L'uomo di Neanderthal
INTERVISTATO DA ITALO CALVINO

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UN ESTRATTO
INTERVISTATORE – Vi parlo dalla pittoresca vallata di Neander, nei dintorni di Düsseldorf. Attorno a me si estende un anfrattuoso paesaggio di rocce calcaree. La mia voce risuona contro le pareti sia di caverne naturali sia di cave aperte dalla mano dell'uomo. Fu durante i lavori di queste cave di pietra che nel 1856 avvenne il ritrovamento d'uno dei più anziani abitatori di questa vallata, stabilitosi qui circa trentacinquemila anni or sono. L'uomo di Neanderthal: così, per antonomasia, si è convenuto di chiamarlo. Sono venuto a Neanderthal appunto per intervistarlo. Il signor Neander – mi rivolgerò a lui con quest'appellativo semplificato, durante la nostra intervista – il signor Neander, come forse sapete, è di carattere un po' diffidente, anzi scorbutico, data anche l'età avanzata, e sembra che non tenga in gran conto la fama internazionale di cui gode. Ciononostante ha cortesemente acconsentito a rispondere ad alcune domande per il nostro programma. Ecco che s'avvicina, col suo caratteristico passo un po' dondolante, e mi scruta da sotto alla prominente arcata sopraccigliare. Ne approfitto subito per rivolgergli una prima domanda indiscreta, che certo corrisponde a una curiosità di molti dei nostri ascoltatori. Signor Neander, lei s'aspettava di diventare tanto famoso? Voglio dire: per quel che si sa, in vita sua lei non ha mai fatto niente di speciale: e tutt'a un tratto s'è trovato a essere un personaggio così importante. Come se lo spiega?
NEANDER – Te lo dici tu. C'eri tu? Io sì che c'ero lì. Mica tu.
INTERVISTATORE – D'accordo, lei era qui. Ebbene, le sembra che basti?
NEANDER – C'ero già.
INTERVISTATORE – Questa mi pare un'utile precisazione. Il merito del signor Neander non sarebbe tanto il semplice fatto d'esserci, ma d'esserci già , d'esserci allora, prima di tanti altri. La priorità è infatti una dote che nessuno vorrà contestare al signor Neander. Per quanto... già prima ancora, come ricerche ulteriori hanno dimostrato – e come lei stesso può confermare, vero, signor Neander? – siano segnalate tracce, numerose anche, ed estese su vari continenti, d'esseri umani, proprio già umani umani...
NEANDER – Mio papà...
INTERVISTATORE – Su su fino a un milione d'anni prima...
NEANDER – Mia nonna...
INTERVISTATORE – Dunque la sua priorità, signor Neander, nessuno può contestarla, ma si tratterebbe d'una priorità relativa: diciamo che lei è il primo...
NEANDER – Sempre prima di te...
INTERVISTATORE – Siamo d'accordo, ma non è questo il punto. Voglio dire che lei è stato il primo a essere creduto il primo da quelli venuti dopo.
NEANDER – Te lo credi tu. Prima c'è mio papà...
INTERVISTATORE – Non soltanto, ma...
NEANDER – La nonna...
INTERVISTATORE – E prima ancora? Stia ben attento, signor Neander: la nonna di sua nonna...!
NEANDER – No.
INTERVISTATORE – Come no?
NEANDER – L'orso!
INTERVISTATORE – L'orso! Un antenato totemico! Come avete sentito, il signor Neander pone a capostipite della sua genealogia l'orso, certamente l'animale - totem che simboleggia il suo clan, la sua famiglia!
NEANDER – La tua! Prima c'è l'orso, dopo l'orso va, e si mangia la nonna... Dopo ci sono io, dopo io vado e l'orso io l'ammazzo... Dopo io me lo mangio, l'orso.
INTERVISTATORE – Permetta un momento che io commenti per i nostri ascoltatori le preziose informazioni che lei ci sta dando, signor Neander. Prima c'è l'orso! lei ha detto benissimo, affermando con grande chiarezza la priorità della natura bruta, del mondo biologico, che fa da scenario, è vero signor Neander?, che fa da lussureggiante scenario all'avvento dell'uomo, ed è quando l'uomo s'affaccia per così dire alla ribalta della storia, che inizia la grande avventura della lotta con la natura, prima nemica e poi man mano assoggettata ai nostri voleri, un plurimillenario processo che il signor Neander ha evocato così suggestivamente nella drammatica scena della caccia all'orso, quasi un mito della fondazione della nostra storia...
NEANDER – Ero io che c'ero. Mica te. C'era l'orso. Dove ci vado io ci viene l'orso. L'orso c'è tutt'intorno a dove ci sto io, se no, no.
INTERVISTATORE – Ecco. Mi pare che l'orizzonte mentale del nostro signor Neander comprenda solo la porzione del mondo che entra nella sua percezione immediata, escludendo la rappresentazione d'avvenimenti lontani nello spazio e nel tempo. L'orso è dove io vedo l'orso, egli dice, se non lo vedo io non c'è. Questo è certo un limite di cui vorremmo tener conto nel seguito della nostra intervista, evitando di porgli domande che esorbitino, è vero?, dalle capacità intellettuali d'uno stadio evolutivo ancora rudimentale...
