Si fa presto a dire libro

01.04.2026

Dipinto ca 1500 - ca 1525

A prima vista.

Gruppo di fogli, tenuti insieme, contenenti uno scritto.

Etimologia

Libro, dal latino liber, è la pellicola che si trova, nell'albero, fra la corteccia e il legno propriamente detto. Francese livre. Spagnolo libro. Portoghese livro. Sta ad indicare il primo supporto per la scrittura, e per la lettura.

Alcuni umanisti italiani, partiti alla ricerca di testi dell'Antichità classica nella biblioteca del monastero di San Gallo, vi scoprono nel 1416 un libro fatto di corteccia d'albero: alcuni tipi di corteccia erano chiamati in latino libri e secondo san Girolamo i libri dovevano a questo il loro nome. (Frédéric Barbier Storia del libro in Occidente)

In greco libro, inteso come opera letteraria, come contenuto, si dice biblion (βιβλίον); invece bíblos (Βίβλος) è il nome dato alla corteccia interna del papiro, materiale usato come supporto per la scrittura; la parola biblos divenne, per estensione, sinonimo di "libro" quale oggetto fisico. Noi usiamo tante parole che derivano dalla radice biblio- greca: biblioteca, bibliotecario, bibliomane, bibliofilo, bibliologia, bibliografia…

In inglese la parola "book" deriva dall'antico inglese "bōc" a sua volta derivato dalla radice germanica "*bōk-", parola che ricorda "beech" , faggio. Se ne deduce che le prime scritture delle lingue indoeuropee probabilmente venivano incise su legno di faggio. In maniera analoga, la parola, latina codex, codice, col significato di libro nel senso moderno (rilegato e con pagine separate), originariamente significava "blocco di legno" tavola.

Tanti tipi di libri nella storia

Il libro di argilla è vecchio di più di 5000 anni. I Sumeri inventano il primo sistema di scrittura documentato: la scrittura cuneiforme.

I segni sono incisi con uno stilo, asticella a punta triangolare, a forma di cuneo, sull'argilla fresca che veniva fatta essiccare al sole, argilla cruda, o in forno terracotta.
La prima lingua scritta in cuneiforme fu il sumero; il sistema fu poi usato, con variazioni, dagli Accadi, una popolazione semita. Si diffuse poi per scrivere diverse altre lingue del Vicino Oriente antico.

Il Papiro fu usato per 4000 anni. Circa 2000 anni prima di Cristo, gli Egizi cominciano a scrivere sui rotoli di papiro, ricavati dal midollo di questa pianta che cresce lungo le sponde del Nilo.

Col midollo, pressato, incollato e asciugato, si otteneva un foglio su cui si poteva scrivere con una canna affilata. I singoli fogli, una sorta di carta, incollati in sequenza, venivano arrotolati e conservati dentro tubi di legno. Questo supporto per la scrittura si diffuse su una vasta area geografica, venne sostituito dalla carta ottenuta dalla lavorazione degli stracci molto meno costosa.
Da papiro derivano alcune parole per indicare la carta: paper, inglese; papier in francese e tedesco; papel in spagnolo. In italiano papiro è usato per alcuni documenti, o in senso ironico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Papiro

La pergamena o cartapecora: una membrana di pelle di animale essiccata, pulita e stirata, fino ad ottenere una superficie sottile, liscia, resistente, elastica.

 Deve il suo nome alla città di Pergamo, nell'Asia Minore, nella quale secondo una tradizione, non confermata, venne introdotta nel II secolo a.C. quando l'Egitto cessò le esportazioni di papiro verso questa città, la cui biblioteca faceva concorrenza a quella di Alessandria. Non ebbe grande diffusione nel mondo antico, il papiro era molto più abbondante ed economico; cominciò a diffondersi a partire dal V secolo a.C. e divenne il supporto di scrittura principale nel Medioevo, rimase in uso fino al XIV secolo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pergamena

Le tavolette di cera, gratta e riscrivi venivano usate usate nell'antica Roma e in Grecia a mo' di quaderno; tenute insieme da corda o filo di ferro.

