Le Api
Pablo Neruda

Moltitudine di api!
Entra ed esce
dal carminio, dall'azzurro,
dal giallo,
dalla più tenera
morbidezza del mondo:
entra in
una corolla
precipitosamente,
per affari,
esce
con un vestito d'oro
e gli stivali
gialli.

Gianni Borta, L'ape sul fiore (1986) (collezione privata).
Perfetta
dalla cintura,
con l'addome rigato
da sbarre scure,
la testolina
sempre
pensierosa
e le
ali
bagnate:
entra
in tutte le finestre odorose,
apre
le porte della seta,
penetra nei talami
dell'amore più fragrante,
inciampa
in
una
goccia
di rugiada
come in un diamante
e da tutte le case
che visita
estrae
il miele
misterioso,
ricco e pesante
miele, spesso aroma,
liquida luce che cade in goccioloni,

Jan van Kessel il Vecchio, Insetti, part. 1653
finché al suo
palazzo
collettivo
ritorna
e nelle gotiche merlature
deposita
il prodotto
del fiore e del volo,
il sole nuziale serafico e segreto!
Moltitudine d'api!
Elevazione
sacra
dell'unità,
collegio
palpitante!
Ronzano
sonori
numeri
che lavorano
il nettare,
passano
veloci
gocce
d'ambrosia:

è la siesta
dell'estate nelle verdi
solitudini
di Osorno. Sopra
il sole inchioda le sue lance
nella neve,
risplendono i vulcani,
ampia
come
i mari
è la terra,
azzurro è lo spazio,

Vulcano Osorno, Cile
ma
c'è qualcosa
che rema, è
il bruciante
cuore dell'estate,
il cuore di miele
moltiplicato,
la rumorosa
ape,
il crepitante
favo
di volo e oro!

Pietro da Cortona, api dei barberini nel Trionfo della Divina Provvidenza, 1632-1639, affresco, Palazzo Barberini, Roma
Api,
lavoratrici pure,
ogivali
operaie,
fini, lampeggianti
proletarie,
perfette,
temerarie milizie
che nel combattimento attaccano
con pungiglione suicida,
ronzate,
ronzate sopra
i doni della terra,
famiglia d'oro,
moltitudine del vento,
scuotete l'incendio
dei fiori,
la sete degli stami,
l'acuto
filo
di odore
che raccoglie i giorni,
e propagate
il miele
oltrepassando
i continenti umidi, le isole
più remote del cielo
dell'ovest.

(inizi XIII secolo), Bestiario di Aberdeen, Sciami di api tornano ai favi.
Sì:
la cera innalzi
statue verdi,
il miele
sparga
lingue
infinite,
e l'oceano sia
un alveare,
la terra
torre e tunica
di fiori,
e il mondo
una cascata,
chioma,
crescita
inesauribile
di favi!
Dedicato a un apicoltore

Apicoltore, tomba di Pabasa El Assasif (foto Tiziana Giuliani), 672-525 a.C.
Gralli
