Lukà Mudìščev 1

15.06.2026

Per capire di che tratta l'anonimo poemetto occorre leggere il
                                                                              PROLOGO
Mie divine! Vi capitasse mai
di prendere questo poema in mano,
non l'aprite; se no saranno guai,
e leggerlo per voi sarebbe insano.

Voi del bel sesso siete assai curiose,
ma stavolta dovete lasciar stare;
le cose qui per voi son perigliose
e vi prego perciò di non toccare.

Se proprio non volete dar ascolto,
leggete pure, io non so che dire,
in seguito ve ne dorrete molto:
vi toccherà per un bel po' arrossire.

In copertina, come si vede compare la scritta in rosso, virgolettata "Versi non per signore". Si sa, da Eva in poi, che effetto fanno le proibizioni.
Per cominciare diciamo che il curatore, serio ma non bacchettone, è un docente di letteratura russa, che il volumetto ha un ineccebibile apparato critico, ricca bibliografia, in russo, ed è completo del testo a originale. I più morigerati, ce ne sono anche fra i signori, alzeranno il sopracciglio, peccato perché la traduzione fa bella mostra di un'impeccabile costruzione metrica, che valorizza l'oscena ironia del contenuto. La letteratura classica ha prodotto anche opere come questa da sempre, e paradossalmente più si va indietro nel tempo meno ci si scandalizzava, pensiamo ai Fabliaux del Medioevo.
Chi si è incuriosito dovrà aspettare il seguito di questa recensione.
CREDITI (orribile calco da credits), non devo del denaro all'amico di tante conversazioni libresche notturne che me lo ha segnalato, ma un sentito ringraziamento. 

(continua)

Gralli

Share