Due tavolette erano dette diptychum, tre triptychum, più di tre polyptychum. Molto più pratiche rispetto alla tavoletta di argilla o al rotolo di papiro erano ricoperte con più strati di cera, venivano incise con la punta di uno stilo, potevano essere raschiate e riutilizzate

Una tappa importante verso la forma moderna del libro si ha con il codice, dal latino caudex, poi codex, un nome che significa tavola, blocco di legno. Originariamente i codici erano le tavolette incerate, sovrapposte e legate fra loro un po' come i moderni quaderni ad anello. In seguito queste vennero sostituite da fogli protetti. Per approfondire:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_(filologia)

Fra il 400 e il 600 d.C. appaiono i primi manoscritti miniati su fogli di pergamena, vergati a mano dai monaci, impreziositi da oro e argento e da illustrazioni di finissima fattura.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Manoscritto

Nel VI secolo d.C., in Cina si sperimentano le prime stampe realizzate con un blocchetto di legno, scolpito in rilievo, intriso di inchiostro e premuto sul foglio come un timbro. La carta era conosciuta già dal 105 d.C.

I caratteri mobili vengono inventati in Cina, i primi sono realizzati in argilla, nel 1041, dal tipografo Bi Sheng; nel 1298, ad opera di Wang Zhen, saranno costruiti in legno.

https://www.provincia.bz.it/fp/gutenberg/approfondimenti/app3.html

In Europa il sistema di stampa sarà perfezionato dall'orafo tedesco Johannes Gutenberg. Il primo libro stampato, la "Bibbia di Gutenberg", uscì dai torchi il 23 febbraio 1455 con una tiratura di 180 esemplari. Oggi se ne conservano una ventina.

Nel 1501 l'editore Aldo Manuzio dà alle stampe i primi tascabili dei classici in greco e in latino. Il nuovo formato è più economico, maneggevole, facilmente trasportabile, accessibile ad un maggior numero di persone. A Manuzio si deve anche l'introduzione del corsivo.

Dicendo libro pensiamo subito al libro stampato, ma ci sono anche libri manoscritti; un libro può avere una forma esteriore diversa, può essere in rotolo, in latino volumen sing. volumina plur. da cui il nostro volume, usato come sinonimo di libro. Grazie alle tecniche informatiche il testo può essere riprodotto in supporti digitali, si parla allora di libro elettronico, ebook.

https://it.wikipedia.org/wiki/E-book#/media/File:Cybook_Opus_Bookeen.jpg

Il luogo dove si conservano i libri è la biblioteca, ma qui si trovano anche manoscritti, raccolte di periodici, di quotidiani, documenti d'archivio; mediateche, ovvero raccolte di vari prodotti multimediali: videocassette, CD, DVD, film in pellicola e digitali.
Come si vede al termine libro corrispondono oggetti fisici di forme molto diverse, ma la stessa parola si estende pure al contenuto, al testo.
Il libro non è solo un oggetto materiale, ma anche un oggetto intellettuale: un libro di Italo Calvino, di Elsa Morante. In questo caso è al contenuto che ci riferiamo quale che sia il supporto.

La scienza che studia i libri, in quanto oggetti, e nel loro sviluppo storico, è la bibliologia, un tempo si diceva anche bibliografia; oggi però questo termine sta ad indicare l'elenco dei libri su un dato argomento, di un certo autore, o quelli che vengono riportati come fonti consultate in un saggio.
Tuttavia, al di là di ogni tipologia e di ogni definizione di libro, ciò che veramente interessa è il rapporto del testo scritto con il contesto sociale, con i valori culturali, morali, economici del tempo; sia che si tratti di un prodotto coevo, che trasmesso dalla tradizione. Quindi per libro si deve intendere qualunque supporto che rechi un testo scritto, ottenuto con qualsivoglia tecnica. Il contenuto di una tavoletta sumerica o di un papiro egizio, che abbiano qualche motivo di interesse per noi, sono da considerarsi libri, a prescindere dal supporto utilizzato.  

Reinterpretazione del Narciso di Caravaggio. Fonte https://emiliaszewczyk.blogspot.com/2011/10/archipelag.html


Gralli



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