La scomparsa di Patò

14.06.2026

1890 Venerdì Santo, a Vigata, durante la sacra rappresentazione della Passione di Cristo, che la gente chiama il «Mortorio», il ragioniere Antonio Patò, integerrimo direttore di banca, che interpreta il personaggio di Giuda, scompare, secondo copione, nella botola predisposta sul palcoscenico. Ma alla fine dello spettacolo, quando gli attori si inchinano al pubblico per ricevere gli applausi, del ragionier Patò non vi è più traccia. Il caso, davvero inspiegabile scatena la curiosità dei giornali locali: l'Araldo di Montelusa e la Gazzetta dell'Isola, che ne fanno l'argomento principale con notevole vantaggio per la tiratura. Delle indagini si occupano sia il Delegato di Pubblica Sicurezza che il Maresciallo dei Carabinieri, vengono prese in considerazione tutte le ipotesi: perdita di memoria, delitto di mafia, sospetti relativi alla Banca di Trinacria di cui Patò è direttore, ma anche supposizioni stravaganti che sfiorano il soprannaturale e teorie pseudo scientifiche. Sembrerebbe un giallo normale, ma non è così, il racconto non avviene secondo l'usuale esposizione di un narratore, il lettore viene progressivamente a conoscenza dei fatti attraverso una serie di documenti di svariata natura: articoli di giornali, documenti della prefettura, della questura, corrispondenza del carabiniere e del poliziotto che collaborano nelle indagini.

Un congegno narrativo di alta precisione, non facile da gestire per portare avanti la storia senza disorientare il lettore. Una padronanza perfetta dei differenti registri linguistici (verbali, articoli di giornali, testimonianze) e la caratterizzazione dei personaggi sempre puntuale e ironicamente affettuosa. La lettura richiede sulle prime una certa attenzione, un piccolo sforzo che sarà ampiamente ripagato.

Questo è sicuramente il romanzo più originale e spassoso del Maestro ed il finale non è da meno, assolutamente imprevedibile!

IL «MORTORIO» A VIGÀTA

Ieri ci pervenne notizia de' preparativi che a Vigàta fervono in vista della rappresentazione del «Mortorio» che avverrà domani 21, giorno di Venerdì Santo, come tradizionalmente usasi ripetere da una ventina di anni a questa parte. Alla rappresentazione, alla quale si darà comincio alle ore 3 e mezza del dopopranzo, assisteranno S.E. Reverendissima il Vescovo di Montelusa, Boscaìno Monsignor Angelo; S.E. il Prefetto, Tirirò Grande Ufficiale Francesco; il Questore, Bonafede Commendator Liborio; il Comandante la guarnigione, Bousquet Colonnello Emilio; il Comandante dei Reali Carabinieri di Montelusa, Bosisio Capitano Arturo Carlo; il Comandante la Capitaneria di Porto, Benvenuto Capitano Ortensio; il Sindaco, Caruana Cavaliere Antonio e il Consiglio Comunale al completo. Graditissimo Ospite sarà l'Onorevole Rizzopinna Commendator Gaetano, del Partito dell'Opposizione. Non sarà presente invece S.E. il Senatore Pecoraro Grande Ufficiale Artidoro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, perché oberato da impegni di Governo. Peccato! La cittadinanza avrebbe colto l'occasione per stringerglisi d'attorno e ringraziarlo di due novi suoi regali: la posa in opera della grande fogna e il lavatoio comunale.

Si prevede grande folla di spettatori che converranno da' paesi circonvicini. All'uopo il Sindaco Caruana ha predisposto apposite misure d'accoglienza comprendenti locali di ristoro e di decenza.

Quest'anno il grande palcoscenico pel «Mortorio», costruito sotto la guida del valente mastrodascia Vapano Cosimo, è stato allestito non più ai piedi della scalinata della Chiesa Madre, ma davanti al prospiciente palazzo de' Marchesi Curtò di Baucina.

Con gesto vivamente apprezzato dalla popolazione, il Marchese Simone Curtò ha concesso l'uso di quattro suoi magazzeni le cui porte s'affacciano all'interno del vasto cortile padronale. In due de' predetti magazzeni potranno agevolmente vestire il costume le cento comparse, suddivise per sesso sicché non si abbia a patire di sconveniente promiscuità. Gli altri due magazzeni saranno adibiti pel medesimo ufficio: qui potranno cangiarsi d'abito le gentili attrici nonché i valenti attori che assommano a ventidue e tra i quali trovansi i nomi di stimati professionisti e di onesti commercianti di Vigàta che già in passato, in siffatto modo, han voluto pubblicamente manifestare il senso della loro profonda divozione.

Un popolar detto suole affermare che marzo è mese pazzo: noi facciam fervidi voti acciocché domani, ritrovato il senno, regali agli intervenuti il dono di un cielo sereno.

IL RAGIONIERE PATÒ È SCOMPARSO?

In Vigàta si è sparsa la voce, non confermata né smentita dalle Autorità locali, che il ragioniere Antonio Patò, da venerdì sera, dopo aver dato una memorabile interpretazione della parte di Giuda nel «Mortorio», non abbia più fatto ritorno a casa.

Il di lui cognato, Capitano del Regio Esercito Arnoldo Mangiafico, di stanza a Caltanissetta, ma prontamente accorso a Vigàta per partecipare alle ricerche, ci ha gentilmente dichiarato essere sua convinzione che il cognato, cadendo nel sottopalco attraverso una botola come la parte richiede, abbia battuto la testa subendo una momentanea perdita di memoria e che ora sia costretto a vagare senza riuscire a ritrovare la strada del ritorno.

Alla famiglia del ragioniere Antonio Patò, in questo giorno di Pasqua che dovrebbe significare serenità per tutti, facciamo giungere i voti di una rapida e felice soluzione del caso.

Gralli

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