Strenne Italiane "pel capo d'anno"
In principio era l'almanacco, pubblicazione annuale di illustre e antica ascendenza.
I primi almanacchi di cui si ha notizia risalgono al 1088, ma già in epoca romana, a inizio d'anno, venivano esposti in pubblico, sotto forma di iscrizioni su pietra, i Menologia rustica, almanacchi contenenti consigli e istruzioni di vario genere riguardanti l'agricoltura e gli eventi stagionali, naturali e religiosi.

L'almanacco, detto anche lunario, è una pubblicazione annuale simile al calendario, contenente per ciascun mese svariate informazioni. Indicazioni astronomiche, levata e tramonto del sole, fasi lunari; consigli per l'agricoltura, notizie su fiere e mercati, date delle festività; nozioni popolari di medicina, previsioni e oroscopi; racconti ingenui di accadimenti vari avvenuti nel mondo e novelle; proverbi, passatempi. Ancora oggi, dal '700, viene pubblicato il popolarissimo Barbanera di Foligno, e il Frate indovino risalente al 1945.
Non sempre almanacchi e lunari erano pubblicazioni di scarso valore per il popolo, ci furono anche intellettuali e scrittori che ne promossero alcuni con intenti educativi e culturali, e non di rado, prima dell'unità d'italia

Frontespizio di un antico almanacco dell'astrologo Barbanera di Foligno

L'almanacco a sua volta è una sorta di antenato comune dal quale si sono distaccati i rami delle Strenne¹ Letterarie e dei racconti di Natale. Citiamo dalla prefazione dell'antologia Cattivo Natale a cura di Riccardo Reims; il curatore del libro a sua volta cita un articolo ottocentesco di :
" Sull'aprirsi del 1832 un gran fenomeno pose in trambusto la repubblica letteraria, o per meglio dire un nuovo titolo apparve a far mostra di sé nelle vetrine dei libraj e sugli angoli delle contrade".
Alla commozione del pubblico fa eco l'esaltazione dei critici che salutano "un nuovo rinascimento della letteratura italiana".
Ma cosa è accaduto? La casa editrice Vallardi, ancor oggi sulla breccia, ha pubblicato come Strenna Italiana "pel capo d'anno" un libro che si discosta dalla tradizione consolidata dei libriccini di capodanno, gli almanacchi destinati a un pubblico popolare, miscellanee di "poesiole, informazioni per il raccolto, consigli di cucina ed economia domestica, nozioni di astronomia di seconda mano, proverbi e argutezze popolari…" Modesti prodotti "male scritti e peggio stampati". Si tratta di una pubblicazione intitolata Non ti scordar di me:
"vaghissimo emblema di un fiore, che comprendeva in sé un intero romanzo amoroso, e che si raccomandava particolarmente al cor gentile delle innamorate di quindici anni e dei lioni in aspettativa. La moltitudine pianse di tenerezza alla storia di quel cavaliere, che per cogliere il fiorellino prediletto dalla sua innamorata cadde nel fiume e s'annegò; le signore adottarono il fiore sui loro abiti e sui loro ornamenti, e gli uomini comperarono la strenna. Dal banco della crestaja fino al tavolino intarsiato e profumato, si vide il "Non ti scordar di me" spiegare il suo lusso di disegni e di dorature. Si vegliarono le notti per leggerlo, si dimenticarono i balli e i convegni amorosi".

Il Non ti scordar di me si presenta con una veste elegante e pretenziosa: lussuosamente rilegato in velluto rosso con impressioni in oro, arricchito da illustrazioni, fregi e capilettera policromi.
Seguiranno poi altre "fastose strenne" dalle preziose rilegature, eleganti e frivoli ninnoli augurali dagli appariscenti involucri che "con signorilità d'intenti lusingano e inteneriscono i cuori femminili" con titoli ammalianti.
Ne ricordiamo alcuni: La viola del pensiero, Sorrisi e lacrime, La Rosa e la Viola, Fior di pensiero, Carezze e Schiaffi, Canestro di fiori, Strenna Femminile, Strenna della Mamma, Strenna Romantica, Simbolo d'amicizia.

