotto la guida del padre, che strimpellava il
violino, poi sotto quella del più noto insegnante di piano viennese, Julius Epstein. Questi,
anch'egli di origine ebraica e buon amico di Brahms, si rese subito conto dell'innata, immensa
predisposizione musicale del suo allievo e lo aiutò ad essere ammesso nel prestigioso
Conservatorio di Vienna.
Mahler si diplomò in soli tre anni, nel 1878, ottenendo consensi, ma anche incorrendo in
problemi con i professori per il suo carattere turbolento e a volte collerico.
Nel 1880 iniziò la carriera di direttore d'orchestra che gli avrebbe dato una grandissima fama.

Gustav Mahler, 1909
Nel 1897 Mahler fu nominato direttore della K.u.K. Hofoper (Imperial Regia Opera di Corte, oggi Wiener Staatsoper), la posizione musicale più prestigiosa dell'Impero austriaco. Poiché si trattava di un "ufficio imperiale", la legge austro-ungarica in vigore impediva che l'incaricato fosse di religione ebraica. Nel febbraio del 1897, Mahler, che non era mai stato un ebreo particolarmente devoto, si convertì al cattolicesimo, religione che comunque non doveva essergli del tutto estranea in quanto, da ragazzo, era stato corista in una chiesa cattolica. Il musicista acconsentì con una certa riluttanza al battesimo e la sua fu una conversione di convenienza, non certo sincera e convinta. Mahler non andò mai in chiesa, se non per il suo matrimonio, né si confessò mai; fu spesso descritto come un agnostico, anche se la sua produzione musicale mostra inclinazioni verso un panteismo naturalistico vicino al pensiero di Nietzsche.
Per quanto riguarda la sua vita privata le malelingue viennesi dicevano che Mahler fosse coperto di debiti, affetto da un male incurabile e gli attribuivano avventure galanti con alcune cantanti, affermando che aveva un debole per le soprano. Alma sostenne sempre nelle sue memorie che Mahler, prima di conoscerla, aveva avuto una vita sostanzialmente casta, quasi ascetica. Tale tesi, accreditata da molti biografi del musicista, è stata del tutto confutata dalla scoperta, nel 2012, in una bottega d'antiquariato, da parte di Stephen Hefling e Morten Solvik, di una lunga lettera (ben 59 pagine) scritta da una sua confidente ed amante, Natalie Bauer-Lechner.

Prima pagina della lettera scritta da Natalie Bauer-Lechner a Hans Riehl.
(Osterreichische Nationalbibliothek, Vienna)
Questa Lettera sugli amori di Mahler, scritta nel 1916 all'amico e poi erede Hans Riehl, merita
una breve digressione soprattutto perché rappresenta una breccia in quello che gli studiosi
chiamano il Problema Alma, cioè il controllo quasi esclusivo delle informazioni sul musicista,
esercitato a lungo dalla vedova.
Natalie Bauer-Lechner (1858-1921) era una talentuosa violista che conobbe Mahler quando
entrambi erano studenti e che gli fu legata da una lunga, a ettuosa amicizia. I suoi diari,
pubblicati postumi nel 1923, sono stati sempre considerati una preziosa fonte di notizie per i
biografi del compositore.
La lettera scoperta nel 2012 offre un resoconto degli amori di Mahler, a partire dal suo
innamoramento per Josephine Poisl, la figlia del postino di Iglau. Tra le amanti citate nella
lettera ci sono Marion von Weber, sposata al nipote del compositore Carl Maria von Weber, e
svariate cantanti liriche, in particolare le soprano Rita Michalek, Selma Kurz e Anna von
Mildenburg. Quest'ultima, scrive la Bauer-Lechner, le disse che la loro storia d'amore era stata
soltanto platonica.
Secondo quanto sostiene Natalie Bauer-Lechner, Mahler era in balia di un radicato ascetismo
che conquistò il suo spirito fin da giovane come difesa contro una natura fortemente sensuale,
tanto più forse perché in lui c'era una notevole incostanza e inaffidabilità circa la sua
inclinazione verso le persone. Allo stesso tempo, è stato proprio il suo stile di vita riservato ed
estremamente casto a renderlo così bisognoso e a mantenerlo in uno stato di perpetua
infatuazione.
