Il Piccolo Principe 5

Terra! Terra!
QUINTA PARTE
Riprendiamo l'analisi del racconto dalla partenza del piccolo principe; come detto visiterà sei asteroidi ciascuno abitato da un personaggio, ne daremo conto più avanti. Il suo settimo approdo è sulla Terra dove ha avuto la triste rivelazione riguardo alla sua rosa, ma le avventure non sono finite.
Il settimo pianeta fu dunque la Terra.
La Terra non è un pianeta qualsiasi! Ci si contano cento e undici re (non dimenticando, certo, i re negri), settemila geografi, novecentomila uomini d'affari, sette milioni e mezzo di ubriaconi, trecentododici milioni di vanitosi, cioè due miliardi circa di adulti.
E i bambini? Gli adulti sono l'ossessione dello scrittore. Una brava persona fra tutti questi proprio no, eh?
Per darvi un'idea delle dimensioni della Terra, vi dirò che prima dell'invenzione dell'elettricità bisognava mantenere, sull'insieme dei sei continenti, una vera armata di quattrocentosessantaduemila e cinquecentoundici lampionai per accendere i lampioni. Visto un po' da lontano faceva uno splendido effetto. I movimenti di questa armata erano regolati come quelli di un balletto d'opera. [...]
Gli uomini occupano molto poco posto sulla Terra. Se i due miliardi di abitanti che popolano la Terra stessero in piedi e un po' serrati, come per un comizio, troverebbero posto facilmente in una piazza di ventimila metri di lunghezza per ventimila metri di larghezza. Si potrebbe ammucchiare l'umanità su un qualsiasi isolotto del Pacifico.
Monsieur de Saint-Exupéry, ogni tanto i numeri vengono bene anche a lei! Oggi dovrebbe aggiornare i suoi calcoli, ma non possiamo darle torto, specie se paragoniamo la nostra specie agli insetti; nel calcolo dei danni al pianeta, però, vinciamo noi.
il piccolo principe è appena arrivato sulla Terra e il primo essere vivente che incontra è un serpente, un personaggio che avrà un ruolo decisivo ai fini della conclusione della storia.

Il piccolo principe, arrivato sulla Terra, fu molto sorpreso di non vedere nessuno. Aveva già paura di essersi sbagliato di pianeta, quando un anello del colore della luna si mosse nella sabbia.
È il serpente che lo informa sul luogo in cui è capitato: Terra, Africa, deserto.
Il piccolo principe sedette su una pietra e alzò gli occhi verso il cielo:
«Mi domando», disse, «se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. Guarda il mio pianeta, è proprio sopra di noi... Ma come è lontano!»

Non so se mi spiego, visione antropocentrica, ma molto poetica, be' per chi si accontenta. E ancora un'altra profonda, illuminante, considerazione:
«Si è un po' soli nel deserto...» «Si è soli anche con gli uomini», disse il serpente.
Segue un dialogo criptico il cui mistero sarà svelato alla fine della storia.
Il piccolo principe lo guardò a lungo.
«Sei un buffo animale», gli disse alla fine, «sottile come un dito!...»
«Ma sono più potente di un dito di un re», disse il serpente.
Il piccolo principe sorrise:
«Non mi sembri molto potente... non hai neppure delle zampe... e non puoi neppure camminare...»
«Posso trasportarti più lontano che un bastimento», disse il serpente.
Si arrotolò attorno alla caviglia del piccolo principe come un braccialetto d'oro:
«Colui che tocco, lo restituisco alla terra da dove è venuto. Ma tu sei puro e vieni da una stella...»
Qui c'è un indizio importante per chi lo vuol cogliere.
Il piccolo principe non rispose.
«Mi fai pena, tu così debole, su questa Terra di granito. Potrò aiutarti un giorno se rimpiangerai troppo il tuo pianeta. Posso...»
«Oh! Ho capito benissimo», disse il piccolo principe, «ma perché parli sempre per enigmi?»
«Li risolvo tutti», disse il serpente.
E rimasero in silenzio.

Un inciso, un elemento davvero irritante è il reiterarsi, alla fine di quasi ogni dialogo, di frasi quali: non rispose, fece silenzio ecc.
E qui caliamo il sipario e lasciamo riflettere chi avrà voglia di leggere queste righe. Alla prossima.
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Gralli
