Tutto Conte

Vengo via con te
Un libro per approfondire la conoscenza di questo straordinario autore-cantante (come egli stesso ama definirsi), dal punto di vista musicale, ma soprattutto, da quello letterario, perché quelli di Conte non sono semplici testi di canzoni, per quanto poetici, al pari di quelli di molti cantautori; sono delle storie, dei racconti; sono la rappresentazione di piccoli mondi di provincia, di situazioni piccolo-borghesi; sono la rievocazione di un' epoca che non esiste più, quella delle sale da ballo e dei loro pittoreschi e un po' patetici frequentatori; sono visioni di luoghi esotici, lontani, forse visitati o forse solo immaginati; tutto questo raccontato con un duplice registro, ironico e affettuoso: quello della musica, eclettica, ispirata a diversi generi, e quello della parola, che si avvale di metafore e accostamenti arditi, al limite dell'ermetismo, ma sempre di grande suggestione ed espressività. Una considerazione a parte va fatta per le canzoni d'amore, un amore buio, crepuscolare, malinconico, non di rado clandestino e forse un po' squallido, straziante perché consapevole della propria precarietà, ma non per questo meno intenso e passionale: l'amore di queste canzoni non ha nulla di convenzionale, è quello che la gente vive nella quotidianità, è la sensualità delle vite disperate.
I testi di Conte, affilati e asciutti, privi di ogni retorica, scavano nell'anima portando a nudo sofferenza e disperazione, ma mai tragedia, rimanendo sempre nella mediocrità della routine, che è poi quella che caratterizza la vita degli uomini comuni. Il libro è suddiviso secondo gli album, per ogni canzone una scheda che ne illustra le caratteristiche, questa struttura consente una lettura non lineare, ma episodica secondo il brano che interessa. Una interpretazione puntuale e appassionata, che consente un ascolto più consapevole e completo.

Dipinto di Paolo Conte, Supercharleston al piano da Razmataz
Come mi vuoi...Cosa mi dai...Dove mi porti tu?Mi piacerai...Mi capirai...Sai come prendermi?
Dammi un sandwich e un po' d'indecenzae una musica turca anche lei,metti fore che riempia la stanzad'incantesimi e di spari e petardieh... come mi vuoi?...che si senta anche il pullman perdutouna volta lontano da quie l'odore di spezie che ha il buiocon noi due dentro al buio abbracciatieh... come mi vuoi?
C'era tra noi un gioco d'azzardoMa miente ormai nel lungo sguardoSpiega qualcosa, forse soltantoCerte parole sembrano piantoSono salate, sanno di mareChissà tra noi, si trattava d'amore
Ma non parlo di te, io parlo d'altroIl gioco era mio, lucido e scaltroIo parlo di me, di me che ho godutoDi me che ho amato e che ho perdutoE trovo niente da dire o da farePerò tra noi si trattava d'amore
C'era tra noi un giocco d'azzardoGioco di vita, duro e bugiardoPerché volersi e desiderarsiFacendo finta di essersi persiAdesso è tardi e dico soltantoChe si trattava d'amore, e non sai quanto
Lo so, lo so che questo non è cipria, è sorrisoE sì, che non è luce, è solo un attimo di gloriaE riguarda me, che sono qui davanti a te sotto la pioggiaMentre tutto intorno è solamente pioggia e Francia
Chissà cosa possiamo dirci in fondo a questa luce
Quali parole, luce di pioggia e luce di conquista
Hum, lasciamo fare a questo albergo ormai così vicino
Così accogliente, dove va a morir d'amore la gente
Dararà, dari-rararà
Io e te, chissà qualcuno ci avrà pure presentati
E abbiamo usato un taxi, più un telefono, più una piazza
Io e te, scaraventati dall'amore in una stanza
Mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia
Scuserai questo inverno di foglieE i pensieri cheVanno scalzi per lontane vieVia da te… via da me
È un privilegio stare con teDolce persona vicino a me
Sentirai tra le ditaIl respiro e la voce miaChe ti invita al mare o quel che siaSentirai, sentirai
È un privilegio stare con teTutto è distante niente lo è
È un sortilegio vivere in teDolce persona vicina a me
Le frasi dell'amore sempre ugualiLe stesse ormai per tuttiQuesta stanza si è annoiataOscilla misterioso il lampadarioMa questo è secondarioE dopo tutto è anche normale
Il meglio che noi due sappiamo dareChissà se l'abbiam datoForse sì o forse noO forse è ancora tutta da giocareUmana e malandrinaLa partita tra di noi
Sì, ma più che pensarti e pensartiEventualmente incontrarti vorreiE più che scriverti e telefonartiEventualmente baciarti vorrei
C'è, sì, molto più gusto a lasciareChe l'anima gridiTra le mani entusiasmateChe dicono parole mai sentiteIn genere inventateSul momento, là per là
Non vedo, tra parentesi, nessunoPartito da lontano per esistere con mePiuttosto, tutto questo può servirePer dire un'altra cosa, sìMa chi si ricorda più?
Sì, ma più che pensarti e pensartiEventualmente incontrarti vorreiE più che scriverti e telefonartiEventualmente baciarti vorrei
Più che scriverti e telefonartiEventualmente toccarti vorreiPiù che scriverti e telefonartiEventualmente baciarti vorrei
Memorabile... Frasi d'amore scritte a macchina...
la nostra storia in quattro pagine...
che, raccontata ci puo' perdere...
Ah, formidabile... Il tuo avvocato e' proprio un asino
no, certe cose non si scrivono...
che poi i giudici ne soffrono...
eh, eh,
eh... Rido perche',
a parte lo stile del tuo legale,
sono parole tue
d' amore scritte a macchina,
baby, baby, van tanto bene per me...
Gralli