La lettera mostra una certa ingenuità di Mahler nelle relazioni personali, come quando lui e
Marion von Weber confessarono al marito la loro passione. Mahler pensava che la donna lo
seguisse ma il marito la convinse a non rivederlo più. Ne seguì un periodo di depressione, in cui
venne meno anche la creatività musicale.
Natalie, che credeva nel genio di Mahler, cercò di ridargli fiducia. La donna è molto esplicita nel
descrivere particolari della sua relazione col musicista: Mentre stavamo reclusi nella piccola stanza e isolati dal mondo in racconti stile
Scheherazade, fino all'alba, dispiegavamo tutta la nostra vita l'una davanti all'altro. […] Senza
dichiarazioni, domande, e voti, la nostra psiche e il nostro corpo si fondevano.
La lettera offre nuovi dettagli sulla relazione di Mahler con la sorella Justine che rappresentò
l'ostacolo su cui si infransero le avventure amorose del compositore, compresa quella con
Natalie. In qualità di figlio maggiore, Mahler accudì i suoi fratelli dopo la morte dei genitori nel
1889, e Justine andò a vivere con lui.
Justi, come viene chiamata da Natalie, emerge come un drago che tiene a distanza tutte le
potenziali compagne dall'amato fratello, esacerbandone lo stato emotivo già sovraeccitabile e
perpetuando un'unione innaturale, quasi incestuosa.
La gelosissima Justine favorì anche la rottura con Natalie ma, questa volta, come si legge nella
lettera, lei stessa rimase sepolta sotto le rovine del tempio, mentre si schiantava su di noi. […]
Infatti non solo provocò la rottura ma anche lei fu privata di colui che non avrebbe concesso a
nessun'altra.
Tra le righe si capisce che Mahler disse a Justine che tutto ciò non poteva continuare; qualche
settimana dopo incontrò Alma.

Gustav e Justine Mahler, 1899
Nel 1901 Mahler era senza dubbio uno delle più note e discusse celebrità di Vienna. Era
osannato come direttore d'orchestra ma le sue composizioni non erano comprese dal pubblico
e venivano contestate dai critici che lo accusavano di dare libero sfogo alla propria sfrenata
soggettività e di offendere il senso del bello.
La sua Prima Sinfonia non era stata accolta favorevolmente a Budapest, nel 1889, e Mahler
l'aveva sottoposta ad un lungo lavoro di revisione. Confesserà più tardi:
Nella mia totale incoscienza, avevo allora scritto uno dei miei lavori più audaci, e pensavo ancora ingenuamente che fosse di una semplicità infantile, che sarebbe immediatamente piaciuto e che avrei potuto vivere tranquillamente di diritti d'autore.
Quando la diresse a Vienna, nel 1899, fu accolta da risa e fischi e contestata dai critici. Alma, che ammirava Mahler come direttore d'orchestra e che aveva assistito all'esecuzione, lasciò il teatro piena di collera e di risentimento verso l'autore.
Alma conobbe il compositore nel novembre del 1901. Erano entrambi ospiti ad una cena a casa della giornalista Berta Zuckerkandl, quella che è stata definita l'ultima salonnièr dell'Austria felix. A fine serata i due si appartarono e la conversazione spaziò da Socrate alle teorie sulla bellezza; Alma difese la musica del suo amico Zemlinsky, poco apprezzata da Mahler e lui la interrogò sui suoi studi musicali e le strappò la promessa ad andare a sentire le prove da lui dirette all'Hopofer il giorno seguente.
Alma confidò al suo diario: Devo dire che mi è piaciuto enormemente. È proprio vero che è
terribilmente nervoso. Si aggirava per la stanza come un animale in gabbia. Dentro di lui c'è
soltanto ossigeno e, quando ci si avvicina, ci si scotta.
Per quanto riguarda Mahler fu un vero colpo di fulmine: una sola sera bastò a farlo innamorare.