NEANDER – Sei te. Cosa parli? Cosa sai? Il mangiare, no? è lo stesso mangiare che ci vado dietro io e che ci va dietro l'orso. Le bestie svelte il più bravo a pigliarle sono io; le bestie grosse il più bravo a pigliarle è l'orso. No? E dopo o è l'orso a portarle via a me o sono io a portarle via all'orso. No?
INTERVISTATORE – È chiarissimo, d'accordo, signor Neander, non c'è motivo perché lei s'innervosisca. È un caso diciamo di simbiosi tra due specie, una specie del genere homo e una specie del genere ursus; o meglio è una situazione di equilibrio biologico, se vogliamo: in mezzo alla ferocia spietata della lotta per la sopravvivenza, ecco stabilirsi come una tacita intesa...
NEANDER – E dopo, o è l'orso che m'ammazza, a me, o sono io che l'ammazzo, all'orso...
INTERVISTATORE – Ecco, ecco, la lotta per la sopravvivenza torna a scatenarsi, il più adatto trionfa, cioè non solo il più forte, il signor Neander, anche se ha le gambe un po' corte, è molto muscoloso, – ma soprattutto il più intelligente, e il signor Neander, nonostante la fronte dalla curvatura concava, quasi orizzontale, manifesta facoltà mentali sorprendenti... Questa è la domanda che volevo farle, signor Neander: c'è stato un momento in cui lei ha temuto che il genere umano soccombesse? Mi capisce, signor Neander, scomparisse dalla faccia della terra?
NEANDER – Mia nonna... Mia nonna per terra...
INTERVISTATORE – Il signor Neander ritorna su quest'episodio che deve essere una esperienza diciamo traumatizzante del suo passato... Anzi: del nostro passato.
NEANDER – L'orso per terra... Io mi sono mangiato l'orso... Io: mica te.
INTERVISTATORE – Volevo appunto chiederle anche questo: se c'è stato un momento in cui lei ha avuto la netta sensazione della vittoria del genere umano, la certezza che sarebbero stati gli orsi ad estinguersi, non noi, perché nulla avrebbe potuto fermare il nostro cammino, e che lei signor Neander si sarebbe un giorno trovato a meritare la nostra gratitudine, dico da parte dell'umanità giunta al più alto grado della sua evoluzione, gratitudine che io le esprimo oggi da questo microfono...
NEANDER – Mmm... Io se c'è da camminare cammino... se c'è da fermarmi mi fermo... se c'è da mangiare l'orso mi fermo e mangio l'orso... Dopo io cammino, e l'orso resta fermo, un osso qui, per terra, un osso lì, per terra... Dietro di me ci sono gli altri che vengono, camminano, fino dove c'è l'orso, fermo, gli altri si fermano, mangiano l'orso... Mio figlio morsica un osso, un altro mio figlio morsica un altro osso, un altro mio figlio morsica un altro osso...
INTERVISTATORE – È uno dei momenti culminanti della vita d'un clan di cacciatori che il signor Neander ci sta facendo rivivere in questo momento: il banchetto rituale dopo una fortunata impresa di caccia...
NEANDER – Mio cognato morsica un altro osso, mia moglie morsica un altro osso...
INTERVISTATORE – Come avete potuto sentire dalla viva voce del il signor Neander, anche se ha le gambe un po' corte, è molto muscoloso, – ma soprattutto il più intelligente, e il signor Neander, nonostante la fronte dalla curvatura concava, quasi orizzontale, manifesta facoltà mentali sorprendenti... Questa è la domanda che volevo farle, signor Neander: c'è stato un momento in cui lei ha temuto che il genere umano soccombesse? Mi capisce, signor Neander, scomparisse dalla faccia della terra?
NEANDER – Mia nonna... Mia nonna per terra...
INTERVISTATORE – Il signor Neander ritorna su quest'episodio che deve essere una esperienza diciamo traumatizzante del suo passato... Anzi: del nostro passato.
NEANDER – L'orso per terra... Io mi sono mangiato l'orso... Io: mica te.
INTERVISTATORE – Volevo appunto chiederle anche questo: se c'è stato un momento in cui lei ha avuto la netta sensazione della vittoria del genere umano, la certezza che sarebbero stati gli orsi ad estinguersi, non noi, perché nulla avrebbe potuto fermare il nostro cammino, e che lei signor Neander si sarebbe un giorno trovato a meritare la nostra gratitudine, dico da parte dell'umanità giunta al più alto grado della sua evoluzione, gratitudine che io le esprimo oggi da questo microfono...
NEANDER – Mmm... Io se c'è da camminare cammino... se c'è da fermarmi mi fermo... se c'è da mangiare l'orso mi fermo e mangio l'orso... Dopo io cammino, e l'orso resta fermo, un osso qui, per terra, un osso lì, per terra... Dietro di me ci sono gli altri che vengono, camminano, fino dove c'è l'orso, fermo, gli altri si fermano, mangiano l'orso... Mio figlio morsica un osso, un altro mio figlio morsica un altro osso, un altro mio figlio morsica un altro osso...
INTERVISTATORE – È uno dei momenti culminanti della vita d'un clan di cacciatori che il signor Neander ci sta facendo rivivere in questo momento: il banchetto rituale dopo una fortunata impresa di caccia...
E QUI L'INTERVISTA INTEGRALE CON LA VIVA VOCE DEL SIGNOR NEANDER
Gralli