Grande successo di pubblico, tuttavia non mancano le critiche severe a queste pubblicazioni, di bell'apparenza, ma "al di dentro vuote e leggiere come farfalle".
Questi fascicoli ospitano "penne alla moda", ma anche scrittori di un certo peso, quali Luigi Carrer, Silvio Pellico, Niccolò Tommaseo per esempio. Nonostante ciò, l'impressione che se ne ricava è quella di disorganiche miscellanee che sollecitano la "disposizione a un uso facile, svagato ed evasivo". Il genere strenna avrà comunque lunga vita, le sue pubblicazioni continueranno per tutto il secolo.

La Strenna Italiana, tuttavia, non è un prodotto originale, la sua ascendenza deve essere fatta risalire al 1820, quando in Inghilterra iniziò una moda di regalare per il nuovo anno un libriccino contenente consigli, poesie, racconti: il Keepsake, che ricordava l'almanacco o il tascabile, ma queste erano pubblicazioni economiche, di scarso valore artistico, le strenne, al contrario, erano raffinati libriccini illustrati, più grandi di un almanacco, ma più piccoli dei libri normali; le copertine avevano fregi in oro, le legature erano di pregio, il contenuto, opera di scrittori alla moda, era di un certo valore letterario.
I titoli erano molto rappresentativi: Forget me not, Friendship's offering o Literary souvenir, Bijou, Amulet, Book of Beauty. Da noi arrivarono per via indiretta, attraverso le étrennes francesi.
La moda non ebbe vita lunga, diversamente da quanto accadde in Italia, i costi di produzione superavano di parecchio gli introiti.

Dobbiamo ora tenere a mente un'altra data ancora, 1852: arriva la traduzione del Canto di Natale di Dickens e, come accaduto in patria, anche da noi cominciano a proliferare i racconti a tema natalizio. Parallelamente alle Strenne Italiane, si vanno affermando numeri-strenna a cura delle principali riviste e testate europee che commissionano a mondani scrittori di successo, ma anche a firme prestigiose, racconti di argomento natalizio. L'ambizione è quella di farne "veri" libri, "ispirati a nobili principi", ad uso delle famiglie e dei giovani. Letteratura di genere, di largo consumo, consolatoria, per soddisfare le aspettative del pubblico avvezzo all'ormai tradizionale appuntamento con le pubblicazioni sentimental-natalizie. Sempre più spesso questi racconti si affrancheranno dall'occasionalità delle pubblicazioni festive acquisendo valore autonomo. Tuttavia, nel clima sereno e festoso della ricorrenza più attesa dell'anno, si insinueranno ombre inquietanti che daranno vita ad un Natale più cupo, a un Cattivo Natale appunto, come vedremo nella puntata successiva.
(continua)
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1 La strenna, o strenna natalizia, è un regalo che si usa fare o ricevere a Natale o in occasione di festività particolari, di ricorrenze annuali.
Tale usanza discende da una consuetudine degli antichi romani, che si scambiavano doni augurali durante il periodo dei Saturnalia, che si celebravano a Roma dal 17 al 23 dicembre. Durante i festeggiamenti in onore del dio Saturno, lo scambio di doni aveva un preciso significato simbolico: sostituire, temporaneamente, l'ordine prestabilito della società gerarchica con uno fondato sui valori della reciprocità e della generosità.
Il termine "strenna" deriva dal latino strēna, probabilmente di origine sabina, con il significato di "presagio, augurio" e, conseguentemente, di "regalo di buon augurio". Secondo Varrone, l'uso delle strenae, ad indicare i doni augurali scambiati in occasione dei Saturnalia, risale alla fondazione dell'Urbe, quando Tito Tazio, re sabino, poi re di Roma, raccolse, per primo, il ramoscello di una pianta (arbor felix) posta nel bosco sacro della dea Strenia, come buon auspicio per il nuovo anno.
Da questa consuetudine venne mutuata nel corso del XIX secolo la definizione di "strenne editoriali" o "libro strenna", col significato di libri o edizioni pubblicate in prossimità delle feste, in particolare, natalizie, in cui è costume scambiarsi i regali. Si tratta di edizioni particolari, più curate e con finiture di lusso, che, generalmente, vengono poste sul mercato nella prima settimana di dicembre, con lo scopo di fungere da tradizionale regalo per le festività natalizie. (Fonte Biblioteca Bertoliana)
Di diverso parere Il Tommaseo, che fin dal '38, nel Dizionario dei Sinonimi, registra Strenna quale nome dato a "certi almanacchi, non tanto per rinfrescare un'antica voce latina e italiana, quanto per imitare (solito vezzo, peste d'Italia) les étrennes di Francia". Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Strenna
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