Repertorio dei matti della letteratura russa

11.07.2026

Questo, per me che amo libri insoliti, bizzarrie letterarie e stranezze assortite su carta o in digitale, è stato un gran bel regalo. Un libro che non si lascia intrappolare in una classificazione: non è un'antologia, ma anche sì; non è una raccolta di aneddoti, ma anche sì; non é un compendio di scrittori, ma anche sì; non è un catalogo di titoli, ma anche sì; non è un libro di quiz letterari, ma anche sì. Se ne infischia del principio di non contraddizione e lascia al lettore decidere il genere e la collocazione, nel mio caso nella libreria digitale. Il lettore è anche libero di leggere a saltabecco, infatti il libro è strutturato in piccoli testi separati che alludono ad uno scrittore, a un titolo, a un personaggio, che non viene nominato, lasciando a chi legge il piacere di indovinare. Se non si riesce, una nota fornisce la soluzione. Altro vantaggio: si può lasciare e riprendere senza timore di spezzare il filo. Un rischio però va segnalato: il rimando a tanti libri curiosi e accattivanti potrebbe avere serie ripercussioni sul vostro bilancio.  

Sfogliando il libro

Questo libro è stato scritto tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020, e è il prodotto di due seminari, ai quali hanno partecipato 53 persone, [...] .
Ciascuno degli individui che hanno partecipato ai seminari si è preso l'impegno di leggere (o rileggere) almeno quattro romanzi russi, o saggi, o biografie che parlano di letterati o di letteratura russa, e di tirarne fuori i personaggi strampalati che, per semplificare  [...] abbiamo chiamato 'matti della letteratura russa'.
Ciascuno dei partecipanti ha scelto, quindi, nei libri che ha letto, i matti che gli piacevano di più, li ha raccontati, alla fine abbiam scelto quelli che ci sono sembrati i più convincenti, li abbiamo montati, e il libro è qui; non è un libro esaustivo, se ne potrebbe scrivere un secondo volume, e un terzo, e un quarto, e forse anche un quinto, e un sesto, e un settimo, e un ottavo, intanto noi cominciamo...

Aleksandr Sergeevič Puškin, padre della letteratura russa moderna 

Una piccola scelta di matti che rimandano a libri interessanti

2. SI ERANO CONVERTITI

Uno si era fatto lanciare nello spazio ed era tornato. Siccome era stato il primo essere umano ad andare lassù, aveva parecchio da raccontare. A un certo punto aveva detto: 'Non ho visto nessun Dio'. Poco dopo aveva iniziato a ricevere centinaia di lettere di ex credenti che si erano convertiti all'ateismo dopo averlo ascoltato.

(Jurij Gagarin, Non c'è nessun dio quassù: l'autobiografia del primo uomo a volare nello spazio, Roma, Red Star Press 2013)

56. EPITTETI

C'era una che era moglie di uno scrittore di fama mondiale, che a tempo perso era anche filosofo, educatore e attivista sociale e con lui aveva avuto tredici figli che aveva allattato tutti personalmente adeguandosi alla pretesa del marito che non concepiva l'idea di usare almeno una volta ogni tanto una balia. Questa donna, oltre a fare la madre di tredici figli, aveva fatto anche da copista al marito per alcuni dei suoi manoscritti, arrivando certe volte a riscriverli sette volte di seguito. Questa donna, oltre a fare la madre di tredici figli e delle volte la copista per il marito, teneva anche un diario: lì sopra ha scritto molte cose sui quarantotto anni di vita assieme a questo scrittore che a tempo perso fu anche: filosofo, educatore e attivista sociale. Ha scritto per esempio che per minacciarlo una volta gli aveva detto così: 'Dato che non posso vivere senza di te, se parti ti uccido', e poi aveva scritto anche: 'Se potessi ucciderlo, e poi ricrearlo esattamente eguale, lo farei con piacere'.
E ancora: 'Nella nostra casa c'è tanto dolore e tutti intorno non fanno che festeggiarci'.
E poi: 'Per il genio bisogna creare un ambiente tranquillo, allegro, comodo; al genio bisogna dare da mangiare, bisogna lavarlo, vestirlo, bisogna trascrivere le sue opere un numero infinito di volte, bisogna amarlo, non fornire pretesti alla sua gelosia, perché sia tranquillo; bisogna nutrire ed educare gli innumerevoli figli che il genio procrea, con cui però si annoia e non trova il tempo di stare, perché deve comunicare con i vari Epitteti, Socrati, e Budda e deve lui stesso tentar di diventare uno di loro'.

(Sof'ja Tolstaja, I diari 1862 - 1910,  La Tartaruga 2010)

Sof'ja Tolstaja 

93. TUTTO INSIEME

Uno che non era mai stato all'estero, era stato nello spazio e il mondo, alla fine, lo aveva visto tutto insieme, da lassù.

(Jurij Gagarin, Non c'è nessun dio quassù: l'autobiografia del primo uomo a volare nello spazio,  Roma, Red Star Press 2013)

102. REGALI PERFETTI

Uno, che si chiamava Daniil Charms, diceva che si potevano distinguere i regali imperfetti dai regali perfetti. Per esempio se a una persona si regalava il coperchio di un calamaio, quella persona ce l'aveva un calamaio? Oppure, se si regalava il calamaio con il coperchio, quella persona ce l'aveva un tavolo su cui appoggiare il calamaio? Se il festeggiato aveva già un tavolo, allora il calamaio era un regalo perfetto. Così pure se il festeggiato aveva già un calamaio, per lui anche solo il coperchio poteva essere il regalo perfetto. E, seguendo questo ragionamento, erano regali perfetti gli ornamenti del corpo nudo, come anelli, braccialetti, collane. Questo, naturalmente, se il festeggiato non aveva qualche menomazione fisica.

(Daniil Charms, Casi, cura e trad. di Rossana Giacquita, Milano, Adelphi 2008)

123. LEGGERO

Uno, che si chiamava Viktor Šklovskij, era innamorato di una donna che non aveva tempo per lui.
Questa donna gli aveva dato il permesso di scriverle purché non le scrivesse d'amore.
Lei gli scriveva 'Io non ti amo e non ti amerò'.
E lui le scriveva 'Non vale la pena di piangere, vedi, io sono allegro e leggero, come un ombrello estivo'.

(Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d'amore,  Sellerio 2002 )


138. UNA COSA E L'ALTRA

Uno, che era un medico, si chiedeva: 'E se mi portano una donna che ha un parto distocico? O un malato con un'ernia strozzata? Che cosa faccio?' Poi continuando a parlare da solo diceva: 'Consigliatemi, siate buoni'. Diceva che si era laureato con la lode quarantotto giorni prima e che la lode era una cosa e l'ernia un'altra.

(Michail Bulgakov, Memorie di un giovane medico, Marcos y Marcos 2017)  

Gralli

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