Ode alla notte

29.08.2026

Passigli, pregevole casa editrice, pubblica, fra le altre opere di grandi poeti, anche quelle di Neruda. Ode alla notte è uno dei volumi dedicati alle "odi elementari" uno dei momenti più alti della sua poesia, e certamente fra i più amati. La poesia delle odi nerudiane è dedicata oltre che alle cose più umili, ai grandi fenomeni naturali, che vengono riscoperti con la fanciullesca meraviglia della "prima volta," in un'atmosfera quasi magica. In questa selezione di "odi" il poeta si rivolge al tempo, a quello atmosferico e a quello nel quale scorrono le nostre vite, scandite dall'alternarsi della notte e del giorno, delle stagioni e dei mesi, ma anche alla pioggia, al vento, alla tormenta. Nascono così alcune delle poesie fra le più intense del grande poeta cileno, il cui linguaggio immaginifico e audace non smette mai di affascinarci e stupirci. 

Sfogliando il libro

 ODE ALLA NOTTE

Dietro
al giorno,
dietro a ogni pietra o albero,
dietro a ogni libro, notte,
tu galoppi e lavori
o riposi,
aspettando
fin quando le tue radici ritratte
fanno sbocciare i tuoi fiori e le tue foglie.
Come
una bandiera
sventoli nel cielo
fino a colmare non soltanto
i monti e i mari,
ma anche le più piccole cavità,
gli occhi
induriti del contadino affaticato,
il corallo nero
delle bocche umane
consegnate al sonno.
Corri libera
sul corso selvaggio
dei fiumi,
sentieri segreti ricopri, notte,
profondità di amori costellati
da corpi nudi,
crimini che spruzzano
con un grido d'ombra,
mentre i treni
corrono, i fochisti
alimentano con carbone notturno il fuoco rosso,
l'affaccendato impiegato di statistica
s'è cacciato in un bosco
di foglie pietrificate,
il fornaio impasta
la bianchezza.
Anche la notte dorme
come un cavallo cieco.
Piove
da nord a sud,
sopra i grandi
alberi della mia patria,
sopra i tetti
di lamiera corrugata,
suona
il canto della notte,
pioggia e oscurità sono i metalli della spada che canta,
stelle e gelsomini
vigilano
dalla nera altura,
segnali
che poco a poco
con lentezza di secoli
capiremo.
Notte, notte mia,
notte di tutto il mondo,
hai qualcosa
dentro di te, rotonda
come un bimbo che sta per nascere, come un seme
che germoglia,
è il miracolo,
è il giorno.
Sei più bella
perché alimenti col tuo sangue scuro
il papavero che sboccia,
perché lavori con gli occhi chiusi
perché gli occhi si aprano,
perché l'acqua canti,
perché risuscitino 
le nostre vite. 

Józef Chełmoński, Notte stellata, 1888 

ODA A LA NOCHE

Detrás
del día,
de cada piedra y árbol,
detrás de cada libro,
noche,
galopas y trabajas,
o reposas,
esperando
hasta que tus raíces recogidas
desarrollan tu flor y tu follaje.
Como
una bandera
te agitas en el cielo
hasta llenar no sólo
los montes y los mares,
sino las más pequeñas cavidades,
los ojos
férreos del campesino fatigado,
el coral negro
de las bocas humanas
entregadas al sueño.
Libre corres
sobre el curso salvaje
de los ríos,
secretas sendas cubres, noche,
profundidad de amores constelados
por los cuerpos desnudos,
crímenes que salpican
con un grito de sombra,
mientras tanto los trenes
corren, los fogoneros
tiran carbón nocturno al fuego rojo,
el atareado empleado de estadística
se ha metido en un bosque
de hojas petrificadas,
el panadero amasa
la blancura.
La noche también duerme
como un caballo ciego.
Llueve
de Norte a Sur,
sobre los grandes
árboles de mi patria,
sobre los techos
de metal corrugado,
suena
el canto de la noche,
lluvia y oscuridad son los metales
de la espada que canta,
y estrellas o jazmines
vigilan
desde la altura negra,
señales
que poco a poco
con lentitud de siglos
entenderemos.
Noche,
noche mía,
noche de todo el mundo,
tienes algo
dentro de ti, redondo
como un niño
que va a nacer, como una
semilla
que revienta,
es el milagro,
es el día.
Eres más bella
porque alimentas con tu sangre oscura
la amapola que nace,
porque trabajas con ojos cerrados
para que se abran ojos,
para que cante el agua,
para que resuciten
nuestras vidas.

Edvard Munch, Notte stellata, 1922-1924

Gralli

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