Un amante puntiglioso

27.04.2026

IL RITRATTO DELL'AMANTE (16)

Questo è forse il Ritratto dell'Amante più singolare, no plurale, fra quelli presentati. Vediamo perché.

La bellezza (come il diavolo) sta nei dettagli


Eccolo qua Anatole Vasanpeine, l'amante puntiglioso, in posa dal fotografo: ripreso di tre quarti, atteggiamento rilassato, seduto su una sobria poltroncina di vimini. Sotto la tesa della paglietta lo sguardo assente, bovino, e un accenno di sorriso, giocondesco: mi ha fatto venire in mente un comico di avanspettacolo. Eppure questo viso ambiguo mi mette a disagio, mi inquieta. Il suo nome poi, ha una certa assonanza con va en peine, va' in pena.

Ma in pena sono io che mi accingo a recensire questo libriccino, raffinato, dotto e puntiglioso, come l'amante del titolo. Si vedrà più avanti il motivo. Sì, perché puntiglioso, come dice la Treccani, è colui che

 ... guarda anche ai minimi particolari: [...] pignolo. ↑ pedante. ↓ accurato, meticoloso, minuzioso, scrupoloso.

Nella versione francese abbiamo vetilleux anzi très vetilleux, che ha grossomodo lo stesso significato. Questi termini, tuttavia, rendono solo in maniera approssimativa il carattere e l'attitudine del protagonista. Il titolo originale del racconto, scritto in inglese nonostante l'autore sia argentino, è Overdisciminating lover l'aggettivo scelto la dice lunga: letteralmente ultradiscriminante, colui che discrimina, nel senso di scegliere parti dal tutto.

E proprio questo fa Anatole Vasanpeine, osserva, estrapola e fissa sulla carta con la macchina fotografica dei particolari della realtà, ma dei particolari, perdonatemi il bisticcio, molto particolari.
La storia è ambientata a Poitiers, storica città francese della quale vengono fornite informazioni molto interessanti. Il protagonista è un oscuro, umile e grigio inserviente dei bagni pubblici con la passione della fotografia, abilità che mette al servizio di una ricerca estetica singolare: immortalare dettagli anatomici dei clienti del servizio pubblico, carpiti di nascosto da corrivi spiragli delle cabine.
Si badi bene però, non si tratta di un volgare guardone, un voyeur, detto in termini più eleganti, né di un feticista. Siamo piuttosto in presenza di un raffinato esteta la cui opera fotografica è, per immagini, l'equivalente del blason*. Questa è una particolare forma poetica, fiorita nella terra natia del protagonista fra XV e XVI secolo, volta all'esaltazione di parti diverse del corpo femminile.
L'aspirazione a questo assoluto sarà la causa della sua tragica fine che, naturalmente, non svelerò.
Grande il piacere estetico e intellettuale che ho ricavato da questa raffinata lettura. L'aurea brevitas, e al tempo stesso la densità di contenuti; il linguaggio elegante ed accurato; la cura minuziosa nel delineare la personalità del personaggio. E non ultima la puntigliosa, vetilleuse, abbondante citazione delle fonti, che testimonia il serio lavoro di ricerca che ha preceduto la scrittura di questo lungo racconto biografico.
Tutto bene, e allora? Quale dunque la pena recensoria che mi alberga in petto?
Non lo dirò, almeno non qui, non voglio rivelare ad un potenziale lettore il maggior pregio e difetto di questo libro, ma  chi non resiste alla curiosità può aprire il file qui sotto Per ora un perfido indizio, Han van Meegeren. Chi cercherà questo nome capirà. 

Il blason è una breve poesia che celebra una parte del corpo femminile (Blason du beau tétin di Marot, Le Front di Maurice Scève, Blason de l'œil di Mellin de Saint-Gelais, Le Blason di Georges Brassens, ecc.)
Allo stesso modo, alcune poesie evocano il corpo intero descrivendone successivamente le diverse parti (Marie, vous avez la joue aussi vermeille... di Ronsard, L'Union libre di Breton).
Il blason a volte assume una connotazione satirica: si parla allora di contre-blason (Blason du laid tétin di Marot, O beaux cheveux d'argent... di Du Bellay).

Alberto Manguel

Per chi non resiste alla curiosità

Sfogliando il libro

L'attidudine ad osservare in maniera maniacale i dettagli, i particolari minuti, è presente in Vasanpeine fin dall'adolescenza, ma può esprimersi in maniera compiuta e diffusa solo più tardi, grazie alla tecnica fotografica, che gli fornisce il mezzo, e alla sua attività lavorativa che gli fornisce il materiale. Di servizio alla biglietteria:

Nascosto nella sua postazione, dal cui minuscolo sportello riusciva a scorgere solo le mani dei paganti (a meno che non si piegasse per sbirciare il volto del cliente), Vasanpeine passò molti giorni felici a osservare la sfilata di dita, con guanti o senza, affusolate o tozze, uniformi o maculate, mentre azionavano lo scatto di un portamonete o armeggiavano in una borsa, estraevano una moneta e ricevevano in cambio il biglietto verdolino. C'era bellezza (pensava) nella danza di queste dita estranee, dotate come ogni individuo di un proprio carattere, ciascuna con una distinta personalità che si rifletteva nei modi e nei movimenti, talora svelti e precisi, talaltra lenti e impacciati. Piú d'una volta desiderò trattenerle, quando, agli ordini del loro impaziente detentore, tamburellavano in modo autoritario, o quando intrecciavano piamente i loro corpi come in preghiera, oppure giacevano distese e abbandonate sul banco, o si accoppiavano come calamari, tentacoli tra tentacoli. A volte ne riconosceva alcune di clienti abituali, altre volte la stranezza di un'unghia o una nocca singolarmente sporgente destavano la sua meraviglia.