Il giorno dopo Alma, insieme alle sorelle Berta e Sophie Zuckerkandl si recò all'Opera. Un
emozionato Mahler le confessò di non aver chiuso occhio la notte. Alma restò colpita dalla sua
musica:
Non è musica tedesca, è musica ebraica, ma non importa, sono emozionata e mi vengono le lacrime agli occhi.

Vienna - K.u.K. Hopofer
Nei giorni successivi fu un crescendo di attenzioni da parte di Mahler. Le inviò una (brutta)
poesia, anonima ma di cui era impossibile non riconoscere l'autore né ignorare il significato.
Iniziava con: In una notte è accaduto, mai avrei potuto immaginare.
Il corteggiamento ebbe a poco a poco successo, nonostante l'opposizione del patrigno di Alma
e qualche occasionale ripensamento della ragazza. Più che dall'uomo la ragazza sembrava più
affascinata dal grande direttore d'orchestra, quello che oggi chiameremmo il divo o la star.
Arrivò a confessarlo in modo esplicito nel diario: Non so cosa vi sia dentro di me, non so se lo
amo o se non lo amo, se amo il direttore, il capo prestigioso, oppure l'uomo.
Inoltre, continuò a frequentare e a prendere lezioni da Zemlinsky e a sentirsene attratta; scrive:
"[Mahler] mi dice che mi ama, ci siamo abbracciati, mi suona le sue composizioni. I miei sensi
tacciono… A poco a poco devo dimenticare Alex… Non ho potuto restituirgli le sue carezze.
C'era qualcuno, fra di noi… Fosse soltanto venuto tre anni prima! Quando ancora non avevo
baciato nessuno!
E ancora: Ho paura! Ci siamo abbracciati, ma senza stringerci l'una all'altro. E anche se le sue
mani sono espressive, non le amo quanto quelle di Alex.
Infine, si pone la domanda che la tormenterà negli anni successivi: Mahler mi spingerà a
lavorare? Sosterrà la mia arte? La apprezzerà come la apprezza Alex, in sé e per sé?
Durante un viaggio di Mahler a Berlino, dove era stato chiamato per dirigere una serie di
concerti, mentre l'uomo le scriveva ogni giorno lettere sempre più appassionate, lei riceveva
un giovane e ricco spasimante, suonava con lui a quattro mani. Quando questi le domandò
quali fossero le sue intenzioni, lei gli parlò di Mahler e lui, pallido e tremante dichiarò: Signorina, se lei rifiuta, io mi toglierò la vita.
Pur dopo averlo rifiutato non cessò di frequentarlo; andò con lui ad una rappresentazione dei
Maestri cantori di Norimberga e si legge sul diario: Il giovane dottor Adler, che mi piace e mi
turba. Sono stata più che civetta con lui… Ci siamo divorati con gli occhi senza che nessuno lo
notasse. Ha mani lunghe e belle. In simili sguardi c'è una incredibile voluttà, e quell'uomo è
incredibilmente bello. I suoi occhi sono neri come la notte, insomma il suo viso mi piace! Ha
stile, cosa che non si può dire invece del buon Mahler: d'altra parte io sono indipendente, ma
fedele a Gustav con il pensiero. Questi sguardi arditi non provengono dal cuore.
Nelle sue risposte alle lettere sempre più elevate di Mahler da Berlino, lei rispondeva facendolo
ingelosire, parlandogli delle lezioni di piano con Zemlinsky, della minaccia di suicidio del dottor
Adler, di una conversazione con Burckhard, secondo il quale due personalità forti come quelle
di Alma e di Mahler non potevano conciliarsi.
