Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio

L'epica di un diseredato della terra
Chi è Remo Rapino? È uno Scrittore, con la maiuscola. Per essere uno Scrittore non basta raccontare una bella storia; tessere una trama che tenga avvinto il lettore, curioso di sapere come va a finire; né basta farlo ridere (cosa peraltro non facile) o farlo piangere e lavargli la coscienza, come fan quasi tutti.
Uno Scrittore racconta, certamente, ma non si limita a ritrarre il mondo, vero o di fantasia, lo Scrittore al tempo stesso ritrae e trasfigura la realtà, le conferisce un volto nuovo, una dimensione più alta, universale, metafisica, che oltrepassa il tempo e la contingenza.
Tutto questo lo sanno fare in pochi, i veri Scrittori, e Rapino lo è. Il suo è un romanzo epico che narra le gesta di un eroe misero e solitario la cui avventura è attraversare la foresta più misteriosa e perigliosa di tutte: la vita. Resistendo caparbiamente ai colpi più duri , "ai segni neri" del suo destino, Bonfiglio Liborio arriva fino al traguardo degli ottant'anni, ma la sua impresa non è finita: ora sente che deve riviverla quella sua vita, in una lunga cavalcata nella memoria, per darle un senso e dominarla con la consapevolezza della parola. L'ininterrotto flusso di coscienza che costituisce il racconto di Liborio tuttavia, non è una meditazione individuale, circoscritta alle sue vicende personali: ma è una visione grandiosa, epica appunto, del secolo turbolento e doloroso nel quale si è svolta la sua esistenza segnata dal dolore, dall'ineguaglianza e dallo sfruttamento. Liborio è l'eroe invincibile della storia, l'eroe straccione che rappresenta i diseredati della terra di tutti i tempi; ma l'altro grande protagonista di questo straordinario romanzo è il linguaggio: turbinoso, caleidoscopico, sferzante, che con un registro perfetto, che sarebbe riduttivo definire dialettale, accompagna la cavalcata interiore dell'eroe.

Remo Rapino
Un adattamento dell'incipit è recitato con straordinaria intensità da Fabrizio Gifuni
nel testo originale abruzzese
Qui ne è riportata una parte
Mò, quelli là, gli altri, tutta la gente di sto cazzone di paese, vanno dicendo che sono matto. E mica da mò, che me lo devono dire loro, quelli là, gli altri, tutta la gente di sto cazzone di paese che sono matto. Pure io lo so, e sempre ci penso, notte e giorno, d'inverno e d'estate, ogni giorno che il Padreterno fa nascere e morire, con la luce e con lo scuro, ci penso, che c'ho sempre pensato per vedere di capire come mai sta coccia mia da quasi normale s'è fatta na cocciamatte, tutta na matassa sgarbugliata fuori di cervello. Che poi è come se uno cammina dritto e di botto a un bivio tutto storto come una serpe gli s'intreccica la sguardatura e cambia strada che manco se ne accorge, e così di botto ti ritrovi in un posto che non hai mai visto prima di allora, che non riconosci niente, non capisci le case, gli alberi, le facce delle persone, le voci, manco le voci e ti si stona pure la voce bella di tua madre, e non sai ritrovare manco la fontana della piazza grande, che pure è grossa, e dopo i piccioni per dispetto ti cacano sulla testa, non ritrovi manco la casa dove sei nato con quel portonaccio di legno vecchio tutto sgarrupato, che i tarli ci fanno le case popolari, ci fanno, e se lo sugano pezzo pezzo, che pure la ruggine e la muffa si mangiano quei tarli. Può succedere. A me mi pare che così mi è successo pure a me. Può essere pure che tutto è cominciato proprio quando sono calato al mondo, almeno a sentire quello che mi raccontava mia mamma, che mio padre manco so chi è e dove sta adesso, se campa ancora, se s'è morto come un povero cristo disgraziato che era, perché ci era un povero cristo disgraziato e sfortunato. Chi se lo ricorda dice che se n'andò alla Merica, all'Argentina o allo Brasile, da qualche parte dopo il mare, ma un mare grande, mi dicono, ma io che ne posso sapere dopo tanto tempo. Quanto sarà grande quel cazzo di mare?
Su invito della casa editrice molti si sono cimentati nella lettura, in vari dialetti italiani, perché Liborio appartiene a tutte le regioni del nostro composito Paese. Qui un campionario, ma in rete si trovano altri video.
Gralli