Dal diario di Vasanpeine

Oggi, dopo aver consegnato sapone e asciugamano a un delicato paio di mani femminili, ho atteso che la signora finisse di svestirsi nello spogliatoio e passasse nella cabina, chiudendosi la porta alle spalle. Poi, con un'audacia che non avrei mai sospettato di possedere, sono entrato in punta di piedi nella zona docce. Confesso di non avere intravisto neanche di sfuggita la sua figura intera, nemmeno il volto. Non cercavo di indovinare se fosse vecchia o giovane, o il colore degli occhi o dei capelli. Sapevo che, sulla porta della cabina che le avevo assegnato, il legno vecchio aveva aperto qualche crepa e, con la massima cautela e nel modo più silenzioso possibile, ho strisciato e poi ho accostato l'occhio a una delle fessure. Ah, la perfetta bellezza di quella forma tondeggiante! Era forse un gomito? Era uno snello ginocchio? Era una parte di quella segreta anatomia di cui non sapevo il nome? Non aveva importanza. Tutto ciò che contava era la contemplazione di quella splendida frazione di pelle arrossata, sfregata da una mano vigorosa, luccicante sotto l'acqua come il ventre di un pesce appena preso all'amo. Sotto la mano che eseguiva il trattamento, quel ritaglio di donna vibrava e scintillava e mi pareva cosí perfetto, cosí immacolato nella sua esistenza distaccata che desiderai conoscere una formula magica che per incanto lo facesse diventare mio, per poterlo conservare come un uccellino in gabbia o come un diamante in uno scrigno.

Vito d'Ancona (Pesaro 1825-Firenze 1884) Nudo femminile part.

Una fila di imbronciate, tonde dita dei piedi immerse nell'acqua insaponata come paffute sirene avvolte dalla spuma del mare. Piú le fissavo e piú distinguevo nitidamente le loro facce di unghia rosa tra le pieghe carnose. Provavo un brivido quasi sacrilego a catturarle attraverso il mio obiettivo, quelle fanciulle vergini che non saprò mai ai piedi di quale signore o signora appartengano. Ma come sembravano disponibili, come erano innocenti e, allo stesso tempo, seduttive!

Particolare della Nascita di Venere di Botticelli

"Ah, la consistenza di una cascata di capelli intravista questa mattina!" (riporta una nota del diario che risale al 1925, poco prima del suo trentunesimo compleanno). "Era rossiccia con strie d'oro, come carne appena comprata, e tremava infinitamente quasi fosse viva. Le singole ciocche non mi dicono nulla, ma questi fasci, queste selve, questi insiemi pettinati da tutte e cinque le dita di una mano ossuta, come mi riempiono brama! Mi accontento di immaginare la loro lunghezza attraverso lo squarcio che mi si offre. Non vorrei vedere altro. La completezza non lascia spazio al desiderio".

Particolare da Donna che si pettina Wladislaw Slewinski 1897

Epilogo

Come finisce l'avventura estetica e amorosa (cit. quarta) di Anatole Vasanpeine? Sempre la quarta ci fa sapere che scoprirà la perfezione in un'unica persona. Ma sarà un'emozione effimera e deludente, amaramente grottesca, che si concluderà tragicamente.

Un pomeriggio, mentre fissava gli intricati disegni lasciati nella tazza dai fondi del caffè che ordinava abitualmente dopo pranzo al Café de la Comédie, con il brutto cane accovacciato come al solito ai suoi piedi, Vasanpeine notò con la coda dell'occhio una figura piccola, tondeggiante, che dondolava incerta oltre la vetrata appannata dalla brina. Qualcosa nella forma o nelle dimensioni, o forse nel movimento esitante, lo indusse a sollevare il capo e a seguire l'avanzare della figura dentro al locale, dove si rifugiò a uno dei tavoli piú lontani, nell'angolo piú buio della sala. Non abbiamo alcuna descrizione della figura; ci sorprenderemmo del contrario, dal momento che, come sappiamo, Vasanpeine fa rari accenni nei suoi diari alle persone che incontra e mai offre un loro ritratto in toto. Della figura in questione non dice nulla, eccetto che, in virtú della sua presenza, tardò a presentarsi al lavoro per la prima volta in assoluto in vita sua.

Comincia da qui un lungo pedinamento che lo porta a scoprire l'abitazione della figura, l'oggetto amato  sarà sempre designato con questo nome.  Fedele alle sue abitudini la spia dalla finestra e cattura la sua immagine con la macchina fotografica. Di più qui non dirò, ma per soddisfare gli impazienti aggiungo una sintesi del finale nel file qui sotto.

Amedeo Modigliani Nudo sdraiato con le mani giunte 1917 Part.

Nota
Nel riferire di questo libro mi sono limitata al tema Ritratto dell'Amante, ma è doveroso sottolineare che questo piccolo testo è una miniera di dotti riferimenti storici, letterari e artistici, mai pedanti tuttavia; notevoli le considerazioni sulla fotografia. In poche pagine un mondo, un'opera davvero preziosa. Una lettura ricca e avvincente, di saporosa ironia.

Il libro è reperibile on line sui siti  Feltrinelli e ibs a metà prezzo.

Gralli

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