Il giorno 19 dicembre 1901, da Dresda, dove si trovava tornando da Berlino, Mahler scrisse ad
Alma una lunga lettera, venti pagine che risulteranno fatidiche nel destino di Alma Nella lettera
le dichiarava cosa si attendesse da lei nel loro matrimonio e le chiedeva di rinunciare per lui a
seguire le sue personali ambizioni di musicista:
Non credere che, nel rapporto fra due sposi, io pensi alla moglie come a una sorta di passatempo, nonostante tutto responsabile delle faccende domestiche e al servizio del marito. Non crederai che io possa pensare una cosa simile? Di sicuro, invece, vorrei che tu fossi "colei di cui io ho bisogno" se intendiamo essere felici, la mia sposa e non la mia collega! Tutto questo significa per te sacrificare la tua vita? Credi che, se abbandonassi completamente la tua musica per identificarti totalmente nella mia o per essere, anzi, tu stessa mia, abdicheresti a un aspetto veramente irrinunciabile della tua esistenza? […] D'ora in poi il tuo compito è uno solo: rendermi felice. Mi capisci, Alma? So bene che devi essere felice (attraverso di me) per poter rendermi felice; ma in questo spettacolo, che potrebbe diventare una commedia tanto quanto una tragedia (e né l'una né l'altra delle due possibilità sarebbe giusta), le parti devono essere ben distribuite e quella del "compositore", di quello che "lavora", spetta a me. La tua è quella della compagna affettuosa, del camerata comprensivo. Pensi che possa appagarti? Esigo molto, moltissimo, ma posso e debbo farlo perché io so cosa sono in grado di dare, cosa potrò dare.

Gustav e Alma Mahler, Roma, 1907
Alma fu sconvolta dalla lettera; annotò sul diario: Il mio cuore si è fermato. […] Rinunciare, gettar via la mia musica, la cosa per cui ho vissuto finora. Il mio primo pensiero è stato cancellalo. Ho dovuto piangere ed è stato così che ho capito che l'amo. […] Mi sento come se qualcuno mi avesse tolto il cuore dal petto con un pugno gelido.
La madre, con la quale mostrò la lettera e con cui discusse per tutta una notte, cercò di convincerla a rompere con Mahler. Alma, però, si sentì pronta al sacrificio sull'altare del genio e la mattina seguente la sventurata rispose. La lettera che inviò a Mahler rappresentava la rinuncia non solo all'arte ma anche alla autonomia. Si sottomise ma il prezzo che ne dovettero pagare entrambi fu altissimo.
Alma, in campo artistico, a cosa stava abdicando? Oggi i musicologi affermano che era senza
dubbio una compositrice di grande talento. Compose numerosi Lieder, ossia composizioni
musicali per voce e pianoforte; alcune fonti dicono 17, altre cinquanta e perfino oltre cento;
oggi ne restano solo 14.
Dianne Follet, insegnante di Storia della musica al Muhlenberg College, scrisse:
Le sue canzoni, forse anche più dei suoi scritti, svelano la vera natura di Alma. Volgono al melodrammatico, come faceva Alma; sono complesse, come lo era Alma; sono contraddittorie, come lo era Alma. È nelle sue canzoni che la incontriamo, ed è attraverso le sue canzoni che assume il suo legittimo posto.
In questo caso, a torto o ragione, dobbiamo comunque lasciare la parola definitiva ad Alma che, nel novembre del 1901, scrisse: Mi venne in mente una nuova idea: l'arte è il risultato dell'amore. Mentre l'amore, per un uomo, è uno strumento di creatività, per una donna è la principale motivazione.

Alma Mahler, Lieder, "Die stille Stadt"
Dal momento della "resa" di Alma, i fatti si svilupparono rapidamente. Il fidanzamento ufficiale
avvenne il 23 dicembre 1901. Il matrimonio fu celebrato quasi clandestinamente il 9 marzo
1902, alla presenza solo degli sposi e dei testimoni, nella sagrestia della Karlskirche.
Diciamo subito che non fu un matrimonio felice!
I due novelli sposi fecero il viaggio di nozze a San Pietroburgo. Al ritorno, Alma non fu più
costretta a nascondere la sua gravidanza. Il 3 novembre 1902 nacque Maria, che tutti
chiameranno Putzi.
Poche settimane dopo Alma scrive sul diario queste righe sconsolate: Ho la sensazione che mi siano state tagliate le ali. Gustav, perché hai voluto legare a te questo
uccello magnifico, felice di volare, mentre uno diverso, grigio e pesante, sarebbe stato molto
più adatto a te.
Di seguito, sulle pagine del diario, si legge solo una tormentosa sequela di tormenti, di
rimpianti, di rancori, di accuse e autoaccuse: Gustav vive la sua vita. Mia figlia non ha bisogno di me. E io non posso continuare a occuparmi
esclusivamente di quella.
Adesso sto imparando il greco. Ma, Dio mio, dove sono finite le mie aspirazioni, le mie
magnifiche aspirazioni? Che Iddio mi venga in aiuto.
Mahler, oltre a frustrarla sulle sue ambizioni musicali, era geloso e possessivo e cercava di
allontanarla dagli amici. Alma era sempre più delusa e più insofferente alla vita di moglie
devota e madre amorevole.
Pare che i rapporti tra i due coniugi non fossero ottimali neanche da altri punti di vista.
Scrive
Françoise Giroud:
Quali che siano stati i suoi fantasmi, le sue paure, le inibizioni, è comunque legittimo concludere che, come amante, Mahler non fosse capace quanto lo era come direttore d'orchestra e che anche da questo lato Alma fosse frustrata. Chiaramente, da un uomo si aspettava ben altro che amplessi maldestri e furtivi.
D'altra parte, Mahler era del tutto incapace di comprendere gli stati d'animo che tormentavano Alma. Basti questo aneddoto per rendersi conto di come vivesse in un mondo tutto suo, astratto dalla realtà, e di quanto fosse maldestro nell'affrontare i dolori e i sentimenti della moglie. Quando questa, nuovamente gravida, sentì avvicinarsi le doglie, lui pensò bene di aiutarla a sopportarle leggendole ad alta voce alcune pagine di Kant. Il 15 giugno 1904 nacque Anna Justine Mahler; aprì al mondo degli occhi così grandi e azzurri che fu subito soprannominata Gucki, da gucken, "guardare".

Alma Mahler con le figlie Maria e Anna
La nascita della seconda figlia non bastò a rasserenare Alma. Il suo diario continua a raccogliere i suoi sentimenti ambivalenti nei confronti del marito: "
Accanto a lui, nonostante le numerose e dolorose gravidanze e nonostante le mie bambine, ero rimasta una ragazza. In me, però, lui vedeva soprattutto la compagna, la madre delle sue figlie, la casalinga; solo più tardi avrebbe capito quello che aveva perduto! Ci sono, questi geniali carnivori che sono convinti nel modo più assoluto di essere vegetariani!
La coppia ha anche problemi economici che Alma rinfaccia a Mahler; la donna, sempre più
triste e angosciata, cercò nell'alcol un aiuto contro la depressione.
Quando un giovane musicista, Hans Pfitzner, per cui Alma provava una certa simpatia, si fece
intraprendente e, trovandosi solo con lei, eccitatissimo, le accarezzò le spalle, le baciò le mani,
le sfiorò il seno, Alma lo respinse ma non troppo rudemente. Confidò al diario:
Lui era molto appassionato… Questo mi ha fatto piacere. Ho sentito di nuovo quel brivido sulla
pelle che da tanto tempo non avevo più provato.
Evidentemente il fuoco continuava a covare sotto la cenere.

Hans Pfitzner (1869-1949)
Nel maggio del 1907 Gustav Mahler si dimise da Direttore della Hopofer e avviò trattative col
Metropolitan di New York. Era esausto per gli effetti di una campagna di stampa contro di lui e
per i dissapori con la maggior parte degli orchestrali non gli perdonavano i toni caporaleschi.
A giugno portò la famiglia in villeggiatura a Maiernigg, in Carinzia, luogo in cui aveva composto
gran parte delle sue opere. È qui che avvenne la tragedia: poco dopo il loro arrivo entrambe le
figlie si ammalarono di difterite, per cui non esistevano ancora né la vaccinazione né cure
efficaci e perciò risultava spesso fatale. Anna riuscì a superare la malattia ma, dopo due
settimane di lotta e una tracheotomia che si rivelò inutile, Maria morì il 12 luglio.
Era la figlia prediletta da Mahler, quella che più gli somigliava sia come aspetto che come
carattere; scrive Alma:
"
Loro due facevano lunghissime chiacchierate. Nessuno sa di cosa parlassero e io non li
disturbavo mai.
Il giorno del funerale della bambina, Anna Moll fu colta da un malore, Alma svenne. Il dottor Blumenthal, che la visitò, le prescisse di riposarsi e di restare a letto. Anche Mahler si fece visitare e scoprì allora di avere un serio problema cardiaco. La diagnosi fu confermata dal professor Kovacs, un luminare viennese, che ordinò a Mahler di sospendere ogni tipo di esercizio faticoso. Alma ne scrisse quasi come di una condanna a morte, anche se Mahler stesso, in una lettera indirizzatale il 30 agosto 1907, disse che sarebbe stato in grado di condurre una vita normale, a parte la necessità di non stancarsi eccessivamente.

Gustav e Alma Mahler, con le figlie Maria e Anna
La malattia non determinò l'interruzione dei progetti lavorativi di Mahler. Quando Gustav e
Alma partirono da Vienna per raggiungere New York, trovarono inaspettatamente alla stazione
una folla di amici, tra i quali Arnold Schönberg, Anton Webern, Alban Berg, Gustav Klimt.
Raggiunta Parigi, vi si trattennero alcuni giorni. Tra gli amici che gli accolsero ritrovarono anche
un giovane pianista russo, di famiglia ebraica, Osip Gabrilovich (1878-1936), che avevano
conosciuto a San Pietroburgo. Anche lui non seppe sfuggire al fascino di Alma e le dichiarò il
suo folle amore. La reazione della donna è ancora una volta lasciata alla testimonianza del suo
diario:
Allora questo significava che potevo ancora essere amata, non ero più né vecchia, né brutta come ormai credevo di essere diventata. […] In ogni modo, per un lungo periodo quella scena mi ha aiutato a superare parecchi sensi di inferiorità.
Gli anni seguenti passarono tra il lavoro a New York e le vacanze in Europa, dove i Mahler affittavano durante l'estate una grande casa a Toblach (Dobbiaco). Qui li raggiungevano numerosi invitati e, tra questi, non mancò Osip Gabrilovich. Tra lui e Alma ci fu un solo bacio, scambiato al chiaro di luna, ma non mancarono le emozioni:
I miei sentimenti, che giravano a vuoto, si sono un po' legati a quelli di quel giovane. Era ormai diventato evidente che eravamo presi l'uno dall'altra. Ma non lo volevamo ammettere e abbiamo combattuto con forza.
Alma e Osip si incontrarono ancora a New York, nel 1908, si scambiarono ancora brucianti
parole d'amore, lei meditò addirittura il suicidio, lui si sarebbe sposato l'anno dopo con la
cantante Clara Clemens, figlia di Mark Twain.
A New York Alma continuò ad essere depressa ed ebbe due aborti spontanei. Il marito passò di
successo in successo, fino alla creazione, da parte di un gruppo di ricche melomani, della New
York Philarmonic Orchesta, di cui gli fu affidata la direzione.
Nel giugno del 1910, mentre Mahler era in giro per l'Europa per motivi di lavoro, Alma, insieme alla figlia e alla bambinaia, raggiunse la località termale di Tobelbad, per trascorrervi la villeggiatura. Lì l'aspettava il Destino, nella figura di un giovane architetto di ventisette anni, bello, biondo, dagli occhi chiari; il Destino si chiamava Walter Gropius.
[continua]
Bibliogafia:
Françoise Giroud, Alma Mahler o l'arte di essere amata;
Oliver Hilmes, Malevolent Muse. The Life of Alma Mahler;
Cate Haste, "Passionate Spirit. The Life of Alma Mahler";
Morten Solvik and Stephen E. Hefling, Natalie Bauer-Lechner on Mahler and Women: A Newly
Discovered Document, su The Musical Quarterly;
Diane W. Follet, Redeeming Alma: The Songs of Alma Mahler;
https://symposium.music.org/44/item/2210-redeeming-alma-the-songs-of-alma-mahler.html
Per chi volesse approfondire le notizie sulla giovinezza di Gustav Mahler:
https://www.edt.it/mahler-lesordio-di-un-senza-patria
